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Web Strategist: Chi è e Cosa Fa
Scritto da: il 03.06.09

Con l’arrivo del web abbiamo imparato a conoscere una serie di professioni nuove, molte delle quali fantasiose ed iper specialistiche. Una di queste nuove figure professionali del web è quella del Web Strategist, che mi riguarda da vicino. Ma cos’é e cosa fa un Web Strategist? Web Strategist: Il Valore dello Stratega Come suggerisce l’etichetta [...]

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Con l’arrivo del web abbiamo imparato a conoscere una serie di professioni nuove, molte delle quali fantasiose ed iper specialistiche. Una di queste nuove figure professionali del web è quella del Web Strategist, che mi riguarda da vicino. Ma cos’é e cosa fa un Web Strategist?

Web Strategist: Il Valore dello Stratega

Come suggerisce l’etichetta stessa, il Web Strategist è colui che si occupa di lavorare sulla strategia sviluppandola per il web. Il valore della Web Strategy è lapalissiano, perché si giustifica con il valore della strategia in sé. Se chiedessi di definire la strategia, molti risponderebbero che è un qualcosa che precede l’azione, una sorta di piano per ottenere ciò che voglio. Questa è una visione distorta della strategia che sta alla base di molti fallimenti. La strategia è si un momento che precede l’azione, ma è anche un momento che si sviluppa insieme all’azione. Questo perché non viviamo in una realtà statica né possiamo eliminare del tutto il problema della conoscenza imperfetta delle cose.

Questo significa che non esistono strategie ma solo strateghi. L’investimento – come ripeto sempre – è sulle persone.

Ma chi ha bisogno di uno stratega? Tutti. Tutto è strategia, quindi tutti dovrebbero avere uno stratega. Chiunque faccia qualcosa sul web ad un certo livello dovrebbe avere nel proprio team un web strategist.

Ma cosa fa nel concreto un web strategist? Proverò a spiegarmi partendo da un esempio. Siete su una barca a vela e state disputando l’America’s Cup. Avete nel team i migliori professionisti al mondo per la loro funzione. Vincerete? Non è detto. La specializzazione della figura professionale è importante: più sono formato su una cosa specifica, migliore sarà la performance su quella cosa specifica. Ma il rendimento dipende dall’insieme. E’ qui che interviene lo Strategist.

Lo Strategist è colui che conosce alla perfezione il funzionamento e le capacità della realtà interna, e conosce al meglio il funzionamento e le dinamiche del contesto esterno. E poi riesce ad elaborare l’armonia specifica che serve a far incontrare le due cose raggiungendo gli obiettivi che l’azienda si è prefissa. A differenza di tutte le altre figure professionali lo Strategist deve quindi avere un background vario ed una capacità di essere multidimensionale e multidisciplinare, perché dovrà adattarsi alla conoscenza di contesti differenti ed interagire con figure specializzate differenti.

Le Qualità Chiave di uno Strategist

La prima qualità del Web Strategist è quindi l’ascolto: il buon Strategist ascolta tanto e sempre, conserva e ricorda.

La seconda capacità fondamentale è l’analisi: il buon Strategist è quello che riesce a dare un senso a quello che ascolta, riuscendo a trarne conoscenza.

La terza capacità è la comunicazione: lo Strategist è il cervello, ma nessun cervello per quanto potente produce risultato se non è in armonia con il resto del corpo. Le membra sono quelle che eseguono ciò che il cervello pensa e restituiscono feedback: il cervello si relaziona con la realtà attraverso il corpo, così come lo Strategist si relaziona con il mercato e il contesto attraverso l’azienda.

La quarta capacità è la consapevolezza: lo Strategist deve dettare una linea, spesso originale. Questo significa convincere gli altri a seguire una strada vista come ardita. Ciò è possibile solo essendo convinti e consapevoli delle proprie decisioni.

La quinta capacità è la fantasia caotica. Lo Strategist deve produrre spesso soluzione nuove, originali o personalizzare ed interiorizzare soluzioni note. Questo è possibile solo se a livello personale lo Strategist coltiva il caos creativo, cioé quella capacità di contaminarsi con esperienze diverse, la curiosità di voler provare prospettive nuove, il piacere di mettersi in panni non propri anche se non li si vuole indossare.

L’ultima (ma non meno importante) capacità è l’umiltà. Come diceva Lord Baden-Powell “colui che non ha mai sbagliato è colui che non ha mai fatto nulla”. Lo Strategist è un essere umano e come tutti può sbagliare. Il problema non è l’errore, ma l’incapacità ad imparare dai propri errori. In altre parole se nel corso della sua attività lo Strategist sbaglia non vuol dire a priori che sia un cattivo Strategist. Ma se non riesce ad andare oltre l’errore, correggendo il tiro, allora lo è. Ammettere il proprio errore è il primo requisito per migliorarsi.

Web Strategist e altre definizioni

Come ho detto il Web Strategist è una figura professionale relativamente nuova. In realtà lo Strategist viene etichettato in modi differenti, capita di incontrare Strategist specializzati, come il Content Strategist o il Social Media Strategist. E poi ci sono le definizioni più onnicomprensive come appunto Web Strategist o Digital Strategist.

Personalmente ritengo che la specializzazione dello Strategist sia una sciocchezza. Per le ragioni esposte sopra lo Strategist deve avere una conoscenza ampia il più possibile, quindi anche nell’attività di definizione della Content Strategy devono rientrare elementi strategici che tengono conto di cose che vanno oltre i contenuti. In realtà per lo stesso motivo anche il concetto di “Web” Strategist tende ad essere improprio.

Ad ogni modo è interessante il feedback del mercato.

I volumi di ricerca ci dicono alcune cose importanti:

1) La definizione più consolidata è quella di Web Strategist, seguita da Digital Strategist. La prima è affermata in US e la seconda in UK

2) In Italia non esistono volumi di ricerca significativi, questo vuol dire che non c’é un mercato sviluppato per questa figura professionale. In effetti i mercati più sviluppati sono quello Statunitense e quello Inglese. Che sono anche quelli più sviluppati dal punto di vista della Web Economy. Ciò fa intuire che l’assenza di volumi di ricerca in altri paesi sia legata all’arretratezza di sviluppo del comparto.

3) Social Media Strategist sta subendo un’impennata importante, come ci si aspetterebbe data la costante crescita dei Media Sociali.

Articolo scritto da . Mushin è un Web Strategist che ama quello che fa o altrimenti preferisce non farlo. Nel suo futuro vede l'istituzione di un monastero zen o di una scuola taoista di arti marziali, cultore della via e amante della Storia, vive per conoscere e confrontarsi, ma anche per amare e soffrire.

13 Commenti a “Web Strategist: Chi è e Cosa Fa”

  1. Questo articolo l’ho trovato molto interessante quindi l’ho inserito nella rubrica “Pillole di blogosfera” che verra’ pubblicata questa sera sul mio blog.
    Nell’articolo e’ chiaramente indicato che il contenuto non e’ stato creato da me e vi e’ il link diretto all’articolo e al blog. Se questo dovesse causare qualche problema basta contattarmi e l’articolo non sara’ pubblicato o sara’ rimosso.
    Gioele SL Fierro

  2. @Gioele: Figurati, nessun problema!

  3. Ottimo, finalmente qualcuno in grado di parlare di queste cose senza dire cazzate o darsi i toni del guru. ;-)

    Giustissima la considerazione sulla poca richiesta di questo tipo di figure professionali in Italia: quello che è peggio, secondo me, è che per molto tempo si delegheranno le funzioni del Web Strategist un po’ a caso – con il risultato di perdere inevitabilmente il controllo della situazione.

    Del resto quello di un approccio abbastanza “soft” alla specializzazione dei ruoli è un problema tipico dell’ambiente lavorativo italiano: il “saper fare un po’ di tutto” è per certi aspetti una virtù, ma in alcuni ambiti -specialmente quelli legati al Web – secondo me rischia di essere altamente controproducente.

  4. L’unica cosa su cui sono sempre stato d’accordo con Confucio è stata la restaurazione dei nomi. Lui sosteneva che tutte le cose complesse nascono dalle semplici (à la Des Cartes), e che l’origine di tutto sia la non corrispondenza fra nomi e cose.
    Se ci pensiamo oggi le aziende aprono posizioni per figure professionali a cui poi nel concreto fanno fare di tutto tranne che i ruoli delle figure professionali che hanno richiesto.

    Se si iniziasse a far pulizia e chiarezza sui nomi, forse ne beneficieremmo un po’ tutti.

    (e ci sarebbero meno “Web Project Manager”) :D

  5. [...] post originale e’ qui, riporto qualcosa di interessante, per approfondire basta leggere l’articolo [...]

  6. [...] pressoché equivalenti. Ma chi sono? E soprattutto cosa fanno? Ce lo spiega il blogger Mushin in questo post del blog WebGarden. Per iniziare possiamo dire che il “web strategist” è una figura molto nuova, una di [...]

  7. Anche io ho apprezzato il post. Sia per questioni professionali, che personali.
    Ne ho anche preso spunto per la realizzazione di un altro post, appena pubblicato su blog.theblogtv.it.
    http://blog.theblogtv.it/2009/06/10/chi-e-il-web-strategist/

    Una sola precisazione: “Eppoi” andrebbe sostituito con “E poi” oppure “Inoltre”. ;)

  8. Mushin il 10 June 2009 alle 17:00 ha scritto:

    @Smeerch: ti ringrazio. In effetti grammaticalmente è più corretto “e poi”, mi sono preso una licenza poetica da avanguardista :D (si, si, correggo subbbbito).

  9. Ecco, dopo aver letto il tuo post ho finalmente etichettato una di quelle attività professionali che svolgo: CONTENT STRATEGIST

    Thanks ;-)

  10. mi aggangio “lateralmente” al tuo post e rilancio invitandoti alla lettura di questo: http://www.steverubel.com/quote-of-day-tagsocial-media-twitter-quotes e poi ad una riflessione sul contenuto e sul quesito posto …

  11. Link interessante. In effetti la proposizione è corretta, ma trovo sia una critica esportabile su tutti i lavori/qualifiche. Del resto, anche superando l’esame, chi o cosa garantisce di trovarsi davanti ad un esperto reale?

    Trovo che il giudizio ultimo sia comunque sempre e solo legato alle performances, che ti porti dietro sotto forma di network reputazionale.

    Insomma: diploma o meno, se funzioni ti cercano altrimenti sei sepolto. Condivido però l’esigenza di lavorare in senso di:

    a) Una standardizzazione delle figure professionali, in modo da ridurre la confusione e aiutare le aziende a scegliere la corretta figura professionale per le loro esigenze

    b) Aiutare a discriminare i nuovi arrivati fra buoni professionisti o meno, mettendo in risalto i primi. Sto ragionando in questi giorni su un progetto da associare al nuovo blog a cui sto lavorando.

  12. Leonardo Milan il 14 September 2009 alle 06:34 ha scritto:

    Concordo con l’articolo e sulla necessita di evitate eccessive specializzazioni.
    Il Web Strategist deve avere una visione d’insieme che va dall’architettura delle informazioni al progetto di e-business. Le variabili sono tante e il loro mix dev’essere oggetto di analisi preliminare contestuale.
    Approfondirò anch’io quest’argomento.

  13. michele il 20 January 2012 alle 15:12 ha scritto:

    solo un commento positivo per quello che ho letto, per la persona che lo ha scritto e per la grande immaginazione nella ricerca che sento, grazie entrerò in contatto. Michele

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