Le tradizioni orientali hanno fornito un vasto corpus di nozioni e concettualizzazioni al limite della follia per la tradizione occidentale (almeno per quella a partire dal cristianesimo in poi). Queste tradizioni sono una fonte preziosissima per qualsiasi stratega perché si concentrano sui concetti di mutamento continuo, desiderio (tendere a qualcosa) e false percezioni. Tutti elementi [...]
Le tradizioni orientali hanno fornito un vasto corpus di nozioni e concettualizzazioni al limite della follia per la tradizione occidentale (almeno per quella a partire dal cristianesimo in poi). Queste tradizioni sono una fonte preziosissima per qualsiasi stratega perché si concentrano sui concetti di mutamento continuo, desiderio (tendere a qualcosa) e false percezioni. Tutti elementi che intervengono in modo fondamentale quando si parla di strategia. Di seguito un distillato altamente concentrato delle migliori lezioni orientali, altamente sovversive del comune modo di ragionare occidentale.
Ogni cosa genera il suo opposto. I punto non è cercare di affermarne uno a scapito dell’altro, questo è impossibile. Tutto quello che accresciamo è destinato ad esaurirsi e tutto quello che sembra esaurirsi può solo crescere. E’ la via del mutamento. Controllare il mutamento è impossibile. Il buon stratega sa che la prospettiva giusta per beneficiare del mutamento non è la guerra. E’ insensato concepire che quello che desideriamo accada e quello che non desideriamo non accada, come se dovessimo eliminare quest’ultimo per a beneficio del suo opposto (il primo). La prospettiva più corretta, in termini di sostenibilità nel lungo periodo, è concepire il rapporto fra opposti come nella navigazione: non puoi controllare la forza dei venti o delle correnti, ma puoi sfruttarle di volta in volta per raggiungere la terraferma. In questo quadro non è importante cosa il destino ci riserva, ma come tu sei pronto ad affrontarlo. La chiave è non identificarsi in una specifica via, mantenersi fluidi per adattarsi a qualsiasi condizione.
L’immagine è quella dell’onda del mare: ogni ritirata è solo la preparazione ad una nuova avanzata che inevitabilmente si esaurisce in una ritirata. Quello che fa arretrare la spiaggia, permettendo all’acqua di sgretolare la roccia non è né l’avanzata né la ritirata, ma il movimento di alternanza delle due.
Corollario al mutamento espresso dalla tradizione Yin-Yang è il non attaccamento. Ogni volta che ti identifichi in qualcosa ne condividi il destino. Se la realtà è in continuo mutamento e tu non può controllare questo mutamento, focalizzarti su una parte specifica di realtà significa seguirne i cicli di ascesa e declino. Il punto non è essere Yang né essere Yin, non c’é uno dei due positivo e l’altro negativo, semplicemente perché non sono in opposizione. Sono complementari. Non attaccamento significa comprendere che la giusta strategia non si lega a nessuna delle due componenti, ma al movimento. Esattamente come respirare: il respiro non è l’aria che entra nei polmoni, né l’aria che ne esce. Ma entrambi. Così la tua strategia: sii Yin o Yang a seconda di cosa richiede la situazione. Anche qui la focalizzazione è su te stesso, riuscire a raggiungere uno stato di comprensione delle cose in cui sei sempre meno condizionato dai tuoi preconcetti, desideri e paure. Sei distaccato.1
L’immagine è di colui che abbandona la scala che lo ha portato al successo: una volta arrivato non ti serve più, perde si senso e significato, e se resti aggrappato alla scala o provi a portartela dietro, può solo impacciarti o vanificare tutto.
Esprime il massimo adattamento. Non avere una forma pre-determinata significa non avere punti di forza o deboli, ma assumere una configurazione adatta ad ogni singola diversa evenienza. Se non hai forma, il tuo avversario non può studiarti. Se non hai forma, non mostri nulla. Se non mostri nulla e non possono studiarti, le tue azioni non incontrano resistenze a priori e la tua strategia sarà potente.
L’immagine è quella dell’acqua: unico elemento in natura in grado di mutare la sua forma nei tre stadi della materia (liquido, solido, aeriforme) senza mutare la sua struttura chimica (l’essenza). L’acqua non può essere contrastata perché non si oppone con rigidità. La sua forza sta nell’adattarsi completamente al contesto in cui si trova. Non ha punti di debolezza perché non si presenta con punti di forza. La sua azione però è in grado di distruggere la pietra perché l’acqua è sempre in movimento e arriva dappertutto.
Tutto è interconnesso. Nulla è autonomo. Qualsiasi cosa noi interpretiamo come unità discreta, è tale solo per convenzione. Neppure noi esseri umani siamo unità discrete, a livello subatomico la realtà è un continuum di particelle agglomerate per diverse densità. Ma è impossibile tracciare confini, fra le particelle che compongono il mio braccio e quelle che compongono l’aria a contatto. Questo vuol dire che la sostenibilità della tua strategia è una parte fondamentale: le conseguenze delle tue azioni ti ritornano sempre dietro come mutamenti contestuali.
L’immagine è quella dell’ecosistema: il regime cinese (PRC) utilizza la politica del figlio unico, per cui non è possibile avere più di un figlio per famiglia, allo scopo di contenere l’insostenibile crescita della popolazione. Questo ha prodotto un folle numero di aborti ed infanticidi nel caso della nascita di bambine, perché tutti desiderano un figlio maschio. Ciò porta la Cina ad essere l’unico paese al mondo in cui il rapporto uomo-donna nella popolazione è lievemente sbilanciato verso gli uomini. La soluzione al problema sostenibilità numerica ha generato un problema più grave, l’insostenibilità della riproduzione, per cui diventa frequente il matrimonio fra cinesi e non cinesi.
Il mutamento non è lineare. E neppure l’azione umana dovrebbe. Navigare fra due rive non è mai tracciare una linea retta e l’acqua non si muove mai in una sola direzione. I principi dele arti marziali tradizionali come il taiji quan, sono improntati alla comprensione dell’armonia fra parti complementari: non esiste l’una senza l’altra (Yin-Yang) ed entrambe esistono solo in ragione del movimento. Questo vuol dire che l’azione corretta (e quindi efficace) contempla entrambi. Quindi per andare avanti vado prima indietro. E’ il concetto già visto nel caso delle onde: l’avanzamento comincia già dalla ritirata che lo precede, intesa come momento di raccoglimento delle forze. Così la buona strategia punta all’armonia alternando fasi attive e passive, per destabilizzare e consolidare. Se si vuole costruire sarà bene prima distruggere.
Non esistono cose positive o negative, ma solo opportunità da cogliere e gestire. La vera essenza di una strategia è trasformare i punti di debolezza in punti di forza.
E chiudo quindi con questa simpatica storiella che riassume l’approccio orientale al mutamento e alla strategia (a voi il compito di capire come si collega al discorso):
C’era una volta un povero contadino che poteva permettersi solo un cavallo. L’uomo lo trattava con cura, ma una notte d’estate, il cavallo trovò un punto debole nel recinto e fuggì. Quando i vicini seppero dell’accaduto, andarono dal contadino per manifestargli il loro rammarico. “Che sfortuna”, dissero. Al che l’uomo rispose: “Forse si, forse no”.
Di lì a una settimana, il cavallo tornò alla fattoria con altri sei cavalli selvaggi al seguito. Il contadino e suo figlio riuscirono a rinchiuderli tutti e sette nel recinto. Di nuovo vennero i vicini in visita. “Che gran fortuna”, dissero. Al che l’uomo rispose: “Forse si, forse no”.
Il figlio del contadino iniziò subito a domare i nuovi arrivati. Mentre tentava di cavalcare lo stallone roano, fu sbalzato violentemente a terra e finì quasi calpestato, rompendosi una gamba. I vicini accorsero. “Che sfortuna terribile”, dissero. Al che l’uomo rispose: “Forse si, forse no”.
Il giorno seguente arrivarono al villaggio dei soldati. Due signori della guerra erano in lotta fra loro e uno aveva ordinato l’arruolamento forzato di tutti i maschi giovani del villaggio. A causa della gamba rotta, il figlio del contadino fu il solo a non dover partire per il fronte. Di nuovo, i vicini accorsero. “Che incredibile fortuna”, dissero. Al che l’uomo rispose: “Forse si, forse no”.
Complimenti per il post, bello: un ottimo concentrato di concetti orientali.
Se ti interessano queste cose e ti piace la fantascienza, ti consiglio la lettura di Svastica sul sole, di Dick. Ma magari già lo conosci… ciao!
Certo che l’ho letto. E’ uno dei romanzi ucronici più belli di sempre, secondo me. E PKD è uno dei miei autori preferiti.