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La crisi dell’Editoria come Opportunità
Scritto da: il 05.06.09

Se la crisi è davvero un’opportunità, come muoversi concretamente per sfruttare questa chance? Di seguito alcune direzioni intraprese dalla stampa internazionale che ritengo molto significative. La prima parte di questo post la trovate su Pandemia. Cercare di seguire il cambiamento: 5 direzioni basilari Se tutti a questo punto sono in grado di dire che il [...]

Se la crisi è davvero un’opportunità, come muoversi concretamente per sfruttare questa chance? Di seguito alcune direzioni intraprese dalla stampa internazionale che ritengo molto significative.

La prima parte di questo post la trovate su Pandemia.

Cercare di seguire il cambiamento: 5 direzioni basilari

Se tutti a questo punto sono in grado di dire che il giornale deve smaterializzarsi per puntare (totalmente o in parte) al web, non è da tutti riuscire ad azzeccare la formula corretta. Una cosa è certa, usando una citazione orientale: “tutte le cose cambiano in un ambiente dinamico, il tuo sforzo di preservarti è ciò che ti limita” quindi il principale ostacolo è proprio l’attitudine mentale. Alcuni players del settore si stanno sforzando di cercare la formula adatta a seguire il mutamento, e dal loro esempio possiamo ricavare alcune direzioni pratiche:

Ubiquità: se il lettore non usa più la carta è il giornale che deve inseguire il lettore sulle altre piattaforme.


Il New York Times si è dotato di un reader in AIR per i propri contenuti. Un’applicazione desktop indipendente dalla piattaforma.

Oppure pensiamo all’attenzione verso gli utenti della telefonia mobile (sempre NYT):

E ancora: nuovi media come social network (facebook) o aggregatori sociali (friendfeed, digg) o blogging e surrogati (twitter).

Nuovi modelli di business

Se il vecchio è entrato in crisi, il giornale deve sforzarsi di inventarsene di nuovi a partire dalle specificità del nuovo contesto.

Anche qui il NYT la fa da padrone, suggerendo nuovi modi di fare pubblicità con formati non convenzionali e nuovi modelli di monetizzazione del traffico.

Aggregare, filtrare, segnalare

Internet è un mare magnum di informazioni, il ruolo di un mediatore passa sempre più dall’essere monopolista dell’accesso all’informazione al dare senso alle informazioni organizzandole.

Ancora il NYT è esempio di virtù, sposa la logica dei social network/community di crowdsourcing (Times Opinion), Crea interessanti e personalizzabili aggregazioni dei contenuti (Time Wire), consente di personalizzare la home (con l’opzione Time Extra e Global Edition).

Innovare: trovare nuove risorse per nuovi problemi

Khoi Vinh è un nome che ai più non dice nulla. E’ Design Director del NYT, e in questa posizione ha tirato fuori una delle più grandi innovazioni nel campo del design delle pagine web: il Grid Design. Ha risolto un problema molto importante per i newspaper online relativo all’impaginazione sul web. Un altro problema fondamentale è la riorganizzazione del cuore pulsante del giornale: le newsroom. Anche qui l’innovazione fa la differenza. Che dire poi della capacità di attenzionare quello che è completamente nuovo, come i Social Media o altri player online? Qui è fondamentale riuscire ad avere qualcuno che si dedichi solo a questo con competenza, oltre che essere presenti intelligentemente su tutti i servizi dove si può dialogare con i lettori.

Le persone giuste al posto giusto: il futuro è giovane.

Una cosa che troppo spesso si tende a trascurare è che non esistono strategie ma solo strateghi. Analogamente non esistono azioni ma solo attori. Quello che intendo dire è che l’investimento principale è sulle persone. Sono le persone a compiere le azioni e fare l’innovazione, solo le persone possono fare davvero la differenza. Non basta quindi copiare se non si è in grado di interiorizzare. Saper scegliere le giuste persone per il giusto compito resta una delle caratteristiche a più alto valore aggiunto. Qualche settimana fa ho sentito il discorso di qualcuno che stimo, che parlava della necessità di imparare a capire come i giovani ventenni usano i media, per essere in grado di spiegare alle aziende come disegnare una comunicazione efficace nel lungo periodo. Un discorso condivisibile. Ma perché anziché assumere qualcuno che studi e spieghi il futuro, cioè il comportamento dei ventenni, l’azienda non dovrebbe assumere direttamente un ventenne?

Strategia mista: fare bene quello che fanno tutti più fare qualcosa di completamente nuovo.

Se l’innovazione è importante non bisogna mai perdere di vista il caro vecchio business. Fare un giornale di qualità significa diffondere contenuti verificati, autentici e privi di errori linguistici. Per quanto banale questa cosa è una buccia di banana sulla quale gran parte dei giornali italiani scivola, nel tentativo di rincorrere malamente il primato della notizia o l’argomento curioso.

Articolo scritto da . Mushin è un Web Strategist che ama quello che fa o altrimenti preferisce non farlo. Nel suo futuro vede l'istituzione di un monastero zen o di una scuola taoista di arti marziali, cultore della via e amante della Storia, vive per conoscere e confrontarsi, ma anche per amare e soffrire.

6 Commenti a “La crisi dell’Editoria come Opportunità”

  1. E’ indiscutibile l’opportunità aperta a tutti, o almeno a chi intende prendere sul serio la durissima sfida del rimanere aggiornati in tempo reale sulle nuove frontiere delle tecnologie web, impegno che costa un lavoro preliminare non indifferente. Quando poi ci si sente pronti a competere, allora il rischio è quello di scoprire di essere troppo avanti e non venire capiti, oppure di capitare in una delle tante iniziative che sì, promettono, ma si rivelano presto superate creando un devastante effetto bolla. E’ un’opportunità, ma anche una scommessa… inevitabile.

  2. @Monica: ti ringrazio per il commento perché poni l’accento su una cosa molto importante. Corollario del discorso sviluppato su Pandemia è infatti che non esistano cose buone o cattive in sé.

    Questo impone una responsabilità, che è quella della ricerca dell’armonia nell’opportunità. Significa che non è automatico e a priori che un’occasione sia buona! Occorre tanto coglierla quanto evitare di coglierla male. Ancora una volta, tutto nell’universo è armonia.

  3. [...] e l’entusiasmo sulla carta [letteralmente] ribadiscono, infine, che il problema non è il supporto o il mezzo ma il messaggio che sempre più il pubblico di riferimento dei quotidiani è in grado di [...]

  4. [...] Via Webgarden Una cosa che troppo spesso si tende a trascurare è che non esistono strategie ma solo strateghi. Analogamente non esistono azioni ma solo attori. Quello che intendo dire è che l’investimento principale è sulle persone. Sono le persone a compiere le azioni e fare l’innovazione, solo le persone possono fare davvero la differenza. Non basta quindi copiare se non si è in grado di interiorizzare. Saper scegliere le giuste persone per il giusto compito resta una delle caratteristiche a più alto valore aggiunto. [...]

  5. [...] Domanda a parte, si comincia con un articolo a firma di Simone Tornabene sulla crisi dei giornali e la crescita di internet. L’argomento non è certo nuovo ma Simone lo sviluppa bene con una serie di considerazioni interessanti. L’articolo (come detto) comincia su Pandemia e si conclude su Webgarden. [...]

  6. Il futuro è negli ebook, ma culturalmente non sembriamo ancora pronti ad un passo che è stato già compiuto per gli altri media: quello della digitalizzazione, della dematerializzazione. Sarà colpa di questi 500 anni segnati dalla carta stampata? Sono tanti, in effetti…

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