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Friendfeed, Twitter e la Coda Lunga: Qual’é la Rete che Vogliamo?
Scritto da: il 07.04.09

E’ di oggi un articolo di TechCrunch che fa il punto sulla situazione di Friendfeed. Il servizio che doveva soppiantare Twitter non decolla come dovrebbe a livello di numeri: problemi in vista? La questione mi sembra più importante: e se fosse la conferma che la Coda Lunga sia solo una bella favola? In Principio fu [...]

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E’ di oggi un articolo di TechCrunch che fa il punto sulla situazione di Friendfeed. Il servizio che doveva soppiantare Twitter non decolla come dovrebbe a livello di numeri: problemi in vista? La questione mi sembra più importante: e se fosse la conferma che la Coda Lunga sia solo una bella favola?

In Principio fu TechCrunch

L’articolo di TechCrunch ha subito mobilitato il fronte di chi difende un servizio – Friendfeed – che funziona. Personalmente uso Friendfeed e lo trovo un gran bel servizio, eccettuata la sua incapacità di produrre un’interfaccia grafica rilevante e una versione mobile convincente. Il cuore del problema evidenziato dall’articolo è riassumibile in questa citazione:

Twitter is adding more users every week than FriendFeed has in total

Una questione di numeri. Che non considera:

1. Il livello di engagement&satisfaction delle rispettive community.

2. Come Facebook abbia deciso di copiare completamente l’interfaccia di Friendfeed nella sua lotta contro Twitter.

3. Come quasi tutti gli utenti di Friendfeed usino Twitter proprio attraverso Friendfeed.

Non credo che a TechCrunch si augurino la chiusura di Friendfeed, ma trovo rilevante il loro articolo per un motivo che va oltre Friendfeed: il futuro della Coda Lunga.

La Coda Lunga non Funziona?

Un problema di numeri è un tradizionale problema di numeri. Il vero problema diventa quando una tradizionale questione di numeri si trasforma in una questione di business model. Suggerire che Friendfeed sia peggiore di Twitter perché non ne ha i numeri, significa negare la possibilità di un modello basato sulla Coda Lunga, significa dire che l’importante è avere mercato di massa, non massa di mercati.

Se per ipotesi Friendfeed restasse di questa taglia, forse sarebbe un flop? Forse sarebbe un cattivo servizio? Di certo la risposta deve tenere conto dei costi e degli obiettivi di Friedfeed, ma non credo che la questione sull’utilità di Friendfeed sia legata a “quanti utenti usano friedfeed”.

I modelli di business basati sulla massa sono quelli tradizionali. E sul lungo periodo nessuno ha dimostrato che funzionino sul web: Youtube, Facebook e Twitter ne sono esempi. Eppure si continua a pensare che senza massa non c’é valore.

Twitter l’Ammazza Qualità?

Non ho antipatia per Twitter, che uso e che mi piace. Ma è un dato di fatto che esistano servizi migliori. Il primo era Jaiku, in agonia perché non è riuscito a reggere i numeri di Twitter. Eppure permetteva di fare tutto quello che il primo Friendfeed faceva. Adesso il paragone con Friendfeed, che pur avendo pianificato prima la strategia d’attacco a Twitter si trova a dover fare i conti con il fatto che a crescere in maniera vertiginosa non è la sua base ma sempre quella di Twitter. Sembra una vera febbre da Twitter che fa fuori tutti gli sfidanti anche se offrono un servizio superiore.

Prima che “Dove Stiamo Andando”, Conta “Dove Vogliamo Andare”.

Alla fine della giornata dobbiamo sempre fare i conti con la moneta. Friendfeed costa e al momento non ha revenue. Questo tipo di servizi puntano alla massa perché contano di impressionare con i numeri i mercati del soldo a scrocco, sopravvivendo mentre pensano a quale business model adottare.

Eppure, nonostante questo atteggiamento sia biasimato, è anche vero che questo meccanismo ha permesso a realtà che hanno rivoluzionato il web e non solo, come Google, Facebook & Co di esistere. Se fosse sempre e solo una questione di business model a priori, ci troveremmo pure senza web. L’innovazione radicale non può che nascere dal caso, l’azzardo è spesso la strategia migliore per generare il nuovo.

Dobbiamo emanciparci dalla massa. Il secolo XX è stato il secolo delle masse: partiti di massa, consumo di massa, produzione di massa. La rete non soltanto ha mostrato come anche la più grande  delle nostre masse indifferenziate sia relativamente una minoranza, ma soprattutto ha reso possibile la coesistenza di quella “massa di masse” che sono le nicchie. Il modello della Coda Lunga non è più solo una teoria, diventa implementabile. Questo è il nuovo.

L’ostacolo più grande è culturale, l’ostacolo più grande è l’impostazione di partenza ancora troppo tradizionale, così miope che per vedere valore (economico o sociale) ha bisogno di un oggetto enorme come la massa. La rete è più grande della massa. E più ricca.

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6 Commenti a “Friendfeed, Twitter e la Coda Lunga: Qual’é la Rete che Vogliamo?”

  1. Non è proprio vero, noi infatti perseguiamo un’altra strada ma ahimè siamo italiani e ne siamo orgogliosi.

  2. Mushin il 7 April 2009 alle 10:54 ha scritto:

    @capobecchino: chiaramente (e per fortuna) non tutti la pensano così. Il problema è: sopravviverà questo modo di fare? O i mercati (e l’assenza di fondi, quindi) lo soffocherà?

  3. Ma secondo me non riuscirà a sopravvivere a lungo o almeno non per le piccole realtà.

    Io credo che ci sarà qualche altra rivoluzione e arriverà non tanto tardi ;)

  4. Mushin il 7 April 2009 alle 11:31 ha scritto:

    La auspico anch’io la rivoluzione. Del resto questo sistema “tradizionale” di vivere e concepire gli affari mi sembra stia morendo da solo per obsolescenza.

  5. Visto che qui non c’è il TrackBack (e se c’è non lo trovo) ti lascio il link al mio post che ho appena pubblicato in risposta al tuo (non ci stava tutto nel commento). Grazie per lo spunto.

  6. Mushin il 5 May 2009 alle 17:02 ha scritto:

    Ciao Daniel, i trackback solitamente funzionano. Grazie per aver contribuito alla discussione e per la pazienza di aver messo il link manualmente.

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