La necessità del cosidetto web semantico nasce dal problema reale che le ricerche online restituiscono corrispondenze di keywords, non risultati sensati. Costruire un tool di ricerca in grado di generare connessioni logiche e suggerire risposte sensate non è per nulla banale. Uno dei possibili rimedi potrebbe essere quello di creare un prodotto orientato ad uno [...]
La necessità del cosidetto web semantico nasce dal problema reale che le ricerche online restituiscono corrispondenze di keywords, non risultati sensati. Costruire un tool di ricerca in grado di generare connessioni logiche e suggerire risposte sensate non è per nulla banale. Uno dei possibili rimedi potrebbe essere quello di creare un prodotto orientato ad uno specifico settore/cluster di temi.
E’ questo l’approccio scelto da Microsoft per il suo Bing. Bing verrà lanciato nei prossimi giorni e si presenta come un motore di ricerca in grado di dare suggerimenti precisi su: acquisti, viaggi, salute e commercio locale. Chiaramente sarà legato al mercato americano.
L’approccio mi sembra sensato e corretto, ma fin dalla scelta delle aree mi sembra chiaro che Bing sia un prodotto sostanzialmente commerciale. Non sarà magari possibile scalarne le posizioni con accorgimenti SEO, ma il SEM sarà assolutamente centralizzato e gestito direttamente da Bing, secondo me. In questo modo più che un motore di ricerca sarà un personal advisor, con il sospetto che faccia più il beneficio delle aziende che acquistano spazi e affiliazioni piuttosto che dell’utente.
Sappiamo ancora poco di questo Bing e finora tutte le informazioni diffuse sembrano studiate apposta per fomentare il buzzing più che per far comprendere le reali potenzialità del prodotto. Occorre provarlo. Per il momento la blogosfera anglofona è piena di Bing, quindi il buzzing ha funzionato.
Staremo a vedere.
E siamo al terzo tentativo.
Prima MSN Search, poi Live Search… adesso “Bing”!
Pensano che il problema sia il nome?!
Io dubito che riuscirà a dar fastidio seriamente a Google.
Ciao,
Emanuele
[...] 1) anche a Redmond pensano che le corrispondenze di keyword ormai non bastano più per produrre risultati apprezzabili. La domanda è: sapranno capire come [...]