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Google lancia Squared, la Corsa al Senso dei Dati non si Ferma a Wolfram Alpha e Bing.

Google ha appena lanciato Squared. Lo aveva annunciato e lo ha messo online oggi. Squared propone un'interfaccia di organizzazione dei risultati di ricerca che tenta di dare un senso (comparativo) alla ricerca delle informazioni, oltre la semplice corrispondenza di keywords. Una strada già intrapresa da Wolfram Alpha e Bing.Il risultato delude. Alla fine il servizio presenta di originale soltanto un'interfaccia di visualizzazione dei dati. L'aspetto interpretativo/computazionale è scarso. Da un lato perché la tecnologia è ancora quella che è, dall'altro perché non sembra che a BigG si siano sforzati più di tanto. Sicuramente Wolfram Alpha con tutti i suoi limiti è un'altra cosa, e sicuramente Google Squared per quanto imbocchi quella strada, non può certo competere perché già d'impostazione è comunque molto più limitato. La corsa all'interpretazione dei dati è realtà, e di certo questo web 3.0 che stenta a nascere sta però iniziando a scalciare. La cosa strategicamente rilevante è l'approccio: 1) Wolfram Alpha: si concentra sull'innovazione tecnologica. Sceglie una strada difficile ma che nel lungo periodo può fare la differenza. E' sicuramente l'investimento più rischioso, perché ha benefici attesi nel lungo periodo, e il lungo periodo nelle cose del web è un rischio non da poco, dato che quello che oggi è tecnologia di punta domani potrebbe rivelarsi un cul-de-sac. 2) Bing: l'approccio è pragmatico, per dare senso ai risultati di ricerca con le tecnologie attuali è meglio profilare a monte i campi di ricerca in modo da individuare pattern e schemi da utilizzare per l'interpretazione delle richieste, rendendo il contesto della ricerca la variabile indipendente. L'idea è molto buona, ma il risultato è a conti fatti niente di più di una specie di motore finalizzato alle transazioni commerciali, che presto è facile si trasformi in una sorta di spam legalizzato (in questi giorni tutti gli iscritti al servizio per Webmaster ...

Come Chrome Farà Fuori Firefox Dopo Averlo Usato per Uccidere Internet Explorer

E' arrivato Chrome. Lo sappiamo tutti, perché né è pieno il web. Non tratterò di Chrome in sé, ma della strategia che sta dietro Chrome, o almeno avanzerò delle ipotesi su come Google si sia messo (coincidenza?) in una posizione utile per diventare il primo player nel campo browser, vincendo la Browser War II. In particolare cercherò di far luce sul rapporto fra Chrome e Firefox, che è il rapporto fra Google e Mozilla, con Microsoft nemico comune: Google supporta Mozilla ma si fa un proprio browser. Perché? La risposta sta nei primi dieci minuti del film Batman The Dark Knight. Il Lancio Il lancio di Chrome ha destato un ottimo buzzing. Il lancio in sé è da studiare attentamente. Inizialmente si pensò ad un errore, una fuga di notizie, dato che quando Philipp Lenssen dichiara di aver ricevuto via posta un fumetto che parla di Chrome, non esiste ancora nessuna pagina ufficiale. Un fumetto? Già proprio un fumetto. Disegnato dal celebre Scott McCloud. Ma perché proprio un fumetto? Quelli di Mashable se lo sono chiesto e si sono dati una risposta: una delle solite sciocchezze eccentriche dei Googlers, deve aver pensato Steven Hodson ("C’mon, a comic book? How can you take seriously a product when it comes by way of a comic book announcement"). I punti interessanti del lancio sono due. Il primo è l'apparente casualità. Non c'é stata alcuna fuga di notizie su Chrome. Un progetto che resta segreto per 2 anni, nonostante fosse cercato a seguito dei soliti rumors, non viene scoperto con dovizia di particolari guardacaso in un momento in cui è già sufficientemente pronto per essere lanciato. La trovata della fuga di notizie, e l'assenza di notizie ufficiali per un paio di giorni, è servita solo a pompare il buzzing online e a preparare tutti: correte, correte, ...

Apple: iPhone, iPod Touch e MacBook Air

Alzi la mano chi non ha esclamato, con iPod Touch (magari pure craccato) davanti: "ma è un doppione dell'iPhone!". E alzi la mano chi non ha detto davanti alla presentazione del MacBook Air: "un computer senza porte né masterizzatore che costa così tanto!?" (pensando però: "eppure è figo!"). Insomma, resterebbero poche persone con le braccia conserte. Questo post è una riflessione circa quello che sta succedendo con i prodotti Apple. Perché il lancio di iPhone, di iPod Touch e di MacBook Air ha qualcosa in comune, che fa pensare ad una strategia globale. Che va oltre il rilancio della mela con prodotti all'avanguardia nel design. Che va oltre l'ammodernamento (almeno negli ultimi due casi) di linee di prodotto di successo. A cosa mi riferisco? Mi riferisco alla ultraportabilità e all'integrazione. Il futuro di internet è sempre poco prevedibile, ma di certo converge verso la massima mobilità, la frontiera del wireless ha regalato agli uomini nuove opportunità e nuove opportunità vuol dire nuove occasioni sul mercato. Ecco secondo me cosa deve essere successo nella mente di qualcuno lì, negli uffici della mela: a) sappiamo che oggi abbiamo una significativa varietà di dispositivi deputati alle varie funzioni (telefonare, ascoltare musica, scrivere, leggere, ecc.), b) la tecnologia rende questi dispositivi sempre più potenti riducendone contemporaneamente le dimensioni, c) tecnologie wireless aumentano copertura e mobilità di reti e dispositivi. A questo punto non è difficile sillogisticamente trarre la conclusione che il futuro vedrà probabilmente il diffondersi sia come prodotto che come status, di un dispositivo mobile altamente portatile in grado di interagire con reti diverse e con dispositivi diversi. Il problema diventa: quale delle attuali linee di prodotti (cellulari, notebook, mp3 player), che già stanno piano piano convergendo le une verso le altre, prenderà il sopravvento diventando l'unico dispositivo mobile in grado di fare tutto? Oppure se ...

Android vs. Symbian: il migliore?

Stampa il dossier da qui: http://twurl.nl/u4rs1s Il Mercato del Futuro Mesi fa si è fatto un gran parlare di uno degli ennesimi "conigli dal cappello" di BigG: Android. Il punto di partenza, sempre analiticamente acuto, di Google è che il futuro è fatto di reti ICT che si fondono e che vengono rese fruibili ai prosumer mediante mobile devices. Quale è la mobile devices più diffuso al momento? Facile il cellulare. Che sta infatti subendo una costante (ri)definizione delle sue funzioni, presentandosi attualmente nella versione di smatphone come ultimo stadio di questo processo in fieri che non è certo chiarissimo dove finirà. L’Approccio di Google Qui entriamo nel merito della pensata di BigG, una chiara scelta strategica che smentisce i rumors circa un suo diretto ingresso nei mercati della telefonia con un Google Phone, e si inventa invece la Open Android Handset Alliance, per lo sviluppo (ma in realtà per costruire consenso) di una piattaforma (Android) per mobile devices (cellulari in primis). L’Alleanza contro Symbian Spulciando l'elenco dei membri dell'Alleanza, salta subito agli occhi il posto vacante fra Samsung e Motorola: quello del primatista mondiale delle vendite nel settore, la finlandese Nokia. Nokia fonda la leadership nella capacità di prevedere ed in qualche misura costruire, i trend di un mercato sensibile all'innovazione come quello dei cellulari. Gli applicativi Nokia sono universalmente riconosciuti come i più affidabili e nel segmento degli smartphone Nokia ha pensantemente investito su Symbian, il primo sistema compiuto che si candidò ad essere il "sitema operativo" delle mobile devices, soprattutto degli smartphone. Symbianokia? La situazione in sintesi è la seguente: Nokia dopo aver acquistato la quota di Psion è di fatto principale azionista di Symbian, complice anche il fatto che le quote di partecipazione alla Symbian Ltd non possono seguire automaticamente le fusioni: il matrimonio fra Sony e Ericsson non ha portato ...
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