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Come spesso accade in questi frangenti, la nuova interfaccia di Facebook ha subito diviso: da un lato la maggioranza di scontenti, dall'altra la minoranza di soddisfatti. Non si registrano neutrali. Ma la nuova interfaccia è davvero così male? Hanno ragione gli utenti a dire che è male perché a loro non piace?
Disegnare un'interfaccia
Un'interfaccia stabilisce le modalità di interazione fra un sito (con i suoi contenuti) e l'utente. Sicuramente disegnare un'interfaccia che sia gradevole per l'utente ed incontri i suoi gusti estetici e le sue esigenze funzionali, è molto importante. Ma non è tutto. Un'interfaccia infatti deve anche essere coerente rispetto ai contenuti del sito e a alla sua content strategy. Ma se i due criteri entrano in conflitto, quale prevale?
Personalmente ritengo utile osservare quanto segue:
1) E' impossibile creare un'interfaccia che accontenti tutti gli utenti, soprattutto se il sito ha un target molto eterogeneo come quello di Facebook: pensate a milioni di persone con lingue e culture differenti, un casino.
2) E' possibile però disegnare un'interfaccia per presentare al meglio i contenuti che vogliamo valorizzare e le operazioni che vogliamo semplificare, e questa è esattamente la strada intrapresa da Facebook che ha modificato l'interfaccia per renderla coerente con una content strategy che ha virato verso il social rating/sharing di contenuti multimediali (vedi l'introduzione del like, dei commenti e l'ampio risalto dato ai contenuti audio/video nella nuova interfaccia).
Capire i feedback negativi
Le lamentele degli utenti vanno contestualizzate, considerando che:
1) Un cambio attira sempre lamentele.
2) Quando si introduce una nuova interfaccia in funzione di una nuova content strategy, occorre misurare non l'indice di gradimento degli utenti, ma la loro curva di apprensimento: in questo caso infatti la nuova interfaccia non serve per allietare l'utente, ma per "insegnargli" ad usare il sito privilegiando alcune operazioni (nel nostro caso la condivisione di contenuti con feedback)
3) Il giudizio ...
Facebook è il social network leader al mondo. Con il lancio della sua piattaforma Facebook Connect si vuole affermare sempre più come una sorta di anagrafe digitale degli internauti. La promessa di Facebook Connect è quella di portare più engagement degli utenti aggiungendo il tratto "social" ai profili degli utenti. La maggior parte dei webmaster è stuzzicata dall'idea di poter attingere ai dati di Facebook risparmiando all'utente la registrazione. Ma è davvero così conveniente?
Cosa Puoi Fare?
Di certo la possibilità di attingere al profilo Facebook dell'utente è una gran cosa. Con Facebook Connect si va oltre: puoi ad esempio consentire all'utente di utilizzare le proprie credenziali facebook per autenticarsi sul tuo blog o forum. Questo rappresenta un vantaggio in termini di tempo per l'utente, che utilizza credenziali già registrate e quindi è più invogliato ad interagire con le aree/funzioni del sito che richiedono la registrazione.
Puoi sfruttare l'effetto community sul tuo sito utilizzando il networking già creato dentro Facebook.
Tralasciando le scontate obiezioni sulla privacy e le possibilità di profilazione, che non mi interessano, vorrei passare a capire meglio quali sono i limiti di questo meccanismo per un webmaster.
Cosa Devi Sapere
Ma che limiti ha questo sistema? Ecco alcune cose che devi assolutamente tenere a mente:
1) I dati hanno una scadenza: la maggior parte dei dati del profilo del singolo utente possono essere "conservati" solo per 24 ore. A partire dalla richiesta (accesso dell'utente). Questo significa che se l'utente è un frequentatore abituale del tuo blog/forum avrai a disposizione l'accesso ai suoi dati pressoché sempre. Altrimenti quei dati non potrai comunque tenerli.
2) Puoi conservare permanentemente solo alcuni dati: un ristretto gruppo di informazioni utente possono essere conservati permanentemente. Sono quei dati che servono ad associare un minimo il profilo dell'utente sul tuo sito ed il profilo dell'utente su Facebook. Sono però dei dati di ...
Foto (cc-by): Mario Sundar
Qualche tempo fa chiesi a Gianluca Diegoli di entrare nel mio network di contatti su LinkedIn. Mi rispose che lui su LinkedIn aggiunge solo persone con cui ha lavorato/interagito nel mondo reale. Qualche giorno fa anche Stefano Quintarelli ha ripreso l'argomento parlando di Reeplay.it.
Per cosa usi i Social Network? Per tracciare i contatti esistenti nel mondo reale o per fartene di nuovi?
Conservatori vs. Progressisti
Scherzando un po' sui termini si potrebbe dire che esiste una scuola conservatrice ed uno progressista. I conservatori sono coloro che tendono ad usare i Social Network (ed in senso lato tutti i siti che hanno funzioni social) in modo da replicare online i legami che si creano offline. In questo modo internet diventa un prolungamento del mondo reale. I progressisti invece tendono a costruirsi su internet un mondo autonomo ma collegato a quello reale: le attività sociali sono usate per acquisire nuove connessioni e conoscenze, esattamente come nel mondo reale, mischiando i contatti presi nell'uno e nell'altro.
Dipende dal Social Network: se lo usi per svago o per lavoro.
I conservatori "puri" sono davvero pochi. La maggior parte di coloro che vive sul web usa un aproccio misto, tende ad essere progressista su social network come Facebook, informali e dedicati al tempo libero, e conservatore su social network direttamente connessi alla vita reale (come LinkedIn). Questa è una libera scelta, ma di certo ogni volta che si agisce in modo conservatore, si precludono le possibilità di nuove connessioni.
Dipende dalle opzioni del Social Network: Segmentare
In realtà il problema tende a porsi, come nota Stefano Quintarelli, in network come LinkedIn, che nel tempo hanno dimostrato di assimilare con lentezza le opzioni tipiche dei social network (gruppi, messaggistica). Facebook così come la maggioranza dei social-cosi, ha implementato la possibilità di segmentare i contatti creando liste utenti. Una segmentazione ...