Tutti gli articoli su Case Study
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Ultima parte del dossier sui nanopublisher e la funzione di aggregazione dei contenuti.
Newspage
La vera alternativa al blog in homepage è una newspage. La newspage è propria delle webzine di solito cioé del tentativo di traslare un newspaper/magazine sul web. E' importante capire che questo spesso è associato ad una determinata prospettiva dell'editoria online, una prospettiva fortemente radicata nell'esperienza dell'editoria tradizionale. Ad utilizzare la newspage è (manco a dirlo) Nova100. Che ne fa addirittura la prima strategia di aggregazione. In linea con quanto rilevato finora sull'incapacità di scegliere una linea, la newspage calza a pennello perché sta lì intabellando i contenuti per coordinate diverse (tempo, categoria, origine). Un po' meno retrò ma sempre abbastanza "grigliato" è il layout di eBlog Network Magazine. Infine quello che mi sembra il più gradevole (e ragionato) esempio di newspage è Communica Group.
Perché secondo me non va la newspage. Se è vero che è il metodo che in partenza più si avvicina di più alla sintesi di più metodi di aggregazione, è anche vero che ci troviamo (pure qui) innanzi ad un'idea vecchia. Le newspage sono la prima cosa che internet ha visto a livello di editoria online. I megaportaloni ne sono i nipoti. Lo stile tabellare/a blocchi e l'inevitabile riempimento che diventa intasamento, rendono questa opzione poco accattivante. E soprattutto troppo simile ai giornali on line, generando spesso confusione nell'utente medio (la massa del web).
I miei consigli
Ok, fin qui una simpatica lettura. Ma andiamo al sodo, eccoti i miei consigli per la realizzazione di una efficace aggregazione:
1. Grafica originale e accativante ma parallela ai contenuti: la grafica al Webdesigner e i contenuti al Web Content Manager, ma devono lavorare alla stessa scrivania. La grafica deve stare ai contenuti come un abito confezionato su misura. Niente roba da negozio. Solo cose originali e funzionali ...
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Secondo appuntamento con la strategia di aggregazione per nanopublishing.
Feed
Il metodo più semplice di aggregazione, o meglio il più immediato, è quello di creare un mega feed del network che è la somma di tutti i feed dei singoli blog (del network). Sostanzialmente si usa un criterio cronologico per aggregare i contenuti (ordinandoli dal più recente al più vecchio). Un esempio è la home di Simplicissimus Blog Farm, che come ho ribadito più volte è l'unica cosa che non mi piace di quel network (ma che stanno infatti aggiustando).
Ovviamente si tratta di una aggregazione di poco più efficace rispetto a quella che presenta solo i nomi dei blog. E si potrebbero fare considerazioni analoghe. Per questo si tenta di ottimizzare ancora presentando il feed in maniera più strutturata, accoppiandolo altri criteri, come fa Nova100. Il fallimento di quest'ultimo è come ho detto sopra, legato al suo "appiccicare" aggregazioni diverse senza una reale coerenza/cura (sembra quasi che nel dubbio della scelta fra strategie diverse si sia deciso di implementarle tutte. Che equivale a non implementarne nessuna).
La perfezione nella gestione di un semplice feed generale di tutto il network la raggiungono Soloblog e Oneblog (ma non nella home), che implementano una pagina di feed che oltre a ordinare i contenuti cronologicamente, li segmenta anche per blogtegory, cioé per nome del blog che è anche il nome di una categoria (tipo "oneMarketing" o "soloCalcio"). Lo stile essenziale e d'impatto della pagina è molto interessante e resta a mio avviso il modo migliore per gestire una feedpage. Mi pare giusto a margine tributare i giusti onori all' "inventore" del metodo e del concept, Diego F Gonzalez che ha creato 11Feeds rilasciandolo in open source per tutti coloro che lo volessero utilizzare, e sono in tanti a farlo (quasi tutti senza citare ...
Immagine (cc-by): urban_data
Dopo aver mostraro come i principali blog network italiani utilizzano la loro homepage di aggregazione, non resta che tirare le somme. Come aggregare i propri contenuti su un blog network? Di seguito motiverò le mie scelte in termini di best practice.
Sul significato di Giusto o Sbagliato.
La doverosa premessa è che nulla di quanto segue va letto in termini di giusto o sbagliato. In sé nulla è giusto o sbagliato. Il giudizio è infatti indistinguibile dalla valutazione strategica. Valutare strategicamente significa considerare le risorse investite (il punto di partenza), gli obiettivi prefissati (il punto di arrivo) e il modo per arrivarci (il collegamento fra i due). La strategia non è soltanto il modo di arrivare a qualcosa. Ma è l'intero contesto. Valutare strategicamente cosa è giusto o sbagliato non può prescindere dalla conoscenza delle risorse a disposizione e degli obiettivi che si intendono perseguire. Dato che non posso conoscere questi due parametri per 20 blog network, di seguito giudicherò le cose ipotizzando gli obiettivi. Le risorse di partenza saranno un po' la variabile dipendente del discorso.
E' chiaro che la funzione di aggregazione dei contenuti è fondamentale per il destino di un blog network. Perché è il suo più grosso valore aggiunto. E quindi la strategia di aggregazione dei contenuti è il nodo di Gordio del nanopublisher.
Quando niente...
Il primo caso è quello che vede come protagonisti BlogNation e Blogoitalia. In entrambi i casi si è scelto di non aggregare alcun contenuto. I due network sono sprovvisti della forma di aggregazione in homepage. L'aggregazione che operano è blanda e riguarda i blog più che i contenuti. Così BlogNation ci propone in home l'elenco dei suoi blog, mentre Blogoitalia si prensenta con uno dei suoi blog in home, che presenta i link anche agli altri.
Nel caso di BlogNation la scelta è compatibile ...
Ultima puntata con le mie considerazioni personali sui blog network analizzati. Oggi mi occupo di Blogosfere, Isay, eBlog Network.
Blogosfere
Cosa mi piace: mi piace lo spirito con cui si presenta. Mi piace il suo approccio verso l'informazione d'attualità e il real time, mi sembra abbia la potenzialità di essere una delle poche reali alternative ai media tradizionali. Hanno un bel marchio.
Cosa modificherei: Il problema principale di blogosfere mi sembra sia che è vecchio. Vecchio come mentalità. Non sembra essere riuscito a rinnovarsi nel suo modo di fare nanopublishing. E' un nanopublishing tradizionale. Cambierei principalmente la grafica e il modo di concepire l'effetto network. Mi sembra che da un network come blogosferesi debba pretendere più dinamismo, lo stesso che ha ad esempio il suo diretto avversario Blogo.
Il mio giudizio: 7/10
Isay
Cosa mi piace: è fresco. Mostra di avere dietro un progetto curato, strutturato. E' dinamico ma un po' autoreferenziale, nel senso che concentra il dinamismo sul progetto di nanopublishing network senza curare le altre frontiere dell'editoria online (microblogging, social network, ecc).
Cosa modificherei: Anche qui la grafica per quanto molto bella, è standard. La personalizzerei di più in funzione del singolo blog. Per il resto più che cambiare, punterei sull'osare, sullo spostare il focus strategico su elementi di rottura rispetto al modo di fare blogging degli altri network. Secon do me il network ha innanzitutto bisogno di crescere.
Il mio giudizio: 8,5/10
eBlog Network
Cosa mi piace: i template sono differenziati e abbastanza curati.
Cosa modificherei: non mi dice nulla di nuovo. Uno dei tanti blog network. I temi sono quelli di massa, l'architettura quella standard. Mi sembra un altro bell'esercizio tecnico e conten itore pubblicitario. Il network andrebbe rivisto sia sotto il profilo quantitativo (numero di blog) che qualitativo (almeno per incrementare il numero di commenti).
Il mio giudizio: 6/10Related posts:
Nova100, Blogo, Oneblog Continuano le mie ...
Continuano le mie riflessioni sui network di nanopublishing italiani. Oggi tocca a Nova100, Oneblog e Blogo.
Nova100
Cosa mi piace: è un esperimento importante. Un gruppo editoriale che viene da una forte esperienza sull'editoria tradizionale, che investe in un progetto come un network di nanopublishing. D'accordo, ormai quasi tutti i quotidiani on line hanno i loro blog. Però la differenza è che su nova la truppa è vasta, eterogenea e soprattutto composta principalmente da blogger. La differenza si sente. Il potere attrattivo di nova ha riunito in un'inico network delle belle teste.
Cosa cambierei: la grafica riprende il rosa Sole 24 Ore. Che personalmente trovo non sia il massimo. La piattaforma mi lascia perplesso (Wordpress MU mi sembra migliore). I blogger sono lasciti forse troppo liberi: alcuni scrivono un post ogni festività. Il feed RSS potrebbe essere gestito meglio. Diciamo che l'idea è stata buona, molto buona, ma che il risultato manca di numeri perché l'implementazione è stata lasciata un po' fine a sé stessa. Ed è un peccato, un vero peccato.
Il mio giudizio: 8/10
Blogo
Cosa mi piace: ci hanno creduto sul serio. Hanno investito seriamente si son messi a lavorare sui meccanismi e sulla grafica. Il risultato è un network curato anche nei dettagli. Adesso premiato dalla recentissima (ieri) stretta con Dada. Dada deteneva già il 30% di Blogo e adesso usa l'opzione di incremento per arrivare a quota 70%. Ma la cosa fondamentale è stata la capacità di Blogo di creare e gestire economie di scala. E adesso ne avrà ancora, considerando che Dada gli affibbia Splinder, nome nobile del blogging, ultimamente in agonia. Insomma Blogo è l'esempio che si può arrivare in alto
Cosa non mi piace: scendere a compromessi. Blogo ha numeri strepitosi, 40+ blog per 120+ blogger. Ottimi accessi e tante pageview. L'altra faccia della medaglia però sono blog ...
Continuano le mie riflessioni sui blog network italiani. Oggi tocca a Soloblog, Communicagroup e Blog Nation.
Soloblog
Cosa mi piace: fanno il loro lavoro, con professionalità. I contenuti sono pubblicati con una frequenza non eccessiva ma neppure troppo blanda. Coprono tutti gli argomenti più importanti. Il network è giovane (maggio 2007) e sicuramente in un anno ha lavorato bene, considerando il numero di blog attivi. E' un calssico blog network, nella sua interpretazione tematica.
Cosa migliorerei: Se quello che fa lo fa bene, quello che fa non è neppure troppo originale. Sembra il classico clone di un blog network standard. D'accordo, la competizione fra blog network si fa sui contenuti, eppure non riesco ad essere convinto. Perché dovrei leggere il blog di motori di soloblog piuttosto che quello di blogo? Mi sembra che la l'idea alla base sia la stessa: creare una sorta di rivista online ottimizzata per fare tanti accessi e quindi massimizzare la pubblicità. Va bene. Lo fanno anche bene. Ma lo fanno insieme a tantissimi altri. Inoltre la grafica non mi dispiace, perché amo il minimalismo, eppure si potrebbe migliorare per renderla un attimo più accattivante. La sidebar la riprogetterei, mi sembra un'accozzaglia di cose messe lì senza pianificazione. E per l'homepage: sarebbe carino ringraziare l'autore di 11feeds, Diego Gonzales, che ha inventato quello schema e rilascia il codice open source. Mi sembra molto molto uguale a quello di Diego per pensare ad un "caso" di sviluppo indipendente da qualsiasi ispirazione.
Il mio giudizio: 8/10
Communicagroup
Cosa mi piace: I temi trattati. I blog non sono i classici calcio, tette, auto. Ci sono blog dedicati ad argomenti "tradizionali", e blog originali come Marketing Fieristico. Lo sforzo di essere completi si evince anche dalla presenza di blog personali come Lubrano Risponde. La grafica non è standard ed è pensata per le esigenze del ...
A seguito del dossier sui blog network, aggrego in più post le mie personali(ssime) osservazioni sui singoli blog network. Si tratta di pensieri ad impatto ma anche di idee che mi sono fattonel corso del lavoro. I primi 3 network che presento sono: Blogolandia, Simplicissimus Blog Farm e Blogcenter.
Blogolandia
Cosa mi piace: L'idea di un network di urban blog è vincente. Mi sembra l'applicazione più stabile in ottica di pubblicità. La grafica è curata, i blog funzionano mediamente bene. Il network nasce da un'idea di Boraso che mi sembra abbastanza dinamica come realtà. Ho avuto modo di scambiare due email con Rudy Bandiera, il Content Manager di Blogolandia, e mi ha fatto una buona impressione.
Cosa migliorerei: Se l'idea del network di urban blog è vincente, contemporaneamente non è freschissima. Questo implica che lo sforzo deve sempre essere volto alla differenziazione. Una delle integrazioni più interessanti potrebbe essere quella (ovvia) con i servizi simil-Google Maps. Si potrebbero studiare interfacce di blogging ad hoc, che al momento non esistono da nessuna parte. Soprattutto l'homepage potrebbe aggregare i contenuti in questo modo. Inoltre la funzione di aggregazione territoriale è molto praticata spesso sui social network. Ed è proprio qui che per gli urban blog, più che per i blog tematici/personalistici, si possono realizzare integrazioni importanti. Inoltre punterei a realizzare partnership con i media tradizionali radicati sul territorio, questo per migliorare la qualità dei contenuti di prima mano e ridurre al minio il rischio di far diventare i blog territoriali dei meri contenitori di notizie prodotte da altri. Senza aggiunta di spunti originali.
Il mio giudizio: 8/10
Simplicissimus
Cosa mi piace: l'idea che sta dietro Simplicissimus è semplicemente grandiosa. E' un blog network davvero innovativo. Perché? Perché mentre tutti gli altri blog network adoperano un approccio editoriale che assimila il blog network ad una rivista, la blog farm ...
Ultima parte dello studio sui blog network italiani. E' possibile scaricare il dossier integralmente da qui (pdf).
Quanto vale un singolo blog del network?
Aggregando le due dimensioni sopra riportate (personalizzazione/tematicità e federazione/confederazione) troviamo un indice che misura la sostituibilità del singolo blog del network. L'idea è quella di misurare l'importanza del singolo blog del network in relazione al suo potere contrattuale rispetto al network stesso. Ovviamente il potere contrattuale di un blog rispetto al network non è l'unico parametro per misurare il valore di un singolo blog. Inoltre esso dipende da un lato da altri parametri non considerati (accessi, strategicità rispetto ai piani editoriali e di business, ecc.) dall'altro da un parametro soggettivo che concerne la capacità di esercitare il (e quindi di essere consapevoli del) proprio peso contrattuale. La misura che andiamo a vedere noi riguarda piuttosto un indice di sostituibilità del singolo blog che fotografa una sorta di condizione media di partenza. Ciò vuol dire che ad esempio mediamente un blog (indipendentemente quindi dal tema trattato o dall'autore) è più sostituibile (e quindi meno indipendente) sul network A piuttosto che sul network B.
Incrociando le dimensioni si ottiene il grafico sopra. La prima cosa che si nota è un intero quadrante vuoto. Questo ci dice che il modello di blog tematico inserito in un contesto confederativo non è utilizzato da nessuno dei blog network. Viceversa il modello blog tematico in un contesto federativo è il più utilizzato. Segue l'ibrido di un blog a forte personalizzazione in un contesto federativo e l'opzione minoritaria di un blog a forte personalizzazione in un contesto confederativo. La bisettrice del centro indica il continuum della sostituibilità: l'estremo di minima sostituibilità si avrà ovviamente nel caso di un blog a forte personalizzazione in un contesto confederativo, ed il massimo di sostituibilità si avrà nel caso ...
Terza e penultima puntata del dossier sui blog network italiani. Tema di oggi: modello federativo e modello confederativo.
Tipo di legame: Modello Federativo vs. Modello Confederativo
Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Una proposizione che è vera sia in filosofia che nelle scienze, che in ogni altro campo epistemologico (con qualche eccezione in campo religioso). Partendo da questo non deve sorprendere come una letteratura vasta e antica come quella sul federalismo, possa aiutarci a guardare la realtà dei BN. Saint-Simon, Kant, Montesquieu, Hamilton possono fornire utili strumenti all'analisi del tipo di legame esistente fra i blog di un network.
Il continuum stavolta vede ad un estremo il modello federativo e all'altro il modello confederativo. Nel primo caso i blog parte del network sono poco autonomi, nel senso che il network esercita in maniera esclusiva alcune funzioni (ad esempio la raccolta pubblicitaria o i contatti) ed ha un forte peso nella scelta dei blog da aprire, nello stile editoriale o nella grafica. Nel secondo caso, modello confederativo, i blog del network mantengono una maggiore autonomia. Il network ha funzione perlopiù di coordinamento e aggregazione dei contenuti. Non entra nel merito dello stile, spesso allarga il network per cooptazione di blog preesistenti, i contatti e la pubblicità possono essere gestiti in modo autonomo dai singoli blogger.
Rispetto a questo continuum troviamo che la maggior parte dei BN si colloca verso il polo del modello federativo. Dalla posizione di 0 (dove non troviamo nessuno perché i due modelli tendono ad essere reciprocamente alternativi) andando verso il polo del modello federativo troviamo nell'ordine: Bloglist, un gruppo formato da ISay, Communica Group e Blogcenter, ed infine all'estremo una folta pattuglia composta da: Oneblog, Blogo, Nova, Blogolandia, Soloblog e Blogosfere. Quasi tutti i BN stanno dunque dentro questo braccio del continuum.
Dall'altro lato soltanto Blog Nation ...
Seconda parte del dossier sui blog network italiani: personalizzazione vs. tematicità
Personalizzazione vs. Tematicità
Una delle possibili categorizzazioni dei blog è la bipartizione Autore/Tema. Ci sono blog il cui punto principale è l'autore. Pensiamo ai blog personali: tanti argomenti disparati non soltanto personali, il cui comune denominatore è l'autore, la persona che navigando sul web riporta e riflette, in ultima analisi si esprime. Il secondo estremo dello spettro è la tematicità. Blog i cui contenuti rientrano strettamente in un dato (e dichiarato) ambito. In realtà si tratta - come tutte le categorizzazioni - di generalizzazioni: nella realtà è spesso inscindibile il nesso fra tematicità e personalizzazione del blog, lo stesso tema trattato da due blogger differenti assume connotazioni radicalmente diverse.
In questa fase dello studio valuterò gli equilibri peculiari del mix autore-tema che ogni blog network ha scelto di porre in essere sui propri blog. I parametri che ho osservato sono: a) l'indicazione esplicita dell'autore, b) Presenza di più autori (dichiarati), c) un autore associato a più blog, d) tematicità del blog, e) criterio di categorizzazione dei blog del network, f) presenza di una pagina di informazioni sull'autore.
Per ogni parametro si è valutato a partire dalle informazioni pubbliche. E' così possibile ad esempio che blog dichiaratamente con un solo autore abbiano in realtà dietro più autori (ci troveremo nel caso del ricorso a ghost writer).La tematicità del blog si desume spesso dal nome stesso del blog e comunque dalle sue categorie. Il criterio di categorizzazione dei blog è desumibile dalle barre di aggregazione del network eventualmente presenti sui singoli blog. Per ciascuno dei parametri ho attribuito un punteggio di -1 se complessivamente il risultato pendeva verso la personalizzazione, +1 se verso la tematicità, 0 per le situazioni intermedie. Quindi, lo spettro che segue è uno spettro indicativo e di massima. Ma adatto allo ...
Inizio oggi la pubblicazione di uno studio mio sui blog network italiani. Le considerazioni che seguono sono strettamente personali ed opinabili come sempre. Di seguito trovate la prima parte, le successive verranno pubblicate nei giorni a seguire al ritmo di 1 al giorno fino alla fine. Questo per non appesantire la lettura e aggregare i commenti sulle singole parti. Stay tuned.
Introduzione
In principio fu The Long Tail di Chris Anderson. Libro che porta in auge (senza inventare nulla in realtà) i vantaggi della diversificazione dinamica del prodotto. Il buon Chris ha portato un po' ovunque (Italia compresa) la sillogistica conclusione che bloggare in network è meglio. Intuitivamente il perché è comprensibile, la coda lunga ha aggiunto un po' di concretezza concettuale all'intuizione.
Le economie di scala di un blog network dovrebbero, in questa visione, essere la chiave di volta per fare del blogging un'attività editoriale redditizia, dove per redditizia si intende danarosa.
Il blog network sta all'advertising online come un odierno quotidiano sta agli inserzionisti pubblicitari. Da un lato gli ovvi vantaggi in termini di accessi e quindi di lettori (per quello che siamo in grado di misurare con questo termine), se vogliamo il presupposto quantitativo della questione, dall'altro lato una possibilità teoricamente infinita di dare spazio e voce sul network a qualsiasi argomento, rivolgendosi a target diversi e realizzando quel passaggio da "mercato di massa a massa di mercati" che dovrebbe essere l'eldorado di ogni attività che si sostenta con l'inserzionismo pubblicitario.
Ed ecco allora che i più intraprendenti e lungimiranti salgono di corsa sulla barca del blog network, e anche in Italia assistiamo ad un proliferare del fenomeno.
Ok. E' tutto oro quello che luccica? Il mercato è saturo? Ci sono troppi blog network? E' solo un'altra bolla o si guadagna davvero?
Lo scopo di questo dossier è di valutare comparativamente i blog network ...