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	<title>Web Strategist &#187; Social Media</title>
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	<description>Social Media &#38; Strategy</description>
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		<title>Egitto, Tunisia, Iran: dove Internet ha Fallito</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 08:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Iran, Tunisia, Egitto: in ciascuno di questi casi si è additato Internet come strumento di libertà indispensabile per coordinare la protesta politica. Secondo l'opinione comune i Social Media sarebbero uno strumento senza precedenti per il cambiamento politico. Ma proprio i casi citati mostrano il completo fallimento di Internet come mezzo per creare alternative positive, cioè credibili e condivise nel lungo periodo.<div class='yarpp-related-rss'>

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<h2>La Rivoluzione corre su Internet?</h2>
<p>Internet ha rivoluzionato molti aspetti della nostra vita. Soprattutto quelli direttamente connessi alla relazione tra esseri umani. Internet permette di <em>informarsi</em>. Internet permette di creare <em>relazioni</em>. E la somma di queste due cose genera cambiamenti grandi con costi piccoli. Ne sa qualcosa Alec Brownstein, che con 6 dollari ha ottenuto il lavoro dei suoi sogni da Y&amp;R New York<sup><a href="http://webstrategist.it/social-media-social-network/egitto-tunisia-iran-dove-internet-ha-fallito/#footnote_0_3343" id="identifier_0_3343" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Approfondisci la storia su&nbsp;Agency Spy">1</a></sup>.</p>
<p>E quale cambiamento è più grande del mutare radicale di un regime politico? Se la potenza di uno strumento si misura dagli effetti che produce, una <em>rivoluzione</em> è probabilmente la misura ideale per sancire la portata di radicale innovazione che l&#8217;avvento di Internet rappresenta. Se poi il regime in questione è longevo ed oppressivo l&#8217;effetto legittimazione è tanto più forte.</p>
<p>Come era avvenuto già nel caso dell&#8217;Iran e della Tunisia, anche per l&#8217;Egitto si è gridato al miracolo di Internet. Già prima del crollo di Mubarak Internet è stato candidato a Nobel per la Pace<sup><a href="http://webstrategist.it/social-media-social-network/egitto-tunisia-iran-dove-internet-ha-fallito/#footnote_1_3343" id="identifier_1_3343" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Vedi l&rsquo;iniziativa promossa da Wired Italia: Internet for Peace">2</a></sup>, per la sua indiscutibile capacità di <em>connettere</em> e far <em>comunicare</em>.</p>
<p>Ma per quanto indiscutibile sia la portata degli effetti che Internet produce come strumento di connessione e relazione, ciò non basta. Non basta a farne uno strumento per un cambiamento politico positivo e sostenibile.</p>
<h2>Internet è Informazione</h2>
<p>Il principale strumento per inibire un cambiamento è il controllo dei flussi di informazione. Internet grazie alla sua fluidità reticolare rende poco efficaci i tradizionali strumenti di censura a disposizione dei regimi politici autoritari. Questi strumenti non riescono infatti ad essere efficaci nel 100% dei casi. Internet consente la replicazione infinita di un&#8217;informazione, anche la più piccola, con tempi vicini al tempo reale, una portata di diffusione planetaria e costi di trasporto/archiviazione ridicoli. Questo permette ad Internet di scardinare le logiche di potere tradizionali perché pone sullo stesso piano un soggetto molto forte (lo Stato) con una moltitudine di soggetti deboli (gli individui) che aggregandosi diventano forti.</p>
<p>Questo è indubbiamente vero rispetto ai flussi informativi come ha dimostrato il caso di Wikileaks<sup><a href="http://webstrategist.it/social-media-social-network/egitto-tunisia-iran-dove-internet-ha-fallito/#footnote_2_3343" id="identifier_2_3343" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Vedi The Guardian">3</a></sup>, e dell&#8217;inefficacia della censura dei regimi iraniano, tunisino ed da ultimo egiziano. Anche se non bisogna dimenticare che un&#8217;Internet libera riposa più sulla concorrenza fra Stati che su una supposta libertà intrinseca della tecnologia: il virtuale probabilmente è davvero impossibile da controllare, ma viaggia comunque su infrastrutture fisiche che sono a disponibilità di Stati e aziende private ad essi collegate, come sempre il caso Wikileaks mostra rispetto al successo delle pressioni del governo USA su Mastercard, Visa, Paypal e Amazon.</p>
<h2>Internet è Mobilitazione</h2>
<p>La possibilità di far viaggiare informazioni anche contro la censura fa di Internet uno strumento di mobilitazione e coordinamento davvero efficace. Grazie alle relazioni sociali online costruite attraverso Facebook, Twitter, Blog e Email è possibile coordinare masse importanti di persone. Istruirle su come comportarsi. Dare loro appuntamenti. Gestire la logistica degli spostamenti in tempo reale, trasformando ogni singolo partecipante alla mobilitazione in uno strumento di raccolta di informazioni<sup><a href="http://webstrategist.it/social-media-social-network/egitto-tunisia-iran-dove-internet-ha-fallito/#footnote_3_3343" id="identifier_3_3343" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Approfondisci su The New York Times">4</a></sup>.</p>
<h2>Informare e Mobilitare non è sufficiente</h2>
<p>Internet consente una gestione dei flussi informativi senza precedenti. Ma non risolve affatto i problemi tradizionali connessi alla verifica delle informazioni. La sua potenza informativa è quindi nulla senza la possibilità di interpretare, analizzare e organizzare le informazioni estraendone significati utilizzabili. Questo processo richiede la presenza attiva di un gruppo dedicato a ciò.</p>
<p>Lo stesso si può dire della mobilitazione: essa risulta efficace e significativa solo quando le istruzioni trasmesse alla massa mobilitata sono chiare, semplici e alla portata dell&#8217;individuo. Come mostra l&#8217;analisi di Malcom Gladwell sul Social Activism<sup><a href="http://webstrategist.it/social-media-social-network/egitto-tunisia-iran-dove-internet-ha-fallito/#footnote_4_3343" id="identifier_4_3343" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Vedi l&rsquo;articolo originale: A Small Change. Ripreso e tradotto in italiano su Internazionale numero 883 del 4/10 Febbraio 2011">5</a></sup>, Internet è in grado di creare legami deboli, ma in ultima analisi questi sono sfruttati con successo solo se a monte esiste una strategia definita.</p>
<p>Questa strategia richiede la presenza di un piccolo gruppo compatto e gerarchico. E&#8217; la vecchia ma sempre attuale lezione di Gaetano Mosca e degli elitisti<sup><a href="http://webstrategist.it/social-media-social-network/egitto-tunisia-iran-dove-internet-ha-fallito/#footnote_5_3343" id="identifier_5_3343" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Secondo cui cio&eacute; il potere &egrave; sempre in mano ad una minoranza. Cfr. Elitismo su Wikipedia">6</a></sup>.</p>
<p>La conclusione è che Internet funziona come strumento di informazione e mobilitazione solo se esiste una strategia definita e un gruppo compatto che ne controlla l&#8217;implementazione coordinando le tattiche e le singole azioni, bilanciando le reazioni ed analizzando le informazioni.</p>
<h2>Social Activism: cambiare tutto per non cambiare niente</h2>
<p>Alla fine della giornata la rivoluzione è sempre una questione di <em>persone</em>, più che di <em>tecnologia</em><sup><a href="http://webstrategist.it/social-media-social-network/egitto-tunisia-iran-dove-internet-ha-fallito/#footnote_6_3343" id="identifier_6_3343" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Vedi al riguardo TechCruch">7</a></sup>. Ma quello che non sembra essere stato a sufficienza evidenziato è Internet come incredibile strumento di <em>cambiamento negativo</em>. Cioé permette di cambiare nel senso che consente di <em>aggregare l&#8217;opposizione a qualcosa</em> (cambiamento per negazione). E&#8217; molto più facile infatti essere d&#8217;accordo su cosa <em>non si vuole</em>, mentre spesso (soprattutto in politica) è difficile riuscire ad essere d&#8217;accordo su <em>cosa si vuole</em>.</p>
<p>Il Social Activism attraverso Internet e i Social Media fallisce proprio perché non riesce a costruire il <em>cambiamento positivo</em>. Come sta dimostrando il caso egiziano, con Internet si può abbattere un regime, ma non si riesce a costruirne uno. Questo perché la creazione di una alternativa positiva ad un progetto richiede processi sui quali il modello diffuso della rete si dimostra incredibilmente fallimentare. Ancora una volta è l&#8217;insegnamento dell&#8217;elitismo ad avere ragione.</p>
<p>Persino il caso di maggiore successo mondiale dell&#8217;utilizzo della rete per spingere un cambiamento radicale conferma questa tesi. Mi riferisco qui all&#8217;elezione di Obama. Internet è stato decisivo nel creare consensi, mobilitare e raccogliere informazioni fondamentali alla progettazione della strategia. Ma sia la strategia che i programmi sono stati costruiti dall&#8217;ottimo (e ristretto) staff di Obama. I precedenti tentativi di costruzione/discussione di un programma politico utilizzando internet si erano infatti arenati miseramente (come dimostrano il caso precedente di Howard Dean).</p>
<h2>Il vero cambiamento è un&#8217;alternativa sostenibile</h2>
<p>Senza un&#8217;alternativa sostenibile (cioè credibile nel lungo periodo) non esiste un reale mutamento. Il rischio di spingere un cambiamento negativo è che «cambi tutto per non cambiare nulla». Internet e la partecipazione di massa non sembrano essere lo strumento più adatto per creare alternative politiche credibili e stabili. Esse richiedono infatti qualcosa in più della forza cinetica della massa: la determinazione e agilità di un piccolo gruppo che coordina e analizza in vista di un obiettivo.</p>
<p>Internet e il Social Activism sono la condizione necessaria, ma non sufficiente di un cambiamento radicale (reale).</p>
<p>Foto (CC-BY-ND) <a href="http://www.flickr.com/photos/aljazeeraenglish/5387535965/sizes/l/" target="_blank">Al Jazeera English</a></p>
<p>{EAV_BLOG_VER:792ae78ec168507b}</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_3343" class="footnote">Approfondisci la storia su <a href="http://www.mediabistro.com/agencyspy/jerk-copywriterdirector-wins-2-pencils-and-a-clio-for-getting-job_b6467" target="_blank">Agency Spy</a></li><li id="footnote_1_3343" class="footnote">Vedi l&#8217;iniziativa promossa da <a href="http://wired.it" target="_blank">Wired Italia</a>: <a href="http://www.internetforpeace.it/manifesto.cfm" target="_blank">Internet for Peace</a></li><li id="footnote_2_3343" class="footnote">Vedi <a href="http://www.guardian.co.uk/media/2010/dec/14/wikileaks-julian-assange-protect-from-attack" target="_blank">The Guardian</a></li><li id="footnote_3_3343" class="footnote">Approfondisci su <a href="Wired and Shrewd, Young Egyptians Guide Revolt" target="_blank">The New York Times</a></li><li id="footnote_4_3343" class="footnote">Vedi l&#8217;articolo originale: <a href="http://www.newyorker.com/reporting/2010/10/04/101004fa_fact_gladwell" target="_blank">A Small Change</a>. Ripreso e tradotto in italiano su Internazionale numero 883 del 4/10 Febbraio 2011</li><li id="footnote_5_3343" class="footnote">Secondo cui cioé il potere è sempre in mano ad una minoranza. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elitismo" target="_blank">Cfr. Elitismo su Wikipedia</a></li><li id="footnote_6_3343" class="footnote">Vedi al riguardo <a href="http://techcrunch.com/2011/02/11/tools-of-revolution/" target="_blank">TechCruch</a></li></ol><div class='yarpp-related-rss'>
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		<title>WordPress MU Plugin per Editori Professionisti</title>
		<link>http://webstrategist.it/social-media-social-network/wordpress-mu-plugin-per-editori-professionisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 17:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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<p style="text-align: justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/mattthomas/" target="_blank">Matt Thomas</a></p>
<p style="text-align: justify">Siccome è Natale, o giù di li, e siamo tutti più buoni, vi propongo di seguito il mio personale regalo: la mia lista dei plugin per WP che considero indispensabili per l&#8217;editoria. Tutti sono compatibili con WPMU.<span id="more-257"></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Akismet</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/akismet/" target="_blank">Download Akismet</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Chi non lo conosce? Sembrerà una banalità suggerirlo, ma solo perchè è così indispensabile da essere diventato lo standard. Per quanti ancora non lo sapessero, uno dei motivi della supremazia di WP è proprio l&#8217;altro prodotto di casa <a href="http://automattic.com" target="_blank">Automattic</a>. Il miglior antispam per blog mai inventato finora.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>All In One SEO Pack</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/all-in-one-seo-pack/" target="_blank">Download All In One SEO Pack</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Un altro imperdibile. Come dice il nome è un plugin che incorpora in sé tutte le funzionalità/ottimizzazioni SEO indispensabili per i vostri contenuti. Un mega ringraziamento a <a href="http://semperfiwebdesign.com/" target="_blank">Michael Torbert</a> per questo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Google XML Sitemap</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-sitemap-generator/" target="_blank">Download Google XML Sitemap</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Non lasciatevi fuorviare dal nome: i benefici di questo plugin non si limitano al solo Google. Grazie a questo plugin avrete modo di generare e controllare in modo preciso e professionale la sitemap del vostro blog. I benefici si sentono in termini di indicizzazione, e non soltanto in Google. Di <a href="http://www.arnebrachhold.de/" target="_blank">Arne Brachhold</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Comment Toolbar</strong> (<a href="http://www.cristianofino.net/post/Comment-toolbar-plugin-per-Wordpress.aspx" target="_blank">Download Comment Toolbar</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante <a href="http://www.cristianofino.net/" target="_blank">Cristiano Fino</a> non si occupi di WP ma di BlogEngine, è un eccellente programmatore. E la sua versatilità si evince anche dal fatto che sforna ottimi plugin per WP pur non usandolo. Comment Toolbar aggiunge delle funzioni ai commenti che li rendono maggiormente &#8220;orizzontali&#8221; (più stile forum, con reply e citazioni).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Embed It</strong> (<a href="http://www.matteoionescu.com/wordpress/embed-html/" target="_blank">Dowload Embed It</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.matteoionescu.com" target="_blank">Matteo Ionescu</a> ha elaborato una soluzione semplice ed altamente efficace per risolvere il problema dell&#8217;embed negli articoli di WP. Grazie all&#8217;utilizzo del plugin e dei campi personalizzati, potrete embeddare contenuti altrimenti non integrabili.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Feedburner FeedSmith</strong> (<a href="http://www.google.com/support/feedburner/bin/answer.py?answer=78483&amp;topic=13252" target="_blank">Download Feedburner FeedSmith</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Un plugin utilissimo e alquanto sottovalutato dagli utenti, ma non da Feedburner, che lo ha &#8220;acquistato&#8221; dall&#8217;autore <a href="http://orderedlist.com/wordpress-plugins/feedburner-plugin/" target="_blank">Steve Smith</a>. Redireziona in automatico i vostri feed nativi (articoli e commenti), verso un feed esterno (come appunto quello di Feedburner). In questo modo quando migrate su un altro servizio, o cambiate URL di feedburner (come nel caso della dolorosa migrazione a Google &#8220;feedproxy&#8221;), non perderete neppure un subscriber e non dovrete comunicare niente a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lijit Search</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-lijit-wijit/" target="_blank">Download Lijit Search</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Lijit è un servizio indispensabile per migliorare il livello di engagement degli utenti e l&#8217;integrazione dei contenuti prodotti. Questo plugin integra in modo semplice ed immediato il vostro account Lijit con il vostro blog.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nuconomy Insight</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/nuconomy-insights/" target="_blank">Download Nuconomy Insight</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://nuconomy.com/" target="_blank">Nuconomy</a> si presenta come un servizio di statistiche fondate su metriche non convenzionali. L&#8217;obsolescenza dei parametri tradizionali di valutazione del traffico, e quindi del successo di un sito, è palese. Nuconomy non è la soluzione ma di certo è uno strumento di supporto fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ozh&#8217;s Who Sees Your AdSense</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/ozh-who-sees-ads/" target="_blank">Download Ozh&#8217;s Who Sees Your AdSense</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Da <a href="http://planetozh.com/blog/my-projects/wordpress-plugin-who-sees-ads-control-adsense-display/" target="_blank">Ozh</a>, uno dei realizzatori di plugin più interessanti ed in gamba. Permette di stabilire delle regole associate alla visualizzazione degli annunci adsense.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Seesmic</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/seesmic-wp/" target="_blank">Download Seesmic</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://seesmic.com">Seesmic</a> potrebbe definirsi come un twitter video. Ma la cosa che lo rende indispensabile è che aggiunge fnzionalità di videopost e videocommento al vostro blog in modo semplicissimo. E&#8217; utilizzabile anche da utenti non iscritti a Seesmic.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Simple Tag</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/simple-tags/" target="_blank">Download Simple Tag</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante dalla versione 2.5 WP supporti nativamente i tag, questo non ha eliminato l&#8217;importanza e la supremazia di Simple Tag. Il miglior modo di gestire i tag su WP. Da uno dei migliori sviluppatori di plugin per WP: <a href="http://www.herewithme.fr/" target="_blank">Amaury Balmer</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Hyper Cache</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/hyper-cache/" target="_blank">Download Hyper Cache</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Sempre da Amaury Balmer, in collaborazione con <a href="http://satollo.com" target="_blank">Satollo</a>, il più aggressivo plugin di caching realizzato finora. Rende il vostro WP statico al massimo grado.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>WP Super Cache</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-super-cache/" target="_blank">Download WP Super Cache</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Il plugin principe per rendere più statico il vostro WP. Da <a href="http://ocaoimh.ie/" target="_blank">Donncha O Caoimh</a>, il boss di WPMU. Meno aggressivo di Hyper Cache, possono essere usati a livelli differenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>WPMU Domain Mapping</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/wordpress-mu-domain-mapping/" target="_blank">Download WPMU Domain Mapping</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Consente di associare un dominio di primo livello ad un blog gestito con WPMU (e quindi tipicamente di 2° livello). Sempre dal versatile Donncha.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Subscribe to Comments</strong> (<a href="http://txfx.net/code/wordpress/subscribe-to-comments/" target="_blank">Download Subscribe to Comments</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Non si capisce per quale motivo la funzione vitale assicurata da questo plugin non sia stata ancora importata nel core di WP. <a href="http://txfx.net/" target="_blank">Mark Jaquith</a> ha creato questo plugin che permette agli utenti di ricevere notifiche email se un nuovo commento è aggiunto al topic che seguono. Consente di gestire le sottoscrizioni degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>TinyMCE Advanced</strong> (<a href="http://www.laptoptips.ca/projects/tinymce-advanced/" target="_blank">Download TinyMCE Advanced</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Da <a href="http://www.laptoptips.ca" target="_blank">Andrew Ozz</a> questo plugin che ne integra 16. Consente di potenziare l&#8217;editor nativo di WP (TinyMCE) rendendolo ricco di funzioni oltre il necessario.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Twitter Tools </strong>(<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/twitter-tools/" target="_blank">Download Twitter Tools</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://alexking.org/" target="_blank">Alex King</a> ci regala uno dei più performanti plugin per integrare twitter e WP: non solo genera un twit automatico per ogni articolo pubblicato, ma fa anche l&#8217;inverso: genera post in automatico dai vostri twit.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>WP Footnotes</strong> (<a href="http://www.elvery.net/drzax/more-things/wordpress-footnotes-plugin/" target="_blank">Download WP Footnotes</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.elvery.net/drzax/" target="_blank">Simon Elvery</a> ci regala un plugin semplice semplice che consente di gestire in automatico le note al testo degli articoli. Basterà mettere tra doppia parentesi tonda il testo della nota e tutto verrà automaticamente fatto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sociable</strong> (<a href="http://yoast.com/wordpress/sociable/" target="_blank">Download Sociable</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Indispensabile plugin per gestire il social bookmarking. Da uno dei programmatori senza il quale WP non sarebbe quello che è: <a href="http://yoast.com/" target="_blank">Joost de Valk</a>. A mio avviso il migliore, anche se pesa l&#8217;assenza di FriendFeed. Se però sei un editore italiano, allora ti consiglio Social Bookmarking Reloaded, un plugin che include più servizi italiani (<a href="http://www.valent-blog.eu/social-bookmarking-reloaded/" target="_blank">lo trovi qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Viper&#8217;s Video Quicktag</strong> (<a href="http://www.viper007bond.com/wordpress-plugins/vipers-video-quicktags/" target="_blank">Download Viper&#8217;s Video Quicktag</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Il miglior plugin per inserire embed video nei post. Non si discute. Il migliore in assoluto per efficacia e semplicità d&#8217;uso. Da <a href="http://www.viper007bond.com/" target="_blank">Viper007Bond</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Woopra</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/woopra/" target="_blank">Download Woopra</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Servizio di statistiche interessante, <a href="http://www.woopra.com">Woopra</a> sembra essere una valida alternativa allo strapotere di Google-Urchin nel settore. Personalmente non li ritengo antagonisti, ma tendo ad utilizzarli in modo complementare. Consigliato anche se non ha un servizio di assistenza/bug efficiente.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>WP Folksonomy</strong> (<a href="http://scott.sherrillmix.com/blog/programmer/web/WP_Folksonomy/" target="_blank">Download WP Folksonomy</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Un plugin sottovalutato. Consente agli utenti di taggare gli articoli, aggiungendo quindi caratteristiche di folksonomia al blog. Molto interessante. Di <a href="http://scott.sherrillmix.com/blog/" target="_blank">Scott Sherrill-Mix</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>DISQUS</strong> (<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/disqus-comment-system/" target="_blank">Download DISQUS</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Disqus consente la gestione dei commenti in modo più &#8220;comunitario&#8221;, aggiungendo caratteristiche da forum al blog. E&#8217; un servizio interessante, si integra bene con WP e si può personalizzarne layout e css. Tuttavia non mi trova molto entusiasta l&#8217;esternalizzazione dei commenti. Dipende dalla strategia editoriale, ma WP consente di realizzare il tutto programmando. Senza perdere il controllo diretto di traffico e dati. Nonostante questo il fenomeno dell&#8217;esternalizzazione dei commenti non si può trascurare, infatti la stessa Automattic ha deciso di comprare un servizio simile: <a href="http://www.intensedebate.com/" target="_blank">Intense Debate</a> (ovviamente <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/intensedebate/" target="_blank">integrabile su WP</a>).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Blog Metrics</strong> (<a href="http://yoast.com/wordpress/blog-metrics/" target="_blank">Dowload Blog Metrics</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Sempre da Joost de Valk ecco questo semplice plugin, indispensabile per i blog multiautore. Traccia infatti l&#8217;attività dei singoli autori fornendo statistiche indispensabili per capire chi scrive, come e quando.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Broken Link Checker</strong> (<a href="http://w-shadow.com/blog/2007/08/05/broken-link-checker-for-wordpress/" target="_blank">Dowload Broken Link Checker</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Questo simpatico vi permette di scovare e correggere i broken link fra i vostri articoli. Utilissimo soprattutto per controllare gli outlink degli articoli datati. Di <a href="http://w-shadow.com/blog/" target="_blank">Janis Elsts</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Exec PHP</strong> (<a href="http://bluesome.net/post/2005/08/18/50/" target="_blank">Dowload Exec PHP</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://bluesome.net/" target="_blank">Sören Weber</a> ci regala un plugin indispensabile per integrare il php nelle pagine nei post.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ozh Better Feed</strong> (<a href="http://planetozh.com/blog/my-projects/wordpress-plugin-better-feed-rss/" target="_blank">Download Ozh Better Feed</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Sempre da Ozh, questo importante plugin aggiunge funzionalità al feed RSS, rendendolo maggiormente customizzabile.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>NextGEN Galery</strong> (<a href="http://alexrabe.boelinger.com/?page_id=80" target="_blank">Download NextGEN Gallery</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante dalla versione 2.6 WP abbia una piena gestione media, la NextGEN Gallery resta il top per la gestione delle immagini. Indispensabile.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Post Rank</strong> (<a href="http://www.postrank.com/publishers/wordpress" target="_blank">Download Post Rank</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Integra in WP il calcolo del <a href="http://www.postrank.com" target="_blank">PostRank</a>. Nonostante critiche possano essere mosse al funzionamento del Post Rank, di certo resta al momento il più valido ed affidabile metodo per il calcolo della qualità di un post. Fondamentale, grazie a <a href="http://trevorcreech.com/" target="_blank">Trevor Creech</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Referrer Detector</strong> (<a href="http://www.phoenixheart.net/2008/11/referrer-detector" target="_blank">Download Referrer Detector</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Consente di mostrare un messaggio personalizzato in funzione della provenienza dell&#8217;utente. Da <a href="http://www.phoenixheart.net/" target="_blank">Phoneixheart</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>SEO Friendly Images</strong> (<a href="http://www.prelovac.com/vladimir/wordpress-plugins/seo-friendly-images" target="_blank">Download SEO Friendly Images</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Esattamente come All In One SEO Pack, questo plugin si occupa della gestione automatica degli aspetti SEO legati alle immagini. By <a href="http://www.prelovac.com/vladimir" target="_blank">Vladimir Prelovac</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Simple Pie</strong> (<a href="http://simplepie.org/wiki/plugins/wordpress/simplepie_plugin_for_wordpress" target="_blank">Download Simple Pie</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Lo standard per integrare contenuti esterni sul proprio blog via RSS. Questo ottimo plugin permette di accedere alla potenza di Simple Pie in modo semplice e senza spreco di risorse. Lavora in coppia con <a href="http://simplepie.org/wiki/plugins/wordpress/simplepie_core" target="_blank">Simple Pie Core</a>. Un mega grazie a Ryan Parman e Geoffrey Sneddon di <a href="http://simplepie.org" target="_blank">Simple Pie</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Video Widget</strong> (<a href="http://www.nikohk.com/plugin-wordpress-video-widget/" target="_blank">Download Video Widget</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Consente di inserire un video in modo semplice ed efficace nella sidebar via widget. Semplice ma importante, grazie a <a href="http://www.nikohk.com/" target="_blank">Nikohk</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Whydoworkadsense</strong> (<a href="http://www.whydowork.com/blog/whydowork-adsense-plugin/" target="_blank">Download Whydoworkadsense</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Ottimo plugin di <a href="http://whydowork.com/" target="_blank">Whydowork</a> per integrare Adsense o altri annunci nel testo del vostro articolo. Permette di controllare in modo semplice la posizione dell&#8217;annuncio nella pagina.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>WP-o-Matic</strong> (<a href="http://devthought.com/wp-o-matic-the-wordpress-rss-agreggator/" target="_blank">Download WP-o-Matic</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Guillermo Rauch ci regala un plugin che consente di rendere completamente automatico un blog WP-based. Ha utilizzi molto perversi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Yet Another Related Post Plugin</strong> (<a href="http://mitcho.com/code/yarpp/" target="_blank">Download YARPP</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Il migliore plugin per related posts, a mio modesto avviso. Ottimo algoritmo, controlla sia la pubblicazione su blog che su feed, consente di mostrare l&#8217;excerpt personalizzato. Un grazie a <a href="http://mitcho.com/" target="_blank">Mitcho</a>.</p>
<p style="text-align: justify">E voi? Ne avete altri da consigliare?</p>
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		<title>Movable Type 4.2 vs. WordPress MU 2.6.5: Molto Rumore per Nulla?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 17:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[CMS]]></category>
		<category><![CDATA[Movable Type]]></category>
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<p style="text-align: justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/cogdog/" target="_blank">cogdogblog</a></p>
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<h3 style="text-align: justify">Premesse</h3>
<p style="text-align: justify">L&#8217;articolo che segue è scritto per chi fa nanopublishing ed in generale usa il blog come strumento editoriale. Se tenete il vostro blog per diletto personale, risparmiatevi la lettura dell&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: justify">Come sa bene chi fa questo mestiere, il dibattito per la scelta della piattaforma migliore fra MT e WP(MU), è denso di luoghi comuni e slogan inutili. Innanzitutto la comparazione che propongo è fra MT 4.2 e WPMU 2.6.5. WPMU è WP, ma versione multiutente, caratteristica che MT ha di suo. Trovo infatti che sia più appropiato fare questa comparazione, piuttosto che usare come termine di riferimento il semplice WP. Secondariamente la comparazione è assolutamente basata sulle release indicate.</p>
<p style="text-align: justify">I tre campi della comparazione fra Movable Type 4.2 e WordPress MU 2.6.5</p>
<h3 style="text-align: justify">I tre temi principali su cui si sviluppa la guerra fra i due CMS sono: Grafica, Gestionale e Performances.</h3>
<p style="text-align: justify">1) <strong>Template Management</strong>: WPMU e MT hanno due approcci molto differenti nella creazione e gestione del template. Questo è in parte dovuto al fatto che MT è sostanzialmente <em>statico</em>, WPMU sostanzialmente <em>dinamico</em>. Troverete online fiumi di bytes sulle differenze e i modi di utilizzo dei due sistemi di gestione e creazione dei template. Quello che rileva per il nostro discorso è che sostanzialmente pur essendo molto differenti, non ce n&#8217;é uno migliore. Fissati i tuoi obiettivi sul template, puoi raggiungerli sia nel caso in cui usi MT sia nel caso in cui usi WPMU, sicuramente in base alla specifica esigenza uno dei due può risultare ottimale, ma nel complesso si equivalgono: non ti pongono limiti a priori, solo modi differenti per giungere allo stesso risultato. Modi che pur avendo differenti configurazioni costi-benefici si equivalgono in valore assoluto.</p>
<p style="text-align: justify">2) <strong>Platform and Blog Management</strong>: valgono le stesse identiche considerazioni del punto 1. Per quanto i due sistemi siano differenti, la gestione dell&#8217;intera piattaforma e del singolo blog, attraverso opzioni native ed aggiunte a mezzo plugin, è sostanzialmente dello stesso livello. MT ha lavorato per colmare nel tempo il divario che la separava da WP su alcune cose e viceversa. I modi di gestione, anche qui, sono differenti su alcune opzioni, ma tutto quello che serve ad una piattaforma di eccellenza, è presente sia per MT che per WPMU. Anche qui cambiano i modi di fare le cose, ma il risultato finale è di pari valore.</p>
<p style="text-align: justify">3) <strong>Performances</strong>: entriamo nel cuore del problema. L&#8217;argomento principe è che MT è statico, mentre WPMU è dinamico. Questo significa che WPMU è più snello (come testimonia del resto il core package: quasi 4 volte più piccolo di MT) e facilmente personalizzabile da parte dei <em>wannabe</em>. Questo rende in automatico WP più attrattivo e scelto.</p>
<p style="text-align: justify">Ma per un publisher professionista è il <em>contrario</em>: un sistema dinamico come WP fa troppe query per singola pagina, con alti costi lato server e performances in termini di velocità molto basse. Secondo me questo è un falso problema, amici publishers. Perché? Semplice: è vero che MT non fa tutte quelle query per pagina e vi rende tutto più stabile e veloce, ma a livello di <em>aggiornamenti</em>? Quando dovete aggiornare un post o un template, avrete da ripubblicare una quantità non indifferente di pagine/file ogni volta. Inoltre grazie alle ottimizzazioni legate a <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-super-cache/" target="_blank">Super Cache Plugin</a> e al <a href="http://www.slideshare.net/fullo/un-po-di-ottimizzazione-non-fa-mai-male-rendere-wordpress-pi-performante/" target="_blank">lavoro diretto sul codice</a>, si può annullare completamente il vantaggio di un sistema statico: MT è statico, WPMU con super cache e lavoro sul codice può diventarlo, e quindi può essere usato in 2 modi, MT solo in uno.</p>
<p style="text-align: justify"><em>WPMU è un passo avanti.</em></p>
<h3 style="text-align: justify">La vera scelta</h3>
<p style="text-align: justify">Ma la vera scelta non si gioca secondo me su queste dimensioni. <em>Innanzitutto secondo me globalmente a livello di potenzialità/funzionalità le due piattaforme si equivalgono</em>. MT è diventato open source, ha investito nello sviluppo dei plugin e nell&#8217;aggiunta del PHP per essere meno statico. Questo conferma che il cuore del successo di WP è stato riconosciuto a casa Six Apart. WP ha cercato di rendersi più stabile e meno vorace, consentendo la possibilità di essere statico con Super Cache e ottimizzazioni. Nel primo caso però è in discussione sempre più il core della piattaforma, nel caso di WP invece è sempre possibile utilizzarlo in due modalità, dato che il core non viene sostanzialmente intaccato.</p>
<p style="text-align: justify">Il punto è però un altro. Vitali per un editore indipendente sono i costi. Anche se potete fare ottima editoria sia con MT che con WPMU, i costi per quest&#8217;ultimo sono molto più ridotti. Perché?</p>
<p style="text-align: justify">a) WP è 100% gratis, MT per i professionisti ha una versione a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify">b) WP è più diffuso, questo significa un mercato dell&#8217;informazione più vasto e soprattutto più accessibile: best practices, consigli e case study.</p>
<p style="text-align: justify">c) WP ha una community di sviluppatori (di codice e template) migliore per estensione e qualità. Questo significa avere a disposizione una serie di soluzioni già pronte e gratis. Ma non solo. Significa soprattutto un serbatoio di professionisti ampio e quindi meno costoso. Ma di gran qualità perché altamente concorrenziale.</p>
<p style="text-align: justify">d) Essere fondato 100% su PHP e MySQL ha dei vantaggi importanti: integrabile con quasi tutto quello che esiste per il web (che conta), e possibilità di trovare assistenza specifica e di qualità ad un prezzo più basso (anche qui mercato più ampio e concorrenziale).</p>
<h3 style="text-align: justify">Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify">Un blog network è fatto di grafica, contenuti e performances. Tutto questo è garantito da persone. Quanto costerebbe alla tua azienda non avere un bacino di conoscenze e di persone totalmente integrato in un contesto ampio e mondiale come quello di WP? Molto. In termini di denaro.</p>
<p style="text-align: justify">Se scegli WPMU i tuoi soldi andranno investiti in ottimizzazione e stabilizzazione, ma avrai a disposizione un serbatoio di professionisti già formati e conoscenze condivise a costo zero. Se scegli MT avrai più stabilità ma i tuoi soldi andranno investiti in figure professionali specializzate e costose e in formazione per il tuo personale (dai bloggers in su) dato che i wordpress-nativi sono infinitamente più dei movable type-addicted. Ragionando da publisher: se arrivi ai livelli top, avrai comunque bisogno di ottimizzare la tua piattaforma e di integrarla. Quindi sono soldi che spenderai comunque. Ha senso spendere anche sulle competenze e sulla formazione quando puoi avere la stessa qualità ad un costo inferiore su un mercato più ampio e concorrenziale? Secondo me, no.</p>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 12:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/2967687456_526a2c900f.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-219" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/2967687456_526a2c900f.jpg" alt="" width="470" height="264" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il modello del blog network non serve a niente. Meglio un unico blog che potenzia sezioni e autori. Il modello del nanopublishing attraverso i blog è un flop. Come la coda lunga. Di cosa devi realmente preoccuparti?<span id="more-218"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Perché il blog network starebbe morendo</h3>
<p style="text-align: justify">Immaginatevi di lavorare come esperto di blog network. Gestite e studiate blog network, per lavoro ma anche per passione. Ed immaginate che una bella mattina un <a href="http://www.robingood.com" target="_blank">vostro amico</a> che stimate e con cui collaborate vi giri un link di un articolo che un esperto online publisher ha scritto. Se avete immaginato bene fin qui, non stenterete a figurarvi lo stato d&#8217;animo con cui ho letto l&#8217;<a href="http://www.inquisitr.com/7461/is-the-blog-network-model-dying/" target="_blank">articolo di Duncan Riley sull&#8217;Inquisitr</a> secondo cui il modello del blog network starebbe morendo. Io mi dissocio. Non ci sto e vi spiego perché l&#8217;ottimo articolo di <a href="http://www.duncanriley.com/">Duncan Riley</a> pur fornendo spunti interessanti, non va preso in considerazione.</p>
<p style="text-align: justify">Riley è senza dubbio uno che parla di blogging con <a href="http://www.duncanriley.com/about/" target="_blank">cognizione di causa</a>. Lui sostiene il modello di blog network, diffusosi a partire dal 2000, sia in crisi oggi nel 2008 per due motivi complementari: a) Il mercato è saturo, b) la crisi economica minaccia gli introiti pubblicitari. L&#8217;esempio che cita Duncan è quello di <a href="http://www.readwriteweb.com" target="_blank">Read Write Web</a>, che <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/altsearchengines_and_last100_go_indie.php" target="_blank">ha dismesso il suo network</a> (altri 2 blog oltre RWW) per dedicarsi al potenziamento di canali tematici all&#8217;interno di RWW, adottando una one brand policy (dedicandosi cioé al potenziamento di un solo marchio).</p>
<p style="text-align: justify">Secondo Duncan la strada da seguire sarebbe questa: il modello Huffington Post. Cioé dedicarsi ad un&#8217;unico brand (nome sito, URL) all&#8217;interno del quale ricavare canali tematici. Questo ha &#8211; sempre secondo Duncan &#8211; due grossi vantaggi: a) Un unico brand invece di numerosi brand (uno per ogni blog del network), quindi investimenti concentrati ed economie di scala nella branding policy, e b) E&#8217; più facile vendere pubblicità su un singolo sito, piuttosto che su un network: Duncan dice che per esperienza si vendono meglio 750.000 pv su un sito piuttosto che 2.000.000 pv su 10 siti.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma conclude Duncan: <em>&#8220;The days of launching dozens of new sites under different URLs has definitely passed. The big blogs of tomorrow will likely be mega-sites that often focus on content outside a key vertical, under the one brand&#8221;</em>.</p>
<h3 style="text-align: justify">Non è tutta merda quella che puzza</h3>
<p style="text-align: justify">Esatto. Hai letto bene. Il problema non è che Duncan dice cose non vere. Ma che quello che ci suggerisce Duncan va contestualizzato. E contestualizzandolo potremmo scoprire che le conclusioni a cui si giunge utilizzando le stesse premesse di Duncan, sono totalmente differenti (scusaci Duncan).</p>
<h3 style="text-align: justify">Cos&#8217;é un Blog Network?</h3>
<p style="text-align: justify">Molti di voi che mi seguono lo fanno perché mi occupo specificatamente di blog network. Quindi saranno potenzialmente terrorizzati dal sentire un autorevole blogger che ci dice che stiamo morendo. Eppure il primo errore di Duncan che non dobbiamo fare noi, è non chiarire cosa si intende per blog network. Dagli esempi usati da Riley, si desume che intenda per blog network qualcosa come <a href="http://www.blogo.it" target="_blank">Blogo</a>. Cioé un insieme di blog con grafica e brand differenti, con URL differenti che confluiscono in un unico network che si occupa della pubblicità. Ma questo è solo <em>uno dei modelli possibili di blog network</em>. Come ho evidenziato in <a href="http://webgarden.bloglist.it/dossier/i-blog-network-italiani-parte-i/" target="_blank">questo studio</a>, blog network in sé è una parola che vuol dire poco. Quello che importa è la struttura del network, cioé come la rete di blog viene progettata. Il modello di un network che utilizza <em>pochi blog complementari</em>, <em>un unico template lievemente personalizzato</em> e <em>domini di terzo livello come URL</em>, si avvicina esattamente al modello Huffigton Post raccomandato da Duncan. Eppure è un blog network.</p>
<h3 style="text-align: justify"><strong>Il problema è fare network fra blog?</strong></h3>
<p style="text-align: justify">Sono convinto che porre il problema come un problema legato alla scelta di un blog network sia riduttivo, superficiale e molto sensazionalistico (non mi stupisce quindi che venga dalla blogosfera anglosassone). Il reale problema è un problema:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li> di branding</li>
<li>di strategia (editoriale e commerciale)</li>
<li>di gestione</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Quindi è un problema di specifico modello di network non di blog network. Altrimenti sarebbe come dire che il problema del mal di piedi è che portiamo le scarpe, quando invece è che portiamo scarpe poco adatte. Lo stesso esempio più volte citato da Riley &#8211; quello della riorganizzazione di Read Write Web &#8211; è un esempio che non dice nulla. Da nessuna parte sta scritto  che McManus abbia dismesso il network per motivi di numeri. Nessuna metrica è stata mostrata. Semplicemente potrebbe darsi che a RWW non sono stati in grado di creare un sistema di gestione e branding in grado di gestire la complessità di avere 3 teste che decidono invece di una.</p>
<h3 style="text-align: justify">Diciamo grazie a Duncan ma ricordiamoci che&#8230;</h3>
<p style="text-align: justify">Duncan offre degli spunti indispensabili, maturata dalla sua grande esperienza. Però stai tranquillo: se hai le idee chiare su strategia, brand e gestione, non mollare per qualche avviso negativo. Nessun dato al momento supporta la tesi per cui un blog network sia peggio di un solo blog diversificato. Perché:</p>
<p style="text-align: justify">1) <strong>I due modelli tendono a confondersi</strong> sia per strategia che per gestione, nel caso di blog altamente personalizzato (come <a href="http://www.huffingtonpost.com" target="_blank">The Huffington</a>) e nel caso di network poco differenziati (come ad esempio <a href="http://blogosfere.it/" target="_blank">Blogosfere</a>). Concentrati semmai sulla strategia di branding.</p>
<p style="text-align: justify">2) <strong>Non può esistere un meglio o un peggio</strong> fra i due. Né in astratto e neppure guardando ai dati. I dati sono da interpretare sempre e questo avviene secondo una prospettiva, sempre. Se ti poni in una prospettiva differente i dati perdono di senso (e ne acquistano uno nuovo). La storia della Teoria della Relatività di Einstein è la prova.</p>
<p style="text-align: justify">3) <strong>L&#8217;editoria ruota attorno ai numeri, che portano </strong><strong>pubblicità</strong>. Sia il modello del network che quello della diversificazione del singolo blog hanno punti di forza e di debolezza. Il primo legati alla coda lunga, il secondo legati al fatto che il big switch non è ancora avvenuto e gran parte degli advertiser ragiona ancora in una logica da magazine e newspaper, per cui si sentono a loro agio con un blog differenziato perché ripropone qualcosa che loro già conoscono: il modello del giornale.</p>
<p style="text-align: justify">4) <strong>Attenzione alle inferenze.</strong> Se qualcuno non riesce a fare una cosa non vuol dire che quella cosa non sia possibile. Se qualcuno ottiene perdite, non vuol dire che non si possano ottenere guadagni. Attento alle inferenze! Se McManus e Riley non hanno raggiunto i loro obiettivi con un blog network, non vuol dire che i blog network siano sbagliati! Il tuo esempio deve essere la olvere da sparo: sostanzialmente inutile in Cina ha fatto il successo dell&#8217;Occidente Europeo.</p>
<p style="text-align: justify">5) <strong>Aspettative adattive</strong>: ricordati che se gli <em>opinion leaders</em> dicono una cosa, spesso il movimento che generano non è ragionato. Si basa sulla fiducia che è una dimensione emozionale e non razionale. Quindi siccome tutti siamo lì pronti ad anticipare i nuovi trend, quando qualcuno in vista evidenzia quello che secondo lui è il futuro, tutti sono lì a correre in quella direzione, così desiderosi di arrivare per primi che non perdono neppure un secondo a ragionare criticamente. Questo movimento di massa fa si che in effetti tendano a realizzarsi tali predizioni, non perché siano vere in sé, ma perché <em>comportandoci</em> <em>come se</em> fossero vere, le <em>rendiamo vere</em>! Questo meccanismo è alla base di ogni bolla o flop. Ha generato fra le altre cose la corsa ai blog network. E genererà sicuramente anche la corsa allo smantellamento dei network.</p>
<p style="text-align: justify">Io ti dico: calmo e concentrato, inizia a correre solo quando senti <em>davvero</em> lo starter che spara il colpo. Ragiona sempre su quello che fai e anche se scegli con una componente di azzardo e ricordati che esiste sempre almeno un modo per raggiungere un obiettivo. Se domani tutti abbandonassero i blog network non significherebbe che tu non potresti ancora guadagnarci (anzi probabilmente guadagneresti di più). La Apple sia il tuo esempio: il suo modello di costruttore tutto incluso (hardware e software) è stato l sua rovina contro Microsoft ma è oggi il suo punto di forza. 9/10 delle volte il problema non sta nel principio (come Duncan suggerisce) ma nella sua applicazione (in questa prospettiva non si può che tornare a <a href="http://im.digitalhymn.com/2008/07/14/due-ragioni-per-cui-il-blogging-non-e-morto-al-massimo-la-vostra-relazione-con-esso/" target="_blank">rileggere questo</a>).</p>
<h3 style="text-align: justify">Una premessa sbagliata: il miraggio dei soldi facili e l&#8217;editoria online.</h3>
<p style="text-align: justify">Il vero problema mi sembra sia che siamo ormai assuefatti ad un&#8217;ottica per cui se la nostra attività imprenditoriale online non genere profitti stellari a bassi costi, è da buttare, non funziona. E&#8217; il momento di svegliarci. Non abbiamo inventato nulla di nuovo. Internet ha creato uno spazio nuovo, vergine, come le praterie del far west. Ma la fase del &#8220;correte, c&#8217;é spazio per tutti&#8221; finisce. Perché qualsiasi mercato ha una certa struttura quando nasce, ricca di opportunità e tende poi a saturarsi spostando la competizione su altri <em>key-elements</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Davvero credete che basti mettere su un blog network oggi per vivere ricchi e felici per sempre? Come qualsiasi altra attività editoriale, anche il blogging muta. Pensare di abbandonarlo solo perché i conti non tornano più come prima è una logica consumista che mostra tutti i limiti dei dilettanti che in una notte sono diventati imprenditori. Una logica non sostenibile: tutto muta e le difficoltà arrivano: anziché buttare il tuo prodotto lamentandoti, riorganizzati, muta anche tu. <em>E&#8217; questo che rende il nostro mestiere il più bello</em>. La soluzione c&#8217;é sempre. Solo che per trovarla dobbiamo essere disposti ad abbandonare i nostri preconcetti, a darci nuovi punti di riferimento e cambiare i termini del problema, trasformando punti di debolezza in punti di forza e ricordandoci che non esiste una strategia sempre valida, la polvere da sparo in Cina serviva solo per i fuochi artificiali, le armi automatiche le abbiamo inventate noi: <em>quello che per gli altri è cacca per te può essere concime</em>.</p>
<h3 style="text-align: justify">Conclusione gattopardesca</h3>
<p style="text-align: justify">Se hai avuto la pazienza di leggermi fin qui, avrai capito che il post di Duncan, e i recenti (ma anche i futuri) dibattiti sul futuro dei blog, dei blog network e dei social media in generale, non ti cambia nulla. Offre spunti, ma niente più. Perché &#8220;cambia tutto per non cambiare nulla&#8221;, nel senso che le cassandre ci saranno sempre, perché tutto è mutamento e quindi continua morte e rinascita. La stessa ruota che gira da prima che l&#8217;uomo nascesse, sai che ci vuole a prevedere. Ma anche il tuo mestiere è sempre lo stesso: mutare seguendo le linee flessibili del mutamento degli eventi. Cambiano le insidie, cambiano le opportunità, non cambia il tuo compito: fare editoria online. Le cose muoiono, i principi no, vanno dosati. Il blog network è un principio, non una cosa. <em>Una specifica forma di blog network può morire, il principio del networking no.</em></p>
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		<title>Strategia di Aggregazione per Nanopublishing &#8211; Parte 3</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 06:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content Management]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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<p style="text-align: justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/duchamp/" target="_blank">Duchamp</a></p>
<p style="text-align: justify">Ultima parte del dossier sui nanopublisher e la funzione di aggregazione dei contenuti.<span id="more-104"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Newspage</h3>
<p style="text-align: justify">La vera alternativa al blog in homepage è una newspage. La newspage è propria delle webzine di solito cioé del tentativo di traslare un newspaper/magazine sul web. E&#8217; importante capire che questo spesso è associato ad una determinata prospettiva dell&#8217;editoria online, una prospettiva fortemente radicata nell&#8217;esperienza dell&#8217;editoria tradizionale. Ad utilizzare la newspage è (manco a dirlo) <a href="http://www.nova100.ilsole24ore.com/" target="_blank">Nova100</a>. Che ne fa addirittura la prima strategia di aggregazione. In linea con quanto rilevato finora sull&#8217;incapacità di scegliere una linea, la newspage calza a pennello perché sta lì intabellando i contenuti per coordinate diverse (tempo, categoria, origine). Un po&#8217; meno retrò ma sempre abbastanza &#8220;grigliato&#8221; è il layout di <a href="http://www.eblog-network.com/" target="_blank">eBlog Network Magazine</a>. Infine quello che mi sembra il più gradevole (e ragionato) esempio di newspage è <a href="http://communicagroup.libero.it/" target="_blank">Communica Group</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Perché secondo me non va la newspage. Se è vero che è il metodo che in partenza più si avvicina di più alla sintesi di più metodi di aggregazione, è anche vero che ci troviamo (pure qui) innanzi ad un&#8217;idea vecchia. Le newspage sono la prima cosa che internet ha visto a livello di editoria online. I megaportaloni ne sono i nipoti. Lo stile tabellare/a blocchi e l&#8217;inevitabile riempimento che diventa intasamento, rendono questa opzione poco accattivante. E soprattutto troppo simile ai giornali on line, generando spesso confusione nell&#8217;utente medio (la massa del web).</p>
<h3 style="text-align: justify">I miei consigli</h3>
<p style="text-align: justify">Ok, fin qui una simpatica lettura. Ma andiamo al sodo, eccoti i miei consigli per la realizzazione di una efficace aggregazione:</p>
<p style="text-align: justify">1. <strong>Grafica originale e accativante ma parallela ai contenuti</strong>: la grafica al Webdesigner e i contenuti al Web Content Manager, ma devono lavorare alla stessa scrivania. La grafica deve stare ai contenuti come un abito confezionato su misura. Niente roba da negozio. Solo cose originali e funzionali alla tua idea di sviluppo e presentazione dei contenuti. Sono i contenuti e la strategia di distribuzione/aggregazione relativa a dettare legge, non l&#8217;estetica. L&#8217;estetica senza funzionalità è come uno splendido Valentino disegnato per Kate Moss ma messo addosso a Platinette.</p>
<p style="text-align: justify">2. <strong>Accessibilità e velocità, la soluzione più semplice è spesso la migliore</strong>: ricorda che tanto quanto quello che si vede (la grafica) conta quello che non si vede (il codice). Trova Web Developer in grado di integrare grafica e codice garantendo velocità e accessibilità. In questo senso pensa che la soluzione più semplice è spesso la migliore.</p>
<p style="text-align: justify">3. <strong>Blog = Blogger</strong>: non scimmiottare i giornali. Un blog network è fatto di blog e blog significa essenzialmente blogger. Questo vuol dire che quando aggreghi la tua offerta, oltre al nome del blog mettici la faccia del blogger. Il blogger non è un ingranaggio della tua macchina, ma la tua macchina, senza di lui vai a piedi.</p>
<p style="text-align: justify">4. <strong>Lascia perdere la blogtegory</strong>: inventare nomi di blog che contengano il tema del blog è controproducente. Quello che acquisisci in immediatezza nella comunicazione lo perdi in originalità e carattere. Quanti blog di calcio con nomi originali pensi si possano creare con questo metodo? Esattamente come nella vita reale, se hai un nome originale la gente si ricorderà più facilmente di te. Se bene o male dipenderà dal tuo carattere, così come per il tuo blog dai suoi contenuti. Anche se hai buoni contenuti e tieni un nome come tanti, sarai solo uno fra tanti.</p>
<p style="text-align: justify">5. <strong>Il deserto è fatto da granelli</strong>: stai sempre attento ai dettagli. Le grandi cose sono meno importanti. La priorità è fare benissimo quello che si fa già. Non sbavare, non lasciare imperfezioni nella grafica o nei meccanismi di pubblicazione, ottimizza e migliorati sempre. Goccia dopo goccia costruirai il tuo oceano.</p>
<p style="text-align: justify">6. <strong>Chi segue qualcuno non arriverà mai primo</strong>: l&#8217;eccellenza non si ottiene copiando gli altri. Ma questo non vuol dire non riconoscerne i successi. Sforzati di fare meglio dei tuoi concorrenti per le cose che fate entrambi, ma cambia sempre terreno di confronto, inventa, stupisci, sperimenta. Trova nuove strade e nuovi terreni di competizione. La Repubblica ha battuto il Corriere on line perché ha creduto nel nuovo ed ha investito. Il Corriere ha perso perché per recuperare si è limitato a copiare.</p>
<p style="text-align: justify">7. <strong>Chi semina chiacchere anche se è un bravo agricoltore, mangerà chiacchere</strong>: se vuoi fare del nanopublishing il tuo business dovrai piantare. Denaro. E&#8217; qualcosa che non devi dimenticare. Compra la competenza delle persone giuste e stai sempre pronto a valorizzare le risorse giuste. Perché oltre ai semi ti servono anche dei bravi contadini se vuoi ottenere da ogni seme molti più semi.</p>
<p style="text-align: justify">8. <strong>Il segreto</strong>: il segreto è uno, strategia. Anche se hai acquistato i migliori talenti non vai da nessuna parte senza strategia. Lo stratega è l&#8217;allenatore del gruppo, anche una squadra di campionissimi non va da nessuna parte senza un allenatore all&#8217;altezza. Ricordati sempre che il web è giovane e avere nel team elementi giovani è solo un vantaggio. Machiavelli scriveva che il buon governo è fatto da leoni e volpi, audacia ed esperienza. Il giusto mix. Il segreto sta nell&#8217;armonia e l&#8217;armonia come ogni bilanciamento è una scelta. Strategica. A questo ti serve lo stratega. A scegliere su cosa investire per crescere.</p>
<p style="text-align: justify">Da queste considerazioni nasce l&#8217;<a href="http://www.bloglist.it" target="_blank">homepage di BlogList.it</a>, sicuramente differente rispetto a tutte quelle che avete fin qui visto.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/08/la_funzione_di_aggregazione_dei_conte_.pdf">Dossier Completo in PDF</a></p>
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		<title>Strategia di Aggregazione per Nanopublishing &#8211; Parte 2</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 06:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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<p style="text-align: justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/consumerist/" target="_blank">The Consumerist</a></p>
<p style="text-align: justify">Secondo appuntamento con la strategia di aggregazione per nanopublishing. <span id="more-102"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Feed</h3>
<p style="text-align: justify">Il metodo più semplice di aggregazione, o meglio il più immediato, è quello di creare un mega feed del network che è la somma di tutti i feed dei singoli blog (del network). Sostanzialmente si usa un criterio <em>cronologico</em> per aggregare i contenuti (ordinandoli dal più recente al più vecchio). Un esempio è la home di <a href="http://blogs.simplicissimus.it/" target="_blank">Simplicissimus Blog Farm</a>, che come ho ribadito più volte è l&#8217;unica cosa che non mi piace di quel network (ma che stanno infatti aggiustando).</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente si tratta di una aggregazione di poco più efficace rispetto a quella che presenta solo i nomi dei blog. E si potrebbero fare considerazioni analoghe. Per questo si tenta di ottimizzare ancora presentando il feed in maniera più strutturata, accoppiandolo altri criteri, come fa <a href="http://www.nova100.ilsole24ore.com/" target="_blank">Nova100</a>. Il fallimento di quest&#8217;ultimo è come ho detto sopra, legato al suo &#8220;appiccicare&#8221; aggregazioni diverse senza una reale coerenza/cura (sembra quasi che nel dubbio della scelta fra strategie diverse si sia deciso di implementarle tutte. Che equivale a non implementarne nessuna).</p>
<p style="text-align: justify">La perfezione nella gestione di un semplice feed generale di tutto il network la raggiungono <a href="http://www.soloblog.it/" target="_blank">Soloblog</a> e <a href="http://www.oneblog.it/network-post/" target="_blank">Oneblog</a> (ma non nella home), che implementano una pagina di feed che oltre a ordinare i contenuti cronologicamente, li segmenta anche per <em>blogtegory</em>, cioé per nome del blog che è anche il nome di una categoria (tipo &#8220;oneMarketing&#8221; o &#8220;soloCalcio&#8221;). Lo stile essenziale e d&#8217;impatto della pagina è molto interessante e resta a mio avviso il modo migliore per gestire una <em>feedpage</em>. Mi pare giusto a margine tributare i giusti onori all&#8217; &#8220;inventore&#8221; del metodo e del concept, <a href="http://www.serialblogger.com.ar/autor" target="_blank">Diego F Gonzalez</a> che ha creato <a href="http://e.leven.com.ar/11feeds/">11Feeds</a> rilasciandolo in open source per tutti coloro che lo volessero utilizzare, e sono in tanti a farlo (quasi tutti senza citare la paternità di Gonzalez).</p>
<p style="text-align: justify">Un altro modo di presentare il gigantesco feed generale del network è quello di farne un blog. Avete capito bene. La homepage vi accoglie con un blog. Un blog che riporta tutti gli articoli di tutto il network. Ovviamente si tratta di un blog che &#8220;legge&#8221; questa specie di megafeed generale o comunque ha l&#8217;effetto equivalente. L&#8217;esempio è la home di <a href="http://blogsociale.it/" target="_blank">Blog Sociale</a>, dove potete vedere addirittura i FeedFlare di feedburner alla fine di ogni post. Segno chiaro che è un copia-incolla del feed. <a href="http://www.investireoggi.it/blog/" target="_blank">Investire Oggi</a> fa qualcosa di meno rudimentale, <a href="http://blogolandia.it/" target="_blank">Blogolandia</a> supera senza dubbio gli esempi fin qui descritti come <a href="http://www.blogspla.net/">Blogspla.net</a>, entrambi scelgono la via della semplicità e del layout tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify">Questo metodo di aggregazione in sé non è male. Perché permette di utilizzare oltre al criterio della segmentazione <em>temporale/categoria</em> del feed, anche altre vie come quella del <em>blog</em>, del <em>tag</em>, della <em>relevance. </em>Il punto debole è che spesso viene implementato in modo da creare un blog che abbia lo stesso layout e caratteristiche dei singoli blog del network. Davvero poco originale. In questo senso quindi meritano l&#8217;eccellenza le pagine create da <a href="http://www.kerojam.it/" target="_blank">Kerojam</a> e <a href="http://news.blogo.it/" target="_blank">Blogo</a> (di quest&#8217;ultimo non parliamo della homepage). Entrambi creano una <em>feedpage</em> ma reinterpretandola, aggiungendo altri elementi rispetto a quelli di 11Feed e impacchettando tutto in un layout simil-blog (Kerojam) e simil-newspage (Blogo). 110 e lode. Un&#8217;idea stupenda e ottimamente implementata. Per cui mi stupisce che Blogo non faccia di questa pagina la sua homepage.</p>
<p style="text-align: justify">Dalla prospettiva diametralmente opposta un ottimo esempio di cosa non fare quando si pensa ad un blog in homepage (che raccolga tutti i contenuti del network), quello è <a href="http://blogosfere.it/" target="_blank">Blogosfere</a>. Al di là della grafica precaria e della struttura confusionaria, l&#8217;idea di partenza non era male. Invece di utilizzare un blog collegato ad un mega feed dei contenuti del network, sulla homepage di Blogosfere trovate un blog che parla si dei contenuti del network, ma lo fa fare a dei redattori che riprendono, aggregano e propongono. Mi sembra un&#8217;ottima idea. Peccato però che sia implementata male, commenttendo un errore madornale: la duplicazione del post. Infatti il prodotto è che si parla dello stesso argomento due volte: nel blog di aggregazione della homepage, e nel singolo blog del network. Cambiano le parole, ma la discussione è la stessa. L&#8217;errore sta nel consentire agli utenti di potere commentare i due post: si sdoppia a priori la discussione, uccidendola. Gli altri esempi di cui sopra infatti rimandano al singolo blog del network per far commentare gli utenti. E&#8217; la cosa più sensata. Ecco un esempio dell&#8217;errore: <a href="http://blogosfere.it/2008/08/dalle-suffragette-a-womens-voices-women-vote-un-appello-alle-donne-americane-per-andare-a-votare.html" target="_blank">post sulla homepage</a> e <a href="http://mondodonna.blogosfere.it/2008/08/appello-alle-donne-americane-perche-vadano-a-votare.html" target="_blank">post sul singolo blog</a>. Va un po&#8217; meglio con <a href="http://blogosfere.it/mappa/" target="_blank">l&#8217;archivio del network</a>, che però è davvero rudimentale.</p>
<h3 style="text-align: justify">Blog Ufficiale</h3>
<p style="text-align: justify">Il secondo metodo di aggregazione più utilizzato dopo quello del feed generale presentato come un blog, è quello del <em>blog ufficiale (blogpage)</em>. In homepage si presenta il blog che parla della piattaforma. La necessità di mettere un blog in homepage, che sia un aggregatore dei contenuti del network o che parli della piattaforma, è spesso motivata dalla struttura dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Content_management_system">CMS</a> utilizzati. <a href="http://mu.wordpress.org/" target="_blank">WordPress MU</a> o <a href="http://www.typepad.com/" target="_blank">Typepad</a> gestiscono tutti i blog e ti consentono di selezionare uno di essi per la home. Quindi una homepage differente significa agire sulla piattaforma e programmare a mano.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.oneblog.it" target="_blank">Oneblog</a> e <a href="http://www.blogo.it">Blogo</a> mettono in homepage il blog ufficiale, nonostante entrambi abbiano una bella pagina di aggregazione dei contenuti. Lo stesso fanno <a href="http://www.isayblog.com/" target="_blank">IsayBlog!</a>, <a href="http://www.nanopress.it/" target="_blank">Nanopress</a>, <a href="http://www.blogcenter.net/" target="_blank">Blogcenter</a>, <a href="http://www.glocalnetwork.net/" target="_blank">Glocalnetwork</a> e <a href="http://blognetwork.it/" target="_blank">BlogNetWork</a>. In generale valgono le considerazioni fatte sopra: al di là della gradevolezza o meno dell&#8217;implementazione dell&#8217;idea, l&#8217;idea di per sé non è molto originale né funzionale. E&#8217; chiaro che fra un IsayBlog! e un Nanopress c&#8217;é l&#8217;abisso, ma alla fine anche la realizzazione migliore non può che superare di poco la sufficienza. Qui è l&#8217;idea che è stantia, già in partenza. Certo non bisogna comunque tralasciare l&#8217;aggregazione (che avviene a questo punto tutta sulla sidebar) come invece ha fatto BlogNetWork (interessante invece l&#8217;idea della <a href="http://blognetwork.it/sandbox/" target="_blank">Sandbox</a>). I metodi di Blogo e IsayBlog! per aggregare i blog nella sidebar sono senza dubbio i migliori (ma attenzione: solo da un certo numero di blog in poi ha senso aggregare come Blogo).</p>
<p style="text-align: justify">Continua Domani.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/08/la_funzione_di_aggregazione_dei_conte_.pdf">Dossier Completo in PDF</a></p>
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		<title>Strategia di Aggregazione per Nanopublishing &#8211; Parte 1</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content Management]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Web Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Case Study]]></category>
		<category><![CDATA[Nanopublishing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Aggregators]]></category>

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<p style="text-align: justify"><span style="font-size: x-small">Immagine (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/urban_data/" target="_blank">urban_data</a></span></p>
<p style="text-align: justify">Dopo aver mostraro come i principali blog network italiani <a href="http://webgarden.bloglist.it/2008/08/28/compariamo-le-homepage-di-aggregazione-dei-blog-network/" target="_blank">utilizzano la loro homepage di aggregazione</a>, non resta che tirare le somme. Come aggregare i propri contenuti su un blog network? Di seguito motiverò le mie scelte in termini di <em>best practice</em>.<span id="more-95"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Sul significato di Giusto o Sbagliato.</h3>
<p style="text-align: justify">La doverosa premessa è che nulla di quanto segue va letto in termini di giusto o sbagliato. In sé nulla è giusto o sbagliato. Il giudizio è infatti indistinguibile dalla <em>valutazione strategica</em>. Valutare strategicamente significa considerare le <em>risorse investite</em> (il punto di partenza), gli <em>obiettivi prefissati</em> (il punto di arrivo) e il <em>modo per arrivarci</em> (il collegamento fra i due). La strategia non è soltanto il modo di arrivare a qualcosa. Ma è l&#8217;<em>intero contesto</em>. <em>Valutare strategicamente cosa è giusto o sbagliato non può prescindere dalla conoscenza delle risorse a disposizione e degli obiettivi che si intendono perseguire</em>. Dato che non posso conoscere questi due parametri per 20 blog network, di seguito giudicherò le cose ipotizzando gli obiettivi. Le risorse di partenza saranno un po&#8217; la variabile dipendente del discorso.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; chiaro che la funzione di aggregazione dei contenuti è fondamentale per il destino di un blog network. Perché è il suo più grosso valore aggiunto. E quindi la strategia di aggregazione dei contenuti è il nodo di Gordio del nanopublisher.</p>
<h3 style="text-align: justify">Quando niente&#8230;</h3>
<p style="text-align: justify">Il primo caso è quello che vede come protagonisti <a href="http://www.blognation.it/" target="_blank">BlogNation</a> e <a href="http://www.blogoitalia.it/" target="_blank">Blogoitalia</a>. In entrambi i casi si è scelto di <strong>non aggregare alcun contenuto</strong>. I due network sono sprovvisti della forma di aggregazione in homepage. L&#8217;aggregazione che operano è blanda e riguarda i blog più che i contenuti. Così BlogNation ci propone in home l&#8217;elenco dei suoi blog, mentre Blogoitalia si prensenta con uno dei suoi blog in home, che presenta i link anche agli altri.</p>
<p style="text-align: justify">Nel caso di BlogNation la scelta è compatibile con l&#8217;attività di estremamente basso profilo del network, che è molto discreto. Lo scopo principale infatti non sembra essere quello economico ma solo di fare gruppo attorno alla generazione di pionieri della blogosfera italiana. BlogNation è più una questione di status che di moneta. Blogoitalia invece sembra non essere andata al di là dell&#8217;installazione di WordPress MU, che mette di default nella homepage del network il primo blog creato (ma già dalla scelta del nome si intuisce come la strategia del network non sia l&#8217;originalità).</p>
<p style="text-align: justify">Personalmente credo che sia <strong>un errore sottovalutare la funzione dell&#8217;aggregazione</strong>. Che sia o meno spinto il fine commerciale del network, lo scopo primario della homepage resta sempre lo stesso: presentare l&#8217;offerta editoriale. In questo senso un mero elenco dei blog, anche se originale come quello di BlogNation, getta alle ortiche la possibilità di ottimizzare ulteriormente in senso paretiano: se non possiamo conoscere (ma solo ipotizzare) i gusti e le preferenze dei lettori, così eterogenei come insieme, la strategia che massimizza la presentazione della home è quella di utilizzare più criteri di aggregazione possibile, evitando di intercettare solo il gusto di <em>alcuni</em>.</p>
<h3 style="text-align: justify">&#8230;e quando troppo!</h3>
<p style="text-align: justify">La massimizzazione delle preferenze attraverso l&#8217;utilizzo di più criteri di aggregazione, ha <strong>due limiti principali</strong>. Il primo è l&#8217;<em>armonia</em>: tanti modi di aggregare devono coesistere con stile. Il secondo è l&#8217;<em>identità</em>. E&#8217; chiaro che come vedremo più avanti gli stili e i criteri di aggregazione non sono neutri, ma sposano una certa &#8220;ideologia&#8221; (o meglio &#8220;filosofia&#8221;) del blog network.</p>
<p style="text-align: justify">Una lezione che quelli di <a href="http://www.nova100.ilsole24ore.com/">Nova100</a> dovrebbero ripetere come un mantra finché non la interiorizzano. Perché la loro home è l&#8217;esatto esempio di come un&#8217;idea buona se implementata male non solo non sortisce i benefici attesi, ma diventa addirittura dannosa. Da un lato perché la grafica è migliorabile di gran lunga e dall&#8217;altro perché la realizzazione mostra dei bug palesi segno di trascuratezza. Proprio questo è quello che comunica il network, nonostante non manchino i fondi né i fuoriclasse in squadra. Probabilmente a fare difetto è un allenatore/project manager preciso versato nell&#8217;arte del <em>team building</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Le idee ci sono tutti ma sono implementate male, malissimo: l&#8217;idea di una <em>tagpage</em> è stupenda, ma la sua realizzazione penosa, l&#8217;idea di aggregare per blogger è originale ma realizzata senza osare più di tanto, usando formule bollite (come la newspage).</p>
<h3 style="text-align: justify">Tag</h3>
<p style="text-align: justify">Generare una tag cloud a partire da tutti i tag del network non è cosa semplicissima. Ma è un&#8217;idea vincente per aggregare i contenuti, soprattutto in un network. Gli unici ad implementare questa idea in modo da dargli lo spazio che merita sono stati quelli di <a href="http://www.nova100.ilsole24ore.com/" target="_blank">Nova100</a>, che però non hanno realizzato qualcosa all&#8217;altezza dell&#8217;idea.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Perché è importante una tag cloud?</strong> Perché partendo dal presupposto di un corretto utilizzo di Tag e Categorie, i tag sono gli unici in grado di misurare il <em>buzzing</em> di ogni singolo blog, fondendolo nel <em>buzzing</em> generale del network. Seguite il mio esempio: supponiamo di avere un blog network che abbia un blog dedicato al calcio ed uno alla moda. Supponiamo che nel primo si sia trattato nella categoria &#8220;allenatori&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mourinho" target="_blank">José Mourinho</a> all&#8217;Inter e nel secondo si sia parlato dello stesso Mourinho nella categoria &#8220;accessori moda&#8221; per il suo modo di indossare le sciarpe, ad esempio. Ebbene se aggrego per categoria i due articoli non troveranno alcun nesso (a maggior ragione se per macro-categorie &#8220;Moda&#8221; e &#8220;Calcio&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify">Se aggrego per tag (entrambi non possono che essere taggati &#8220;Mourinho&#8221;) invece ecco che i due articoli trovano aggregazione, offrendo al lettore un argomento da esplorare da diverse prospettive. Il buzzing si cattura con i tag. E sicome i tag si aggregano in nuvole (<em>clouds</em> appunto) abbiamo un indicatore grafico della densità del buzzing. Comunicare informazioni con indicatori grafici è molto più efficace e veloce che farlo testualmente: la tag cloud è efficace perché è (come) un&#8217;immagine.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Continua domani.</em></p>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 07:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content Management]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Nanopublishing]]></category>

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<h3 style="text-align: justify">Gli stili di aggregazione.</h3>
<p style="text-align: justify">Per stile di aggregazione si intende il concetto che sta dietro l&#8217;architettura della pagina. E&#8217; il macroconcetto che informa l&#8217;aggregazione.</p>
<p style="text-align: justify"><em>- Feedpage</em>: una pagina che riprone i contenuti di tutto il network a partire da un feed RSS. Il processo è dunque automatico e senza filtro.  La feedpage può essere organizzata come <em>feed</em> (elenco degli elementi) oppure come <em>blog</em> (gli elementi diventano le entries di un blog generale i cui articoli sono tutti gli articoli del network).<br />
<em>- Blogpage</em>: la homepage è l&#8217;official blog del network. In questo quadro più che aggregare i contenuti si presentano notizie e articoli rilevanti per il network.<br />
<em>- Newspage</em>: la homepage è disegnata come una webzine, con un layout da newspaper online che divide i contenuti per tema.</p>
<h3 style="text-align: justify">I criteri di aggregazione</h3>
<p style="text-align: justify">A partire dallo stile di aggregazione la pagina si riempe degli elementi concreti attraverso cui si realizza l&#8217;integrazione. L&#8217;equilibrio, il mix fra questi elementi determina in concreto la specifica forma di aggregazione scelta dal network.</p>
<p style="text-align: justify"><em>- Time</em>: è il criterio più comune, cioé ordinare i contenuti cronologicamente secondo la data di pubblicazione<br />
<em>Category</em>: ogni contenuto è classificato (e quindi aggregato) in modo tematico per categoria<br />
<em>- Blog</em>: i contenuti sono aggregati per blog (che li ha generati)<br />
<em>- Blogger</em>: i contenuti sono aggregati per blogger (che li ha generati)<br />
<em>- Blogtegory</em>: i contenuti sono aggregati per blog, e ogni blog ha un nome che identifica univocamente un tema (questo neologismo di mia invenzione nasce infatti dall&#8217;unione fra <em>blog</em> e <em>category </em>proprio in virtù del suo essere un misto fra i due criteri).<br />
<em>- Tag</em>: i contenuti sono aggregati tematicamente per tag (per comprendere la differenza tra il criterio <em>tag</em> e il criterio <em>category</em>, leggete <a href="http://wwebstrategist.it/new-media-social-network/tags-vs-categorie-come-si-usano/">la differenza fra tag e categorie</a>).<br />
<em>- Relevance</em>: i contenuti sono aggregati per rilevanza, questo criterio per quanto automatizzabile (nel senso di far diventare la <em>funzione di editing</em> una <em>funzione di</em> <em>crowdsourcing</em> che coinvolga i lettori) è spesso l&#8217;unico che viene gestito manualmente e richiede una specie di redazione/redattore.</p>
<h3 style="text-align: justify">Cosa usano i Blog Network?</h3>
<p style="text-align: justify">Il numero 0 siamo noi di BlogList. La nostra homepage riflette ovviamente il mio personale pensiero in materia. E&#8217; sicuramente perfettibile, perché ogni realizzazione è vincolata, oltre che dalle conoscenze e dagli obiettivi, dalle risorse. Ma della home di BlogList non parlerò se non a pezzi nel post in cui tirerò le somme del discorso.</p>
<p style="text-align: justify">I. <em>Blogolandia</em> (<a href="http://blogolandia.it" target="_blank">http://blogolandia.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">La home page è una <em>feedpage-blog</em>, nel senso che è un blog i cui articoli sono tutti gli articoli del network. I criteri principali sono <strong>time</strong> (gli articoli sono ordinati cronologicamente) e <strong>blogtegory</strong> (per blog, che è anche il nome di una città e quindi una categoria rispetto al blog-homepage del network). E&#8217; presente anche una ordinazione minore, per <strong>relevance</strong>, infatti nella sidebar è attivo un plugin per gli articoli più rilevanti.</p>
<p style="text-align: left">II. <em>Simplicissimus Blog Farm</em> (<a href="http://blogs.simplicissimus.it" target="_blank">http://blogs.simplicissimus.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Homepage molto semplice, una <strong>feedpage</strong> dove l&#8217;unico criterio è <strong>time</strong>. Voci ufficiose mi dicono che sia in rifacimento, E conoscendo Antonio Tombolini che non sta fermo un minuto, sono certo che ci stiano lavorando.</p>
<p style="text-align: left">III. <em>Blogcenter</em> (<a href="http://www.blogcenter.net" target="_blank">http://www.blogcenter.net</a>)</p>
<p style="text-align: justify">La home è una <strong>blogpage</strong> che ospita l&#8217;official blog. L&#8217;accesso ai blog del network avviene attraverso una lista nella sidebar, quindi un debole criterio <strong>blog</strong>.</p>
<p style="text-align: left">IV. <em>Soloblog</em> (<a href="http://www.soloblog.it" target="_blank">http://www.soloblog.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">In home troviamo una <strong>feedpage-feed</strong>, ordinata secondo i criteri <strong>time</strong> e <strong>blogtegory</strong> (ogni blog corrisponde infatti ad un tema).</p>
<p style="text-align: left">V. <em>Communica Group</em> (<a href="http://communicagroup.libero.it">http://communicagroup.libero.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Un ottimo esempio di <strong>newspage</strong>, quindi criterio <strong>relevance</strong>, <strong>category</strong> e <strong>time</strong>, in fondo trovate l&#8217;accesso per <strong>blog</strong>. Non è un caso: Communica ha una redazione dietro e un timoniere di grande esperienza come <em>Luca Ajroldi</em>.</p>
<p style="text-align: left">VI. <em>BlogNation</em> (<a href="http://www.blognation.it">http://www.blognation.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Il più blasonato e minimale dei nanopublisher si presenta con una home che è semplicemente un accesso per <strong>blog</strong> al network.</p>
<p style="text-align: left">VII. <em>Nova100</em> (<a href="http://www.nova100.ilsole24ore.com">http://www.nova100.ilsole24ore.com</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Ci accoglie con una <strong>newspage</strong>. I criteri usati sono un po&#8217; tutti: <strong>category</strong>,<strong> relevance</strong> e <strong>time</strong> (come quasi ogni newspage), presenta anche il criterio <strong>blogger</strong> (barra laterale). Poi presenta una seconda pagina che è una <strong>feedpage-feed</strong> (in cui curiosamente compaiono anche i post programmati, quindi datati nel futuro) che utilizza il criterio <strong>time</strong> e sempre <strong>blogger</strong>. Infine una terza pagina si presenta come <strong>tagpage</strong> e troviamo oltre che il criterio <strong>tag</strong>, quello <strong>blogger</strong> e <strong>time</strong>.</p>
<p style="text-align: left">VIII. <em>Blogo</em> (<a href="http://www.blogo.it" target="_blank">http://www.blogo.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Il campione dei nanopublishers italiani accoglie i visitatori con una blogpage. Ai contenuti si accede attraverso i criteri <strong>category</strong> e <strong>blog</strong> combinati. in fondo alla pagina anche una aggregazione per <strong>time</strong> dei contenuti. Inoltre si accede anche ad una <strong>newspage</strong> (<a href="http://news.blogo.it/">qui il link</a>), che non è linkata in alcun modo con la home. Questa newspage è in realtà un ibrido fra <strong>newspage</strong> e <strong>feedpage-feed</strong> e non necessita di redazione. In questa newspage troviamo <strong>time</strong>, <strong>relevance</strong>, <strong>category</strong> e <strong>blog</strong>.</p>
<p style="text-align: left">IX. <em>Oneblog</em> (<a href="http://www.oneblog.it">http://www.oneblog.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Se avete letto il mio precedente studio sui nanopublishers italiani, ricorderete come il network di Oneblog fosse in tutto e per tutto uguale a quello di Blogo, per impostazione e caratteristiche. Ebbene neppure adesso si sono smentiti. Aprono con una <strong>blogpage</strong> (esattamente come blogo) dove (però) trovate implementato <strong>blogtegory</strong> (perché unica mezza differenza con Blogo i nomi dei blog sono sempre tematici) per poi proporre una <strong>feedpage-feed</strong> implementata per time e <strong>blogtegory</strong> su una <a href="http://www.oneblog.it/network-post/" target="_blank">pagina a parte</a> (però linkata dalla home a differenza di Blogo).</p>
<p style="text-align: left">X. <em>Blogosfere</em> (<a href="http://blogosfere.it" target="_blank">http://blogosfere.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Piuttosto difficile raccapezzarsi nella home di Blogosfere. A prima vista sembra una <strong>feedpage-blog</strong> e una <strong>blogpage</strong>, nel senso che accoglie sia tutti i post del network (per <strong>time</strong>) sia funziona da official blog. La cosa curiosa è che il post viene duplicato, cioé ripreso in parte dal blog in homepage che rimanda per la lettura di tutto il post, al blog origine del post. Però si può commentare il post nel blog della home o in quello di orgine e <em>i due flussi di commenti restano separati</em>. Poi presenta un archivio di tutti i post del network che è una feedpage-feed implementata per <strong>time</strong> e <strong>category</strong> e <strong>tag</strong>. Infine è possibile accedere ai contenuti aggregati per <strong>category</strong> (macro temi).</p>
<p style="text-align: left">XI. <em>IsayBlog!</em> (<a href="http://www.isayblog.com" target="_blank">http://www.isayblog.com</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Blogpage</strong> che implementa <strong>category</strong>, <strong>relevance</strong>, <strong>blogtegory</strong>.</p>
<p style="text-align: left">XII. <em>eBlog Network Magazine</em> (<a href="http://www.eblog-network.com" target="_blank">http://www.eblog-network.com</a>)</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Newspage</strong>, neppure troppo fantasiosa. Quindi <strong>time</strong>, <strong>category</strong>, <strong>blogtegory</strong>, <strong>relevance</strong>.</p>
<p style="text-align: left">XIII. <em>Nanopress</em> (<a href="http://www.nanopress.it" target="_blank">http://www.nanopress.it</a>)</p>
<p style="text-align: left">Una <strong>blogpage</strong> scarna. Si accede ai contenuti per <strong>relevance</strong> e <strong>blog</strong>.</p>
<p style="text-align: left">XIV. <em>Investire Oggi Blog Network</em> (<a href="http://www.investireoggi.it/blog" target="_blank">http://www.investireoggi.it/blog</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Per quanto solitamente non includa nei miei studi i blog network che sono appendice di progetti editoriali online &#8220;tradizionali&#8221;, come le webzine, faccio un&#8217;eccezione perché Investire Oggi ha dato sufficiente autonomia al suo blog network, quindi ha una homepage. Questa è una <strong>feedpage-blog</strong>, quindi i contenuti sono indicizzati semplicemente per <strong>time</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">XV. <em>Kerojam</em> (<a href="http://www.kerojam.it">http://www.kerojam.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">La home è una <strong>feedpage-blog</strong> ben disegnata che oltre al criterio <strong>time</strong> implementa quello <strong>blogcategory</strong>.</p>
<p style="text-align: left">XVI. <em>Blogspla.net</em> (<a href="http://www.blogspla.net" target="_blank">http://www.blogspla.net</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Una home minimale ma non trascurata. Classica <strong>feedpage-blog</strong> (quindi <strong>time</strong>) e <strong>blogtegory</strong>.</p>
<p style="text-align: left">XVII. <em>Glocal Network</em> (<a href="http://www.glocalnetwork.net">http://www.glocalnetwork.net</a>)</p>
<p style="text-align: left">Anche qui molto scarno. <strong>Blogpage</strong> + <strong>relevance</strong> e <strong>blogtegory</strong>.</p>
<p style="text-align: left">XVIII. <em>Blog Sociale</em> (<a href="http://blogsociale.it" target="_blank">http://blogsociale.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Classica <strong>feedpage-blog</strong> con accesso sidebar ai <strong>blogtegory</strong>.</p>
<p style="text-align: left">XIX. <em>Blogoitalia</em> (<a href="http://www.blogoitalia.it" target="_blank">http://www.blogoitalia.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Questo network ha di fatto rinunciato ad una home di aggregazione, mettendo sulla directory principale uno dei blog del network.</p>
<p style="text-align: left">XX. <em>BlogNetWork</em> (<a href="http://blognetwork.it" target="_blank">http://blognetwork.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify">Una home <strong>blogpage</strong> con un tema minimale molto accattivante. Peccato sia poco curata: nessun accesso ai network del blog (nessuna aggregazione) e codifica caratteri da rivedere. Molto interessante la trovata della <a href="http://blognetwork.it/sandbox/" target="_blank">Sandbox</a>.</p>
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		<title>Blog Network vs. Nanopublisher Network</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 04:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Nanopublishing]]></category>

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<h3 style="text-align: justify">Blog Network</h3>
<p style="text-align: justify">Esattamente come dice la locuzione stessa, un blog network non è altro che un insieme organico e sistemico di blog. Questo significa che una volta verificato il valore aggiunto dell&#8217;insieme (del network) rispetto al singolo blog, abbiamo senza dubbio un blog network. Ma questo non è necessariamente un network di nanopublishing.</p>
<h3 style="text-align: justify">Nanopublishing Network</h3>
<p style="text-align: justify">Un nanopublisher si organizza spesso nella forma di network, proprio a partire dalle considerazioni della Coda Lunga. Ma come riporta <a href="http://en.wiktionary.org/wiki/nanopublishing">Wiktionary</a>, nella definizione consolidata il nanopublishing si caratterizza per il suo portare online l&#8217;editoria tradizionale, con le sue logiche. La prima e più visibile è il carattere business-oriented dell&#8217;attività, dove business-oriented diventa advertising-oriented.</p>
<h3 style="text-align: justify">Blog o Nanopublishing Network?</h3>
<p style="text-align: justify">Nella mia attività su questo blog interessandomi del fenomeno del blogging e dei network ho imparato a distiguere concettualmente fra le due cose. Per intenderci, blog network:nanopublishing network = automobile:fiat 500. Cioé il nanopublishing network è una specifica forma di blog network. E&#8217; chiaro quindi che per analizzare alcune dinamiche o aspetti afferenti alle tecniche di networking fra blog, la distinzione può essere superflua. Se percò confrontiamo nanopublishers dobbiamo stare attenti a non fare confusione.</p>
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		<title>Blogosfere, Isay, eBlog Network</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 21:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Case Study]]></category>

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<p align="justify"><a href="http://blogosfere.it/">Blogosfere</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace: </em>mi piace lo spirito con cui si presenta. Mi piace il suo approccio verso l&#8217;informazione d&#8217;attualità e il real time, mi sembra abbia la potenzialità di essere una delle poche reali alternative ai media tradizionali. Hanno un bel marchio.</p>
<p align="justify"><em>Cosa modificherei:</em> Il problema principale di blogosfere mi sembra sia che è vecchio. Vecchio come mentalità. Non sembra essere riuscito a rinnovarsi nel suo modo di fare nanopublishing. E&#8217; un nanopublishing tradizionale. Cambierei principalmente la grafica e il modo di concepire l&#8217;effetto network. Mi sembra che da un network come blogosferesi debba pretendere più dinamismo, lo stesso che ha ad esempio il suo diretto avversario Blogo.</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 7/10 </strong></p>
<p align="justify"><a href="http://www.isayblog.com/">Isay</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> è fresco. Mostra di avere dietro un progetto curato, strutturato.  E&#8217; dinamico ma un po&#8217; autoreferenziale, nel senso che concentra il dinamismo sul progetto di nanopublishing network senza curare le altre frontiere dell&#8217;editoria online (microblogging, social network, ecc).</p>
<p align="justify"><em>Cosa modificherei:</em> Anche qui la grafica per quanto molto bella, è standard. La personalizzerei di più in funzione del singolo blog. Per il resto più che cambiare, punterei sull&#8217;osare, sullo spostare il focus strategico su elementi di rottura rispetto al modo di fare blogging degli altri network. Secon do me il network ha innanzitutto bisogno di crescere.</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 8,5/10 </strong></p>
<p align="justify"><a href="http://www.eblog-network.com/">eBlog Network</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> i template sono differenziati e abbastanza curati.</p>
<p align="justify"><em>Cosa modificherei:</em> non mi dice nulla di nuovo. Uno dei tanti blog network. I temi sono quelli di massa, l&#8217;architettura quella standard. Mi sembra un altro bell&#8217;esercizio tecnico e conten itore pubblicitario. Il network andrebbe rivisto sia sotto il profilo quantitativo (numero di blog) che qualitativo (almeno per incrementare il numero di commenti).</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 6/10</strong></p>
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</ol></p>
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		<title>Nova100, Blogo, Oneblog</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 23:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Case Study]]></category>

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<p align="justify"><a href="http://www.nova100.ilsole24ore.com/">Nova100 </a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> è un esperimento importante. Un gruppo editoriale che viene da una forte esperienza sull&#8217;editoria tradizionale, che investe in un progetto come un network di nanopublishing. D&#8217;accordo, ormai quasi tutti i quotidiani on line hanno i loro blog. Però la differenza è che su nova la truppa è vasta, eterogenea e soprattutto composta principalmente da blogger. La differenza si sente. Il potere attrattivo di nova ha riunito in un&#8217;inico network delle belle teste.</p>
<p align="justify"><em>Cosa cambierei:</em> la grafica riprende il rosa Sole 24 Ore. Che personalmente trovo non sia il massimo. La piattaforma mi lascia perplesso (WordPress MU mi sembra migliore). I blogger sono lasciti forse troppo liberi: alcuni scrivono un post ogni festività. Il feed RSS potrebbe essere gestito meglio. Diciamo che l&#8217;idea è stata buona, molto buona, ma che il risultato manca di numeri perché l&#8217;implementazione è stata lasciata un po&#8217; fine a sé stessa. Ed è un peccato, un vero peccato.</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 8/10</strong></p>
<p align="justify"><a href="http://www.blogo.it/">Blogo</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> ci hanno creduto sul serio. Hanno investito seriamente si son messi a lavorare sui meccanismi e sulla grafica. Il risultato è un network curato anche nei dettagli. Adesso premiato dalla recentissima (ieri) stretta con Dada. Dada deteneva già il 30% di Blogo e adesso usa l&#8217;opzione di incremento per arrivare a quota 70%. Ma la cosa fondamentale è stata la capacità di Blogo di creare e gestire economie di scala. E adesso ne avrà ancora, considerando che Dada gli affibbia Splinder, nome nobile del blogging, ultimamente in agonia. Insomma Blogo è l&#8217;esempio che si può arrivare in alto</p>
<p align="justify"><em>Cosa non mi piace:</em> scendere a compromessi. Blogo ha numeri strepitosi, 40+ blog per 120+ blogger. Ottimi accessi e tante pageview. L&#8217;altra faccia della medaglia però sono blog molto utili per raccogliere pubblicità ma che riportano semplicemente contenuti qua e là senza creare davvero qualcosa di originale. Le frequenze di posting sono altissime, per massimizzare i flussi da motori di ricerca, il multiautore necessario. Da cui segue che Blogo ha forse il maggiore rischio di cadere nel circolo vizioso dell&#8217;editoria tradizionale, che massimizza la pubblicità perdendo sull&#8217;originalità. Ovviamente è una considerazione media che non intacca l&#8217;alto valore dei blog che sono la punta di diamante del network. Ma anche qui, se il lavoro è ottimo di certo in partenza si tratta di tematiche &#8220;di massa&#8221;.</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 9/10</strong></p>
<p align="justify"><a href="http://www.oneblog.it">Oneblog</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> i ragazzi di HTML.it hanno avuto un&#8217;ottima idea. Negli anni sono riusciti ad addensare attorno alla loro attività editoriale un&#8217;expertise incredibile. Riversare questa esperienza e competenza su un blog network è stata una gran cosa. Mi piace molto come i blog vengono gestiti, il capitale umano che hanno a disposizione.</p>
<p align="justify"><em>Cosa cambierei:</em> Oneblog ha tutto quello che hanno i concorrenti più forti. La prima cosa che cambierei è la capacità di osare di più su terreni nuovi, provando con blog un po&#8217; più particolari e personalistici, cambiando la homepage (per cui valgono le stesse considerazioni di soloblog). In generale il punto di partenza è impacchettare in modo più originale rispetto alla concorrenza l&#8217;ottimo contenuto che c&#8217;é già. In definitiva: &#8220;seguendo qualcuno non arriverai mai primo&#8221;.</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 8,5/10</strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Soloblog, Communicagroup, BlogNation</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 04:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Case Study]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Continuano le mie riflessioni sui blog network italiani. Oggi tocca a Soloblog, Communicagroup e Blog Nation.<span id="more-26"></span></p>
<p align="justify"><a href="http://www.soloblog.it/">Soloblog</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> fanno il loro lavoro, con professionalità. I contenuti sono pubblicati con una frequenza non eccessiva ma neppure troppo blanda. Coprono tutti gli argomenti più importanti. Il network è giovane (maggio 2007) e sicuramente in un anno ha lavorato bene, considerando il numero di blog attivi. E&#8217; un calssico blog network, nella sua interpretazione tematica.</p>
<p align="justify"><em>Cosa migliorerei:</em> Se quello che fa lo fa bene, quello che fa non è neppure troppo originale. Sembra il classico clone di un blog network standard. D&#8217;accordo, la competizione fra blog network si fa sui contenuti, eppure non riesco ad essere convinto. Perché dovrei leggere il blog di motori di soloblog piuttosto che quello di blogo? Mi sembra che la l&#8217;idea alla base sia la stessa: creare una sorta di rivista online ottimizzata per fare tanti accessi e quindi massimizzare la pubblicità. Va bene. Lo fanno anche bene. Ma lo fanno insieme a tantissimi altri. Inoltre la grafica non mi dispiace, perché amo il minimalismo, eppure si potrebbe migliorare per renderla un attimo più accattivante. La sidebar la riprogetterei, mi sembra un&#8217;accozzaglia di cose messe lì senza pianificazione. E per l&#8217;homepage: sarebbe carino ringraziare l&#8217;autore di 11feeds, <a href="http://e.leven.com.ar/11feeds/">Diego Gonzales</a>, che ha inventato quello schema e rilascia il codice open source. Mi sembra molto molto uguale a quello di Diego per pensare ad un &#8220;caso&#8221; di sviluppo indipendente da qualsiasi ispirazione.</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 8/10 </strong></p>
<p align="justify"><a href="http://communicagroup.libero.it/">Communicagroup</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> I temi trattati. I blog non sono i classici calcio, tette, auto. Ci sono blog dedicati ad argomenti &#8220;tradizionali&#8221;, e blog originali come <a href="http://marketingfieristico.libero.it/">Marketing Fieristico</a>. Lo sforzo di essere completi si evince anche dalla presenza di blog personali come <a href="http://marketingfieristico.libero.it/">Lubrano Risponde</a>. La grafica non è standard ed è pensata per le esigenze del singolo blog in modo intelligente e gradevole, si vede che dietro c&#8217;é qualcosa di fresco come <a href="http://www.borderzero.it/">Border Zero</a>. Complimenti a Luca Ajroldi e alla redazione.</p>
<p align="justify"><em>Cosa migliorerei:</em> davvero poco. Penserei a qualche altro acquisto autorevole, magari qualche bloggante famoso, per dare più visibilità al progetto. Il network è un prodotto di ottimo livello, ma appare troppo isolato dalla blogosfera, secondo me andrebbe pubblicizzato meglio sempre evitando di farlo diventare una directory di contenuti di massa. Qualche ritocchino lo farei sulla homepage, perché non sono un grande fan di queste home stile vecchio giornale online.Mi butterei sul social e sul 2.0 (integrando funzioni <em>digg-like</em> per esempio).</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 9,5/10</strong></p>
<p align="justify"><a href="http://www.blognation.it/">BlogNation</a></p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> la sua capacità di restare fedele a sé stesso negli anni. Nasce come network di low-profile e resta tale. Resistendo alle tentazioni di annettere blog guardando al numero delle visite o di capitalizzare con pubblicità massiva. E&#8217; quello che dice di essere: un server che ospità qualità. Il suo è un ruolo essenziale, perché i criteri che utilizza sono diversi dagli altri blog network, non pensa ad accessi e pubblicità. Forse il rischio è che diventi arbitrario, ma è comunque poco rispetto al beneficio di uno spazio che tutela blogger prima ancora che incassi. Insomma: mi piace il metodo. Come tutte le cose gestite in modo abbastanza arbitrario (ogni riferimento a BlogBabel non è casuale), attira antipatie e simpatie. Però il metodo mi pare l&#8217;unico in grado di garantire alcune nicchie contro la massificazione. Ancora una volta il focus è sul metodo. Il risultato è giudicabile sotto diversi profili non tutti concordi.</p>
<p align="justify"><em>Cosa cambierei:</em> se certe cose pertengono al circolo vizioso che spinge verso il basso i contenuti per massimizzare le visite, non è detto che si debba necessariamente sposare l&#8217;estremo opposto, cioé l&#8217;assenza totale di alcune logiche. Mi riferisco in primis al networking. Cambierei non tanto la homepage, che adoro, quanto la natura di Blog Nation. Lo renderei più simile a simplicissimus ma con un meccanismo di cooptazione totalmente ad invito da parte del network (ovviamente auspico il meccanismo in sé, non il prodotto finale, quindi questo ragionamento prescinde dai singoli blog ospitati). Renderei più presente la dimensione del network con funzioni social e di agregazione dei contenuti (ovviamente atematica), ma senza trasformarlo in un mostro che si pappa l&#8217;identità del singolo blog. Insomma: ok il <em>low profile</em>, ma al momento si può alzare un po&#8217; il tiro sempre restando alla fine nel <em>low profile</em>.</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 8/10 </strong></p>
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		<title>Blogolandia, Simplicissimus e Blogcenter</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 04:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Case Study]]></category>

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<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><a href="http://www.blogolandia.it">Blogolandia</a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> L&#8217;idea di un network di urban blog è vincente. Mi sembra l&#8217;applicazione più stabile in ottica di pubblicità. La grafica è curata, i blog funzionano mediamente bene. Il network nasce da un&#8217;idea di <a href="http://www.boraso.com/">Boraso</a> che mi sembra abbastanza dinamica come realtà. Ho avuto modo di scambiare due email con <a href="http://www.linkedin.com/in/rudybandiera">Rudy Bandiera</a>, il Content Manager di Blogolandia, e mi ha fatto una buona impressione.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Cosa migliorerei:</em> Se l&#8217;idea del network di urban blog è vincente, contemporaneamente non è freschissima. Questo implica che lo sforzo deve sempre essere volto alla differenziazione. Una delle integrazioni più interessanti potrebbe essere quella (ovvia) con i servizi simil-Google Maps. Si potrebbero studiare interfacce di blogging ad hoc, che al momento non esistono da nessuna parte. Soprattutto l&#8217;homepage potrebbe aggregare i contenuti in questo modo. Inoltre la funzione di aggregazione territoriale è molto praticata spesso sui social network. Ed è proprio qui che per gli urban blog, più che per i blog tematici/personalistici, si possono realizzare integrazioni importanti. Inoltre punterei a realizzare partnership con i media tradizionali radicati sul territorio, questo per migliorare la qualità dei contenuti di prima mano e ridurre al minio il rischio di far diventare i blog territoriali dei meri contenitori di notizie prodotte da altri. Senza aggiunta di spunti originali.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 8/10</strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><a href="http://blogs.simplicissimus.it/">Simplicissimus</a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace</em>: l&#8217;idea che sta dietro Simplicissimus è semplicemente grandiosa. E&#8217; un blog network davvero innovativo. Perché? Perché mentre tutti gli altri blog network adoperano un approccio editoriale che assimila il blog network ad una rivista, la blog farm di Simplicissimus usa un approccio da editore di libri. In poche parole Simplicissimus è l&#8217;espressione dell&#8217;editore che pubblica un autore. Esattamente come per un libro. Solo che si tratta di un blog. Questo è estremamente innovativo, considerando soprattutto che l&#8217;editoria italiana è molto poco dinamica. Un approccio che pagherà sicuramente ed un approccio che si vede (e si legge) immediatamente nella libertà dell&#8217;autore sul singolo blog. Il network interviene come garante della qualità e prestatore di servizi &#8220;editoriali&#8221;. Come ogni buon network però, occorre accoppiare la giusta soluzione pubblicitaria. E qui Simplicissimus resta coerente offrendo <a href="http://www.metafora.it/">Metafora</a>. Che dire. La mia personale Standing Ovation ad <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/">Antonio Tombolini</a>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Cosa migliorerei:</em> quello su cui focalizzerei la mia attenzione, è l&#8217;aspetto del network. Se è vero che amo l&#8217;approccio unico che la Simplicissimus Blog Farm riserva ad i suoi blog, è anche vero che un blog non è un libro. E&#8217; simile. La grossa differenza sta proprio nella possibilità di <em>mashupping</em> dei contenuti. Insisterei quindi sulla dimensione network, sistemando la homepage e pensando a qualcosa di un attimino più visibile (ma non troppo) sui singoli blog che possa essere occasione per visitare gli altri.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 9,5/10 </strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><a href="http://www.blogcenter.net/">Blogcenter</a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Cosa mi piace:</em> <a href="http://www.fogliata.net/">Tiziano Fogliata</a>. E&#8217; un professionista che seguo pur non conoscendolo di persona, ma stimandolo per quello che scrive e per come lo scrive. E poi c&#8217;é <a href="http://www.lucaconti.it/">Luca Conti</a>, un mostro sacro della blogosfera italiana. La loro unione nel progetto promette grandi cose.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Cosa migliorerei:</em> Di fatto il risultato mi sembra poco rilevante. In primo luogo perché il network non si distingue per particolari sforzi innovativi né dal punto di vista grafico, né per quanto riguarda la presentazione e l&#8217;organizzazione dei contenuti. Ma soprattutto mi lascia perplesso che sia Tiziano a scrivire su tutti blog. E&#8217; l&#8217;unico caso in cui il principale autore (se non l&#8217;unico) di tutti e 5 i blog sia la stessa persona. Questo può voler dire ricorso a <em>ghost writer</em> oppure che al momento blogcenter non ha trovato collaboratori. Ma può un network con certi numeri (e certi nomi) non trovare collaboratori validi? E&#8217; strano. Che sia una strategia voluta? Me ne sfugge la <em>ratio</em>. Ad ogni modo diversificherei meglio i blog, per iniziare. E poi gli darei una nuova veste grafica. Così com&#8217;é sembra solo un&#8217;operazione commerciale nel senso di massimizzare la pubblicità in stile <em>codalunga-pensiero</em>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Il mio giudizio: 5,5/10 </strong></p>
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		<title>I Blog Network Italiani &#8211; Parte IV</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 23:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Web Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Case Study]]></category>

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<h3 align="justify">Quanto vale un singolo blog del network?</h3>
<p align="justify">Aggregando le due dimensioni sopra riportate (personalizzazione/tematicità e federazione/confederazione) troviamo un indice che misura la sostituibilità del singolo blog del network. L&#8217;idea è quella di misurare l&#8217;importanza del singolo blog del network in relazione al suo potere contrattuale rispetto al network stesso. Ovviamente il potere contrattuale di un blog rispetto al network non è l&#8217;unico parametro per misurare il valore di un singolo blog. Inoltre esso dipende da un lato da altri parametri non considerati (accessi, strategicità rispetto ai piani editoriali e di business, ecc.) dall&#8217;altro da un parametro soggettivo che concerne la capacità di esercitare il (e quindi di essere consapevoli del) proprio peso contrattuale. La misura che andiamo a vedere noi riguarda piuttosto un indice di sostituibilità del singolo blog che fotografa una sorta di condizione media di partenza. Ciò vuol dire che ad esempio mediamente un blog (indipendentemente quindi dal tema trattato o dall&#8217;autore) è più sostituibile (e quindi meno indipendente) sul network A piuttosto che sul network B.</p>
<p><img src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/06/img31.png" alt="img31.png" /></p>
<p align="justify">Incrociando le dimensioni si ottiene il grafico sopra. La prima cosa che si nota è un intero quadrante vuoto. Questo ci dice che il modello di blog tematico inserito in un contesto confederativo non è utilizzato da nessuno dei blog network. Viceversa il modello blog tematico in un contesto federativo è il più utilizzato. Segue l&#8217;ibrido di un blog a forte personalizzazione in un contesto federativo e l&#8217;opzione minoritaria di un blog a forte personalizzazione in un contesto confederativo. La bisettrice del centro indica il continuum della sostituibilità: l&#8217;estremo di minima sostituibilità si avrà ovviamente nel caso di un blog a forte personalizzazione in un contesto confederativo, ed il massimo di sostituibilità si avrà nel caso opposto di un blog a forte tematicità in un contesto spiccatamente federativo. Tracciando le perpendicolari alla bisettrice che passano per le coordinate dei punti rappresentativi delle posizioni dei BN, avremo una sorta di classifica della sostituibilità.</p>
<p align="justify">I BN risultano così ordinati (da quello con il blog meno sostituibile a quello con il blog più sostituibile): Simplicissimus e Blog Nation vicini al minimo grado di sostituibilità; Nova 100 e Bloglist Prossimi allo 0, cioé con un grado di sostituibilità intermedio; Communica Group, Blogcenter, ISay, Oneblog e Blogo (questi ultimi due sempre insieme, sono molto simili per modello) con un livello alto di sostituibilità; ed infine Blogolandia, Soloblog e Blogosfere con il massimo grado di sostituibilità. Il continuum della sostituibilità che va da Simplicissimus a Blogosfere è comunque una misura media. Come ho ricordato sopra non è la misura della reale sostituibilità del singolo blog, perché una simile valutazione non potrebbe prescindere dalle caratteristiche peculiari del blog, quindi non è possibile un discorso generico. La sostituibilità qui presentata è più un indicatore medio che misura la soglia media di sostituibilità di partenza dei singoli blog dei network considerati.</p>
<p align="justify">In questo senso ci mostra come la maggior parte dei blog network, quelli degli ultimi due gruppi citati, sembrino adottare un modello di gestione vicino a quello delle logiche editoriali tradizionali degli old media. I singoli blog del network vengono concepiti come parti di un progetto editoriale che lascia molto potere decisionale nelle mani del network. Questo se da un lato aiuta il network ad adottare politiche di crescita efficaci, dall&#8217;altro espone i blog network alle stesse potenziali malattie dell&#8217;editoria tradizionale, in particolare le ingerenze pubblicitarie veicolate attraverso la forte sproporzione di partenza fra singolo blog e il network (che ricalca quella fra autore ed editore degli old media). Un network a forte sostituibilità è strutturato in partenza (nella pratica ripeto, va considerato caso per caso) per ingerire sull&#8217;attività dei singoli blog. Perché ha un forte potere contrattuale legato al fatto che può permettersi di fare a meno del singolo blogger, che quindi può potenzialmente trovarsi a dover scegliere fra adeguarsi o cessare l&#8217;attività.</p>
<p align="justify">Ovviamente si tratta di considerazioni strutturali e generiche: i BN sono fatti di persone, e le persone scelgono e discutono. La potenzialità non si traduce per forza in atto. Un editore sceglie come gestire e se ingerire. Il punto però è che il blog network pur portando con sé la promessa di un nuovo modello editoriale, di fatto nella maggioranza dei casi, replica sul web modelli editoriali che puntualmente nel corso del proprio sviluppo hanno presentato quei problemi da cui il blog network vorrebbe considerarsi immune. Questo mi sembra significativo. Che poi la potenzialità del pericolo non si traduca in atto, ce lo auguriamo tutti. Ma è pur vero che senza bisogno di citare il famoso esempio del fiume in piena di Machiavelli, sono d&#8217;accordo con lui quando sostiene che solo l&#8217;ingegno dispiegato a tempo debito può contrastare le fluttuazioni della sorte. Le persone vanno e vengono, le strutture di solito sono più longeve, impostarle in un dato modo dalle fondamenta è necessario se si vuole davvero impedire che sorgano i tradizionali vizi strutturali. Quindi mi sento di concludere che senz’altro i blog network sono inflazionati. Eppure c’è ancora spazio per fare veramente nuovi blog network.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ultima parte. <a href="http://www.mushin.it/IBlogNetworkItaliani.pdf">Puoi scaricare l&#8217;intero dossier da qui</a></p>
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		<title>I Blog Network Italiani &#8211; Parte III</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 23:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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<p align="justify"><strong>Tipo di legame: Modello Federativo vs. Modello Confederativo</strong><br />
Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Una proposizione che è vera sia in filosofia che nelle scienze, che in ogni altro campo epistemologico (con qualche eccezione in campo religioso). Partendo da questo non deve sorprendere come una letteratura vasta e antica come quella sul federalismo, possa aiutarci a guardare la realtà dei BN. Saint-Simon, Kant, Montesquieu, Hamilton possono fornire utili strumenti all&#8217;analisi del tipo di legame esistente fra i blog di un network.</p>
<p>Il continuum stavolta vede ad un estremo il modello federativo e all&#8217;altro il modello confederativo. Nel primo caso i blog parte del network sono poco autonomi, nel senso che il network esercita in maniera esclusiva alcune funzioni (ad esempio la raccolta pubblicitaria o i contatti) ed ha un forte peso nella scelta dei blog da aprire, nello stile editoriale o nella grafica. Nel secondo caso, modello confederativo, i blog del network mantengono una maggiore autonomia. Il network ha funzione perlopiù di coordinamento e aggregazione dei contenuti. Non entra nel merito dello stile, spesso allarga il network per cooptazione di blog preesistenti, i contatti e la pubblicità possono essere gestiti in modo autonomo dai singoli blogger.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p><img src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/06/img2.png" alt="img2.png" /></p>
<p align="justify">Rispetto a questo continuum troviamo che la maggior parte dei BN si colloca verso il polo del modello federativo. Dalla posizione di 0 (dove non troviamo nessuno perché i due modelli tendono ad essere reciprocamente alternativi) andando verso il polo del modello federativo troviamo nell&#8217;ordine: Bloglist, un gruppo formato da ISay, Communica Group e Blogcenter, ed infine all&#8217;estremo una folta pattuglia composta da: Oneblog, Blogo, Nova, Blogolandia, Soloblog e Blogosfere. Quasi tutti i BN stanno dunque dentro questo braccio del continuum.<br />
Dall&#8217;altro lato soltanto Blog Nation e molto distante (diametralmente opposto rispetto alla pattuglia che occupa l&#8217;estremità federativa) troviamo Simplicissimus.<br />
Anche questa situazione come la precedente da&#8217; soltanto uno spaccato di come stanno le cose. Riferimenti circa l&#8217;opportunità e l&#8217;efficiacia degli approcci stessi sono impossibili per le considerazioni avanzate sopra (vedi la parte su personalizzazione/tematicità). Quello che però possiamo notare è che la quasi totalità dei BN, tra cui i più grossi in termini di accessi, optano per un modello federativo. La spiegazione è intuitiva: essendo strutturati come vere e proprie attività commerciali, questi BN vedono un forte ruolo del network rispetto ai singoli blog. Questo forte ruolo si traduce nella pratica in un modello che lascia meno autonomia ai singoli blog.</p>
<p>&gt;&gt;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-CONTINUA IL 29/06/08&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;&gt;&gt;</p>
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		<title>I Blog Network Italiani &#8211; Parte II</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 23:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Seconda parte del dossier sui blog network italiani: personalizzazione vs. tematicità<span id="more-19"></span></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Personalizzazione vs. Tematicità</strong><br />
Una delle possibili categorizzazioni dei blog è la bipartizione Autore/Tema. Ci sono blog il cui punto principale è l&#8217;autore. Pensiamo ai blog personali: tanti argomenti disparati non soltanto personali, il cui comune denominatore è l&#8217;autore, la persona che navigando sul web riporta e riflette, in ultima analisi si esprime. Il secondo estremo dello spettro è la tematicità. Blog i cui contenuti rientrano strettamente in un dato (e dichiarato) ambito. In realtà si tratta &#8211; come tutte le categorizzazioni &#8211; di generalizzazioni: nella realtà è spesso inscindibile il nesso fra tematicità e personalizzazione del blog, lo stesso tema trattato da due blogger differenti assume connotazioni radicalmente diverse.<br />
In questa fase dello studio valuterò gli equilibri peculiari del mix autore-tema che ogni blog network ha scelto di porre in essere sui propri blog. I parametri che ho osservato sono: a) l&#8217;indicazione esplicita dell&#8217;autore, b) Presenza di più autori (dichiarati), c) un autore associato a più blog, d) tematicità del blog, e) criterio di categorizzazione dei blog del network, f) presenza di una pagina di informazioni sull&#8217;autore.</p>
<p align="justify">Per ogni parametro si è valutato a partire dalle informazioni pubbliche. E&#8217; così possibile ad esempio che blog dichiaratamente con un solo autore abbiano in realtà dietro più autori (ci troveremo nel caso del ricorso a ghost writer).La tematicità del blog si desume spesso dal nome stesso del blog e comunque dalle sue categorie. Il criterio di categorizzazione dei blog è desumibile dalle barre di aggregazione del network eventualmente presenti sui singoli blog. Per ciascuno dei parametri ho attribuito un punteggio di -1 se complessivamente il risultato pendeva verso la personalizzazione, +1 se verso la tematicità, 0 per le situazioni intermedie. Quindi, lo spettro che segue è uno spettro indicativo e di massima. Ma adatto allo scopo.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p><img src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/06/img1.png" alt="IMG1" /></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Dall&#8217;analisi della prima dimensione (fig.1) vediamo immediatamente che il braccio della tematicità è più corto. Questo è spiegabile secondo me considerando la natura stessa del blog. Questo è infatti uno strumento che necessariamente è costruito attorno alla persona o alle persone che scrivono. Il ruolo del blogger può essere mitigato e molto compresso (attraverso il ricorso al multiautore o ai ghost writer) eppure il blog si presta per natura più all&#8217;esasperazione della personalizzazione (infatti il braccio relativo a questa è più lungo) che alla tematicità, che nella sua versione massima è considerata come tendente alla spersonalizzazione del blog.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Pur non entrando nel dettaglio dei criteri e delle dimensioni analizzate, la comparazione resta fedele circa la fotografia delle posizioni dei BN reciproche. In altre parole lo scopo della comparazione non è quello di attribuire un valore assoluto ad ogni network in relazione ad una scala di parametri. I voti attribuiti sono serviti solo a costruire un impianto relativo in cui osservare la posizione di un network rispetto agli altri. In questo senso vediamo che al punto 0, in cui il mix tematicità/personalizzazione è 50-50, si collocano Communica Group, Blogo e Oneblog. Andando verso l&#8217;accentuazione della tematicità troviamo nell&#8217;ordine un primo gruppo composto da Blogolandia e Blogcenter, un secondo cluster formato da eblog-network, ISay e Soloblog ed infine solitario all&#8217;estremo massimo della tematicità, Blogosfere.<br />
Dall&#8217;altra parte gli spazi sono meno affollati, abbiamo 4 network distanziati contro i 6 che affollano l&#8217;area della tematicità. Sul braccio della personalizzazione però le distanze si fanno maggiori. Così troviamo un network per posizione, senza affollamenti. Nell&#8217;ordine: Bloglist, Simplicissimus, Blog Nation e molto in la Nova 100.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Alcune considerazioni.</em> La prima riguarda un errore da evitare. Ovviamente la fotografia delle cose è un&#8217;esemplificazione. Non presuppone in alcun modo il mix giusto di tematicità/personalizzazione. Non da&#8217; alcun giudizio di merito sui mix scelti dai network. Lo scopo è solo di mostrare nella realtà le differenti interpretazioni della coda lunga. Se un mix è opportuno o meno lo dicono in ultima analisi i dati sull&#8217;affluenza di lettori e di (eventuali) introiti (in assenza di strumenti più affidabili di misurazione del gradimento dei lettori). Se un mix è giusto o meno è impossibile da giudicare senza conoscere i piani strategici di sviluppo ed editoriali di ogni singolo network. Così ad esempio la presenza di Blogo al punto 0 può significare che voglia tendere a bilanciare pariteticamente i due aspetti, oppure che non ha una politica consapevole sul punto. Quindi la sua posizione al punto 0 può essere frutto di una scelta, oppure di una non-scelta. Solo Blogo lo sa. Noi però possiamo farci un&#8217;idea.<br />
La seconda considerazione riguarda il Sole 24 Ore. A differenza degli altri gruppi editoriali tradizionali, il Sole 24 Ore (volutamente) ha Nova 100 (estremo della personalizzazione) e un piede in Blogosfere (estremo della tematicità). E&#8217; un approccio diverso rispetto a chi tenta di bilanciare pariteticamente le due dimensioni (e staziona al punto 0).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Insomma, la domanda è: meglio personalizzare o tematizzare? Al punto 0 la risposta di Blogo e compagnia sembra essere &#8220;massimizziamo entrambi nello stesso mix&#8221;. La risposta che sembra essersi dato il Sole 24 Ore è &#8220;facciamo l&#8217;uno e l&#8217;altro&#8221;. Cosa funziona meglio? Un unico piatto con entrambi gli ingredienti in misura uguale, o due piatti distinti? Accontentare tutti significa non accontentare nessuno? Non sono domande banali e le diverse risposte che abbiamo evidenziato sottolineano l&#8217;importanza di una strategia dietro. L&#8217;efficacia della strategia si misura attraverso la congruità dei risultati ottenuti con i risultati attesi. Avrebbe poco senso giudicare attraverso la comparazione con i diretti avversari, perché i dati sono difficilmente comparabili.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">In realtà come ho detto sopra, il vero errore è concepire tematizzazione e personalizzazione come antitetici. Il punto strategico (che quindi comporta una scelta fra più opzioni tutte potenzialmente giuste o sbagliate) è il mix da scegliere (rispetto ai propri obiettivi). Personalizzazione e Tematicità sono le due gambe su cui cammina un blog. Solo l&#8217;equilibrio e l&#8217;armonia fra le due gambe genera una camminata spedita. Altrimenti si zoppica.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&gt;&gt;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-CONTINUA IL 28/06/08&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;&gt;&gt;</p>
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		<title>I Blog Network Italiani &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 15:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Web Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Case Study]]></category>

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<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">Introduzione</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">In principio fu <a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=The_Long_Tail&amp;oldid=221726407">The Long Tail</a> di <a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Chris_Anderson_(writer)&amp;oldid=212070819">Chris Anderson</a>. Libro che porta in auge (senza inventare nulla in realtà) i vantaggi della diversificazione dinamica del prodotto. Il buon Chris ha portato un po&#8217; ovunque (Italia compresa) la sillogistica conclusione che bloggare in network è meglio. Intuitivamente il perché è comprensibile, la coda lunga ha aggiunto un po&#8217; di concretezza concettuale all&#8217;intuizione.<br />
Le economie di scala di un blog network dovrebbero, in questa visione, essere la chiave di volta per fare del blogging un&#8217;attività editoriale redditizia, dove per redditizia si intende danarosa.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Il blog network sta all&#8217;advertising online come un odierno quotidiano sta agli inserzionisti pubblicitari. Da un lato gli ovvi vantaggi in termini di accessi e quindi di lettori (per quello che siamo in grado di misurare con questo termine), se vogliamo il presupposto quantitativo della questione, dall&#8217;altro lato una possibilità teoricamente infinita di dare spazio e voce sul network a qualsiasi argomento, rivolgendosi a target diversi e realizzando quel passaggio da &#8220;mercato di massa a massa di mercati&#8221; che dovrebbe essere l&#8217;eldorado di ogni attività che si sostenta con l&#8217;inserzionismo pubblicitario.<br />
Ed ecco allora che i più intraprendenti e lungimiranti salgono di corsa sulla barca del blog network, e anche in Italia assistiamo ad un proliferare del fenomeno.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ok. E&#8217; tutto oro quello che luccica? Il mercato è saturo? Ci sono troppi blog network? E&#8217; solo un&#8217;altra bolla o si guadagna davvero?<br />
Lo scopo di questo dossier è di valutare comparativamente i blog network italiani più rappresentativi al fine di trarre alcune conclusioni su come il principio della federazione di blog viene implementato nella pratica, e le conseguenze in termini di vantaggi o meno.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">Cos&#8217;é un Blog Network (BN)?</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Lo studio ha coinvolto quelli che considero i maggiori blog network italiani, sia per risultati acquisiti che per potenzialità. Ovviamente il primo ostacolo che si para davanti è la definizione di blog network. Non è una questione irrilevante, e purtroppo come la maggior parte dei fenomeni nati sul web, si sente la mancanza di una chiara definizione concettuale. Cosa intendo dunque per blog network?</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">La prima dimensione presente in un blog network è l&#8217;aspetto aggregativo. Un blog network è un insieme di blog, ma è un insieme particolare, infatti è un insieme il cui valore è maggiore della mera somma del valore individuale delle parti che lo compongono. Il concetto non ha nulla di sconvolgente: il blog network è ben più della somma di x blog. Come vedremo esistono diverse modalità di realizzazione di questa unione fra blog, ma tutte hanno in comune la capacità di apportare del valore aggiunto oltre il valore apportato da ogni singolo blog. Il secondo prerequisito è l&#8217;apertura selettiva. Non tutti possono affiliarsi ad un blog network. Occorre in generale che il blog venga approvato e sia quindi in linea con i piani di sviluppo editoriale del network. Questo differenzia un blog network da un servizio di blogging free online (come blogger.com o wordpress.com) che genera comunque valore aggiunto attraverso la community costruita attorno agli affiliati-blogganti, ma che non ha sostanzialmente un piano editoriale dietro.<br />
Quindi ricapitolando la definizione di blog network che avanzo nel presente lavoro:</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Un blog network è un progetto editoriale realizzato attraverso la pubblicazione di almeno due blog, il quale progetto è ad apertura selettiva e realizza un valore aggiunto attraverso il networking dei suoi blog che è maggiore della somma dei valori dei singoli blog.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ovviamente si tratta (volutamente) di una definizione minima. Questa definizione minima ha il vantaggio di non affrontare nel dettaglio la questione della natura di un blog network, che inevitabilmente diventa una discussione quasi ontologica sul blogging. A mio avviso sarebbe una discussione marginale per quanto riguarda i fini di questo lavoro, ed insensata perché a certezza di divenire estremamente soggettiva ed arbitraria e dunque di non pervenire a nulla. Io mi accontento di una definizione operativa di blog estrapolata appunto dall&#8217;esperienza quotidiana (come un blog funziona nella realtà) e condensata in una definizione minima (che consente di avere una definizione e quindi di intenderci sull&#8217;oggetto del discorso, senza avere la pretesa di farne una questione definitiva).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">I BN Italiani</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">I blog network che ho confrontato in questo piccolo studio sono: <a href="http://www.blogolandia.it/">Blogolandia</a>, <a href="http://blogs.simplicissimus.it/">Simplicissimus Blog Farm</a>, <a href="http://www.blogcenter.net/">Blogcenter</a>, <a href="http://www.soloblog.it/">Soloblog</a>, <a href="http://communicagroup.libero.it/">Communica Group</a>, <a href="http://www.blognation.it/">Blog Nation</a>, <a href="http://www.nova100.ilsole24ore.com/">Nova100</a>, <a href="http://www.blogo.it/">Blogo</a>, <a href="http://www.oneblog.it/">OneBlog</a>, <a href="http://blogosfere.it/">Blogosfere</a>, <a href="http://www.isayblog.com/">ISay</a>, <a href="http://www.eblog-network.com/">eBlog Network</a>, ed ovviamente il network di cui faccio parte: <a href="http://bloglist.it/">BlogList</a>.<br />
Le dimensioni comparate sono le seguenti:</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">1) Personalizzazione vs. Tematicità<br />
2) Tipo di Legame (Modello Federativo vs. Modello Confederativo)<br />
3) Funzione di aggregazione</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Prima di proseguire vorrei specificare che tutto quello che segue contiene un ragionamento personale di cui sono il solo ed unico responsabile, le mie considerazioni non hanno la pretesa di essere incontrovertibili e vanno prese semplicemente per quello che sono: osservazioni. Detto questo, fiato alle trombe <img src='http://webstrategist.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&gt;&gt;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;CONTINUA il 27-06-08&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&gt;&gt;</p>
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		<title>Ti Conviene Essere Parte di un Blog Network?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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<p align="justify"><strong>1. Visibilità</strong></p>
<p align="justify">Un blog network è in genere una occasione migliore di ottenere visibilità. In primo luogo perché spesso dietro un blog network si celano interessi di business e quindi il network conduce un&#8217;opera attiva di <em>auto-sponsorizzazione</em>. Poi c&#8217;é da considerare che il grosso valore aggiunto per un blogger sta negli <em>accessi incrociati</em>, cioé quelle visite che sono legate alla diretta appartenenza al network. Spesso infatti (sempre dovrebbe essere così), l&#8217;affiliazione ad un blog network comporta links/badge attraverso cui gli utenti di un blog passano a visitare un altro blog del network.</p>
<p align="justify"><strong>2. Expertise</strong></p>
<p align="justify">Essere parte di un blog network significa <em>condividere best practices</em> e avere accesso ad una mole di dati sul traffico molto più vasta e dettagliata. Questo comporta vantaggi analitici e supporto operativo di cui spesso un blog &#8220;isolato&#8221; non beneficia, o beneficia con costi d&#8217;accesso maggiori. Il blog network si prende cura di voi anche in modo attivo, attraverso la proposizione di esperimenti mirati a migliorare le vostre performances.</p>
<p align="justify"><strong>3. Pubblicità</strong></p>
<p align="justify">Per un blog network è più facile trovare pubblicità. Sia diretta che indiretta (servizi di links contestuali). Questo per motivi di scala e di(nuovo) codalungapensiero (per gli amici: <em>differenziazione dinamica</em>).</p>
<h3 align="justify">Allora Corro a Cercarmi un Blog Network?</h3>
<p align="justify">No, non dico questo. I vantaggi che sopra ho esposto, sono <em>vantaggi</em> <em>potenziali</em>. La loro effettiva realizzazione dipende innanzitutto da <em>condizioni oggettive</em>, cioé la presenza degli strumenti attraverso cui si realizzano i vantaggi descritti; e da <em>condizioni soggettive</em>, cioé la volontà e la capacità di lavorare a questi traguardi. In particolare, se stai valutando la scelta di adesione ad un blog network, considera:</p>
<p align="justify">a) Quanto il blog network sia effettivamente tale e quanto invece sia solo la riproposizione online di vecchie logiche editoriali tradizionali che lo trasformano in un giornale online impacchettato stile blog.</p>
<p align="justify">b) Quanto spazio ti lascino effettivamente: sei il solo a lavorare al blog? Quanta libertà di scrivere hai? In poche parole: quanto gli serve la tua unicità piuttosto che uno qualsiasi disposto a scrivere qualsiasi cosa sull&#8217;argomento.</p>
<p align="justify">c) Quanto ti seguono? Hai Project Manager a monitorarvi periodicamente (giornalmente)? Tutor o Content Manager che analizzano i dati e i contenuti, che ti suggeriscono migliorie, che ti stanno dietro con l&#8217;attività? Quanto sono realmente competenti? E quanto ti stanno dietro (ricorda: il troppo è come il poco: il massimo grado di correzzione/suppporto coincide in genere con il minimo grado di autonomia nello scrivere).</p>
<p align="justify">d)  Che prospettive avete? Soprattutto se il network ha fini commerciali, che cosa vi propongo sul lungo periodo?</p>
<p align="justify">Il mio consiglio è: ogni esperienza è buona. Siccome hai davvero tante opzioni parlando di blog network, <em>valuta bene la validità di una opzione rispetto ad un&#8217;altra e non rispetto alla tua idea &#8220;di quanto vali&#8221;</em>. Ho incontrato molti blogger capaci che hanno rifiutato offerte non perché ce ne fossero realmente di meglio, ma perché sono ancora lì ad aspettare che gli chiami un fantomatico editore online che gli dia massima libertà di scrittura su un argomento remunerata a 3 zeri al mese. Quanto vali devi dimostrarlo sul campo, e la remunerazione di quello che sei la devi misurare sulla base del meglio e del peggio <em>esistente</em>. Non sulla tua idea di quanto dovrebbero pagare la tua bella faccia.</p>
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