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	<title>Web Strategist &#187; Pensieri</title>
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	<description>Social Media &#38; Strategy</description>
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		<title>Diventare Insegnanti del Politecnico di Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 09:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Il MIP apre il proprio master permettendo ad un esperto senza curriculum accademico di entrare nell'advisory board. Una grande occasione per chi ha delle esperienze concrete!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2010/06/moccontestsito.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2101" title="politecnico milano business school" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2010/06/moccontestsito.jpg" alt="mip contest multichannel communication master" width="497" height="393" /></a></p>
<p>Il Corso Executive in <a title="corso multichannel communication milano" href="http://www.mip.polimi.it/go/Home/Italiano/MASTER-E-CORSI/Pegaso-Percorsi-Executive/Corso-Executive-in-Multichannel-Open-Communication" target="_blank">Multichannel Open Communication</a> del MIP (Politecnico di Milano) ha deciso di aprirsi al nuovo permettendo l&#8217;ingresso nell&#8217;Advisory Board (di cui fanno parte anche alcuni <a href="http://www.ninjamarketing.it/2010/06/14/con-mip-e-polidesign-entra-nelladvisory-board-del-corso-executive-in-multichannel-open-communication/" target="_blank">Ninja</a>, oltre che qualche <a title="luca conti blog" href="http://pandemia.info" target="_blank">caro ami</a><a title="luca conti indirizzo" href="http://pandemia.info" target="_blank">co</a>) attraverso la selezione di una Case History di rilievo.</p>
<p><a title="master multicanalità politecnico di milano borsa di studio" href="http://www.mip.polimi.it/go/Home/Italiano/MASTER-E-CORSI/Pegaso-Percorsi-Executive/Corso-Executive-in-Multichannel-Open-Communication/Contest" target="_blank">Qui trovate tutti i dettagli per il contest</a>.</p>
<p>La reputo una gran bella occasione perchè:</p>
<p>a) A contare è la sostanza, non i pezzi di carta (lauree, premi, ecc.), né l&#8217;età, né gli amici. Solo quello che avete fatto.</p>
<p>b) Il Politecnico di Milano è un&#8217;istituzione che ha un certo prestigio e soprattutto l&#8217;osservatorio Multicanalità è in mano a gente seria.</p>
<p>Per cui vi invito ad armarvi di case history – leggendo attentamente <a href="http://www.mip.polimi.it/go/Home/Italiano/MASTER-E-CORSI/Pegaso-Percorsi-Executive/Corso-Executive-in-Multichannel-Open-Communication/Contest" target="_blank">le guidelines</a> – e partecipare!</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>WebStrategist.it</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 14:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[servizio]]></category>

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		<description><![CDATA[E' nato WebStrategist. Vuole essere un luogo di discussione per professionisti attorno a temi che partono dai social media e la strategia. L'obiettivo è quello di condividere passioni e aggregare tutti coloro che come Digital Strategist, Web Strategist, Social Media Strategist vivono il web.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1974 aligncenter" title="back online" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2010/06/472889530_143f9b4d94.jpg" alt="back online" width="500" height="375" /><a href="http://www.flickr.com/photos/blegg/472889530" target="_blank"></a></p>
<p>Ritorno con un luogo &#8216;fisso&#8217; in cui condividere pensieri, dati e insights sulle mie passioni &#8216;lavorative&#8217;. Spero di costruire in questo luogo virtuale qualcosa di utile non soltanto per me. Queste due righe per dirvi che sono tornato a scrivere, anche se in questo annetto di pausa dal blog ho lavorato intensamente sui Social Media.</p>
<p>Come noterete ad un primo tour veloce ho inserito nel blog alcune cose eterodosse, oltre alla nuova grafica e UI. Ne parleremo strada facendo con calma <img src='http://webstrategist.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Foto (CC-BY) di <a href="http://www.flickr.com/photos/blegg/472889530" target="_blank">Blegg</a></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Arriva Bing, Nuovo Motore di Ricerca Microsoft</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 19:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La necessità del cosidetto web semantico nasce dal problema reale che le ricerche online restituiscono corrispondenze di keywords, non risultati sensati. Costruire un tool di ricerca in grado di generare connessioni logiche e suggerire risposte sensate non è per nulla banale. Uno dei possibili rimedi potrebbe essere quello di creare un prodotto orientato ad uno [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><p><a href="http://webstrategist.it/pensieri/arriva-bing-nuovo-motore-di-ricerca-microsoft/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify">La necessità del cosidetto web semantico nasce dal problema reale che le ricerche online restituiscono corrispondenze di keywords, non risultati sensati. Costruire un tool di ricerca in grado di generare connessioni logiche e suggerire risposte sensate non è per nulla banale. Uno dei possibili rimedi potrebbe essere quello di creare un prodotto orientato ad uno specifico settore/cluster di temi.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/3336/3598906550/sizes/m/"><img class="alignnone size-full wp-image-371" title="3598906550_418bef5cf5" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/05/3598906550_418bef5cf5.jpg" alt="3598906550_418bef5cf5" width="500" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; questo l&#8217;approccio scelto da Microsoft per il suo <a href="http://www.bing.com/ComingSoon" target="_blank">Bing</a>. Bing verrà lanciato nei prossimi giorni e si presenta come un motore di ricerca in grado di dare suggerimenti precisi su: acquisti, viaggi, salute e commercio locale. Chiaramente sarà legato al mercato americano.<span id="more-342"></span></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;approccio mi sembra sensato e corretto, ma fin dalla scelta delle aree mi sembra chiaro che Bing sia un prodotto sostanzialmente commerciale. Non sarà magari possibile scalarne le posizioni con accorgimenti SEO, ma il SEM sarà assolutamente centralizzato e gestito direttamente da Bing, secondo me. In questo modo più che un motore di ricerca sarà un personal advisor, con il sospetto che faccia più il beneficio delle aziende che acquistano spazi e affiliazioni piuttosto che dell&#8217;utente.</p>
<p style="text-align: justify">Sappiamo ancora poco di questo Bing e finora tutte <a href="http://www.microsoft.com/presspass/presskits/bing/default.mspx">le informazioni</a> diffuse sembrano studiate apposta per fomentare il buzzing più che per far comprendere le reali potenzialità del prodotto. Occorre provarlo. Per il momento la blogosfera anglofona è piena di Bing, quindi il buzzing ha funzionato.</p>
<p style="text-align: justify">Staremo a vedere.</p>
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		<title>Friendfeed, Twitter e la Coda Lunga: Qual&#8217;é la Rete che Vogliamo?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 08:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; di oggi un articolo di TechCrunch che fa il punto sulla situazione di Friendfeed. Il servizio che doveva soppiantare Twitter non decolla come dovrebbe a livello di numeri: problemi in vista? La questione mi sembra più importante: e se fosse la conferma che la Coda Lunga sia solo una bella favola? In Principio fu [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone size-full wp-image-380" title="3818411359_21b67b145c" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/04/3818411359_21b67b145c.jpg" alt="3818411359_21b67b145c" width="500" height="354" /></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; di oggi un <a href="http://www.techcrunch.com/2009/04/06/friendfeed-is-in-danger-of-becoming-the-coolest-app-no-one-uses/" target="_blank">articolo di TechCrunch</a> che fa il punto sulla situazione di <a href="http://friendfeed.com/mushin" target="_blank">Friendfeed</a>. Il servizio che doveva soppiantare <a href="http://twitter.com/mushin_" target="_blank">Twitter</a> non decolla come dovrebbe a livello di numeri: problemi in vista? La questione mi sembra più importante: e se fosse la conferma che la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Long_Tail" target="_blank">Coda Lunga</a> sia solo una bella favola?<span id="more-324"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">In Principio fu TechCrunch</h3>
<p style="text-align: justify">L&#8217;articolo di TechCrunch ha subito <a href="http://friendfeed.com/e/91362f18-24bf-f5b0-5b9d-807daa4d6210/FriendFeed-Is-In-Danger-Of-Becoming-The-Coolest/" target="_blank">mobilitato</a> il fronte di chi difende un servizio &#8211; Friendfeed &#8211; che funziona. Personalmente uso Friendfeed e lo trovo un gran bel servizio, eccettuata la sua incapacità di produrre un&#8217;interfaccia grafica rilevante e una versione mobile convincente. Il cuore del problema evidenziato dall&#8217;articolo è riassumibile in questa citazione:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://friendfeed.com/e/5f5efffd-5a49-49eb-85db-5d27ef4427d6/Twitter-is-adding-more-users-every-week-than/" target="_blank"><em>Twitter is adding more users every week than FriendFeed has in total</em></a></p>
<p style="text-align: justify">Una questione di numeri. Che non considera:</p>
<p style="text-align: justify">1. Il livello di engagement&amp;satisfaction delle rispettive community.</p>
<p style="text-align: justify">2. Come Facebook abbia deciso di copiare completamente l&#8217;interfaccia di Friendfeed nella sua lotta contro Twitter.</p>
<p style="text-align: justify">3. Come quasi tutti gli utenti di Friendfeed usino Twitter proprio attraverso Friendfeed.</p>
<p style="text-align: justify">Non credo che a TechCrunch si augurino la chiusura di Friendfeed, ma trovo rilevante il loro articolo per un motivo che va oltre Friendfeed: <em>il futuro della Coda Lunga.</em></p>
<h3 style="text-align: justify">La Coda Lunga non Funziona?</h3>
<p style="text-align: justify">Un problema di numeri è un tradizionale problema di numeri. Il vero problema diventa quando una tradizionale questione di numeri si trasforma in una questione di business model. Suggerire che Friendfeed sia peggiore di Twitter perché non ne ha i numeri, significa negare la possibilità di un modello basato sulla Coda Lunga, significa dire che <em>l&#8217;importante è avere mercato di massa, non massa di mercati</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Se per ipotesi Friendfeed restasse di questa taglia, forse sarebbe un flop? Forse sarebbe un cattivo servizio? Di certo la risposta deve tenere conto dei costi e degli obiettivi di Friedfeed, ma non credo che la questione sull&#8217;utilità di Friendfeed sia legata a &#8220;quanti utenti usano friedfeed&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">I modelli di business basati sulla massa sono quelli tradizionali. E sul lungo periodo nessuno ha dimostrato che funzionino sul web: Youtube, Facebook e Twitter ne sono esempi. <em>Eppure si continua a pensare che senza massa non c&#8217;é valore</em>.</p>
<h3 style="text-align: justify">Twitter l&#8217;Ammazza Qualità?</h3>
<p style="text-align: justify">Non ho antipatia per Twitter, che uso e che mi piace. Ma è un dato di fatto che esistano servizi migliori. Il primo era <a href="http://jaiku.com" target="_blank">Jaiku</a>, in agonia perché non è riuscito a reggere i numeri di Twitter. Eppure permetteva di fare tutto quello che il primo Friendfeed faceva. Adesso il paragone con Friendfeed, che pur avendo pianificato prima la strategia d&#8217;attacco a Twitter si trova a dover fare i conti con il fatto che a crescere in maniera vertiginosa non è la sua base ma sempre quella di Twitter. Sembra una vera febbre da Twitter che fa fuori tutti gli sfidanti anche se offrono un servizio superiore.</p>
<h3 style="text-align: justify">Prima che &#8220;Dove Stiamo Andando&#8221;, Conta &#8220;Dove Vogliamo Andare&#8221;.</h3>
<p style="text-align: justify">Alla fine della giornata dobbiamo sempre fare i conti con la moneta. Friendfeed costa e al momento non ha revenue. Questo tipo di servizi puntano alla massa perché contano di impressionare con i numeri i mercati del soldo a scrocco, sopravvivendo mentre pensano a quale business model adottare.</p>
<p style="text-align: justify">Eppure, nonostante questo atteggiamento sia biasimato, è anche vero che questo meccanismo ha permesso a realtà che hanno rivoluzionato il web e non solo, come Google, Facebook &amp; Co di esistere. Se fosse sempre e solo una questione di business model a priori, ci troveremmo pure senza web. <em>L&#8217;innovazione radicale non può che nascere dal caso</em>, <em>l&#8217;azzardo è spesso la strategia migliore per generare il nuovo</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Dobbiamo emanciparci dalla massa. Il secolo XX è stato il secolo delle masse: partiti di massa, consumo di massa, produzione di massa. La rete non soltanto ha mostrato come anche la più grande  delle nostre masse indifferenziate sia relativamente una minoranza, ma soprattutto ha reso <em>possibile</em> la coesistenza di quella &#8220;massa di masse&#8221; che sono le nicchie. Il modello della Coda Lunga non è più solo una teoria, diventa<em> implementabile</em>. Questo è il nuovo.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;ostacolo più grande è culturale, l&#8217;ostacolo più grande è l&#8217;impostazione di partenza ancora troppo tradizionale, così miope che per vedere valore (economico o sociale) ha bisogno di un oggetto enorme come la massa. La rete è più grande della massa. E più ricca.</p>
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		<item>
		<title>Il Problema dell&#8217;Editoria Online è l&#8217;Approccio.</title>
		<link>http://webstrategist.it/pensieri/il-problema-delleditoria-online-e-lapproccio/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico una email da parte di R.M., che ha il merito di riflettere su alcuni punti importanti, da addetto ai lavori. Segue la mia riflessione: vorrei provare a ribaltare questi problemi con cui ogni giorno ci dobbiamo confrontare, guardandoli da una prospettiva diversa. [...] credo che questo sistema di valutazione del traffico di un sito [...]
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<p style="text-align: justify">Pubblico una email da parte di R.M., che ha il merito di riflettere su alcuni punti importanti, da addetto ai lavori. Segue la mia riflessione: vorrei provare a ribaltare questi problemi con cui ogni giorno ci dobbiamo confrontare, guardandoli da una prospettiva diversa.</p>
<p style="text-align: justify"><em>[...] credo che questo sistema di valutazione del traffico di un sito sia malfatto e anche un pò malato. Quasi tre quarti del traffico che un sito genera viene da google e referring site, il che significa che buona parte di un sito ha un traffico facilmente falsificabile tramite articoli e tag più &#8220;cercate&#8221;. Tanto per fare un esempio: facciamo tantissime visite con persone che cercano su google &#8220;mutandine&#8221;.  Francamente penso che questo sistema va completamente rivisto, altrimenti si premiano i siti più fessi, quelli di novità d&#8217;acquisto, di prodotti, di gossip, di pseudoporno (vedi la colonna destra di repubblica), eccetera eccetera. Se il sistema continua a funzionare così non produrra mai un giornalismo di qualità, e difficilmente può produrre conoscenza e cultura. Perchè, come sempre più spesso accade, i migliori siti non riescono a produrre sufficiente traffico ed economia per riuscire a stare in piedi. </em></p>
<p><span id="more-316"></span></p>
<p style="text-align: justify">Condivido nella sostanza la riflessione di R.M., così come credo la condividano quasi tutti quelli che lavorano nel campo dell&#8217;editoria online. Ritengo che il punto centrale sia essenzialmente riassumibile come:</p>
<p style="text-align: justify"><em>Il sostentamento per chi fa editoria solitamente viene dai lettori. L&#8217;editoria online assomiglia quasi sempre alle freepress per modello di business: la testata offre informazioni ai lettori gratuitamente, gli inserzionisti pagano la testata per poter arrivare ai lettori.</em></p>
<p style="text-align: justify">Il problema è che questo meccanismo genera nei fatti un loop perverso che spinge in alto i prodotti ottimizzati per le macchine, che ottengono quindi un alto numero di visite ma di bassa qualità (altissima frequenza di rimbalzo, poco tempo sul sito e numero di pagine per visita basso).</p>
<h3 style="text-align: justify">E&#8217; fatto male il calcolo del traffico?</h3>
<p style="text-align: justify">L&#8217;analisi dei lettori di una testata online è molto più precisa della stessa relativa ad una testata tradizionale. Al di là del gretto numero di accessi, siamo in grado di sapere del lettore molte altre cose, che esprimono il suo livello di interazione con i contenuti (cosa cattura la sua attenzione, in che successione, per quanto tempo, ecc.). <strong>Il primo problema non sta tanto nel calcolo del traffico, ma nel comportamento degli inserzionisti che preferiscono pagare per raggiungere un&#8217;audience ipotetica come quella basata sulla tiratura dei giornali o sull&#8217;auditel.</strong> E&#8217; un problema culturale, fomentato dall&#8217;ignoranza, soprattutto italiana, circa l&#8217;utilizzo di un media come internet che dovremmo ormai smettere di chiamare &#8220;nuovo&#8221;.</p>
<h3 style="text-align: justify">Che significa arrivare ai lettori?</h3>
<p style="text-align: justify">&#8220;Arrivare ai lettori&#8221; nell&#8217;editoria tradizionale significa piazzare sotto gli occhi del lettore delle informazioni, senza possibilità di ricevere feedback né di monitorare l&#8217;efficacia dell&#8217;inserzione a livello di raggiungimento degli scopi dell&#8217;inserzione stessa. L&#8217;advertising online offre all&#8217;inserzionista una gamma di possibilità ricca ed in costante evoluzione. Una gamma che pochi sanno usare efficacemente. Il mercato dell&#8217;advertising online è molto immaturo, perché continua ad essere una copia digitale delle logiche pubblicitarie tradizionali, almeno nell&#8217;approccio dell&#8217;advertiser. L&#8217;editoria online impone un cambio di prospettiva per poter &#8220;arrivare ai lettori&#8221;, e se questo cambio di prospettiva viene fatto, ecco che si aprono nuove ed inimmaginabili possibilità per la pubblicità. <strong>Problema numero due: l&#8217;advertiser continua a concepire la pubblicità come una questione di spazi e di vista/click, senza comprendere la potenzialità che internet offre in quanto a tracciabilità delle conversazioni.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify">Il cuore del problema dell&#8217;editoria &#8220;nuova&#8221; è un problema dell&#8217;editoria &#8220;vecchia&#8221;</h3>
<p style="text-align: justify">Fin qui i problemi che che ho considerato, ci sono ma sono a mio avviso destinati a scomparire nel tempo, seguendo il ricambio generazionale (e quindi in Italia saremo gli ultimi) l&#8217;abitudine alle dinamiche del web (interiorizzazione) renderà sempre più performante (cioé efficace ed efficiente) l&#8217;approccio degli advertisers.</p>
<p style="text-align: justify">Ma ad R.M. non sfugge una cosa importante: <em>Quasi tre quarti del traffico che un sito genera viene da google e referring site.</em> Ecco il problema più spinoso a mio avviso. <em>Il grosso del traffico di un sito che fa editoria online, viene oggi da Google</em>. Cioé da un singolo motore di ricerca. Che ha delle regole e quindi delle possibilità di forzarne il funzionamento in modo che non segua una linea meritocratica: il SEO ha la possibilità di far distribuire meglio un sito dai contenuti più scadenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il vero problema dell&#8217;editoria online è la distribuzione. </strong></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; un problema irrisolvibile? Guardandolo attentamente scopriamo che la questione si riduce a quanto segue: noi abbiamo dei contenuti. Questi contenuti per generare valore devono raggiungere dei lettori. Il motore di ricerca oggi è il metodo di distribuzione (connessione lettore-contenuto) più &#8220;pesante&#8221;. Il motore di ricerca non è il metodo più efficiente per la distribuzione di questi miei contenuti perché segue delle regole che essendo in parte note, possono essere aggirate/distorte. Insomma: il potenziale lettore entra sul motore di ricerca e trova diverse potenziali fonti relative a quello che cerca. <em>Trova diversi potenziali contenuti ma non ha certo il tempo di sfogliarli tutti per confrontarli</em>. In questo modo quelli presentati meglio, magari in una posizione favorita, avranno più chances di essere letti (generando traffico).</p>
<p style="text-align: justify"><em>E&#8217; un problema nuovo?</em> No. Quando andate in libreria o in edicola succede la stessa cosa! Cercate un testo su un determinato argomento (rivista/libro) ma non avete modo di sapere a priori quale fa per voi fra quelli esposti. E neppure sapete se quello che volete leggere si trova in quella specifica libreria! Probabilmente comprerete in funzione della copertina, del numero di copie esposte o dell&#8217;esposizione dedicata al libro dentro dal negozio. Sarete limitati nella scelta dal tempo, dalla conoscenza imperfetta e dai soldi. Sembra assurdo ma la maggior parte della gente acquista così: si fida di quello che ha predisposto il libraio. Lo stesso sul motore di ricerca. Come si esce da questa inefficienza?</p>
<p style="text-align: justify">Allo stesso modo di quando comprate un libro/rivista in modo oculato: <em>chiedete ad un amico</em>. Il problema della distribuzione si risolve attraverso la strutturazione di nicchie, e le nicchie si strutturano efficacemente non con il posizionamento (che oggi c&#8217;é e domani bo), ma con una strategia verticale basata sul passaparola e sulla fiducia. Internet non ha cambiato la validità del passaparola. L&#8217;ha <em>migliorato</em>: con internet puoi trovare più amici e restare in contatto con loro meglio e più a lungo.</p>
<p style="text-align: justify">La maggior parte del traffico passa oggi dai motori di ricerca. Ma solo perché si pensa che internet abbia azzerato i costi di distribuzione. La distribuzione online <em>non è</em> la pubblicazione. E&#8217; un passaggio ulteriore, che va curato e gestito. Il futuro è fatto di magazine online che vanno a cercare i lettori. Non si accontentano che un motore di ricerca lo faccia per loro.</p>
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		<title>Partecipare ad un Barcamp: Piccoli Consigli di Sopravvivenza</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 02:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è concluso il ParmaWorkCamp organizzato dall&#8217;ottima Fran. Ecco di seguito la mia personale checklist di cose da fare assolutamente per godersi un barcamp come si deve. 1) Prepara una presentazione. Ti permette di confrontarti con una platea solitamente attenta, di persone che ti arricchiscono comunque. 2) Non aspettare a stringere la mano/salutare qualcuno che [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/adc/398805398/sizes/m/"><img class="alignnone size-full wp-image-386" title="398805398_ab68711a0e" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/03/398805398_ab68711a0e.jpg" alt="398805398_ab68711a0e" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://mushin.it/blog/uncategorized/il-mio-parmaworkcamp/" target="_blank">Si è concluso</a> il <a href="http://www.flickr.com/search/?q=parma%20work%20camp&amp;w=all" target="_blank">ParmaWorkCamp</a> organizzato dall&#8217;ottima <a href="http://fran.splinder.com/" target="_blank">Fran</a>. Ecco di seguito la mia personale checklist di cose da fare assolutamente per godersi un barcamp come si deve.<span id="more-312"></span></p>
<p>1) Prepara una presentazione. Ti permette di confrontarti con una platea solitamente attenta, di persone che ti arricchiscono comunque.</p>
<p>2) Non aspettare a stringere la mano/salutare qualcuno che segui/leggi online: 9 volte su 10 finisce che te ne andrai senza averlo fatto.</p>
<p>3) Non andare via prima di aver seguito tutte le presentazioni: le ultime possono riservare sorprese</p>
<p>4) Piazza la tua presentazione in modo strategico: evita l&#8217;inizio e la fine, il post-pranzo come il pre-pranzo. Piazzati subito prima un &#8220;big&#8221;.</p>
<p>5) Portati sempre le tue moo/biglietti da visita.</p>
<p>6) Magna, magna, magna: i momenti più belli sono le pause. E probabilmente sono anche i più utili.</p>
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		<title>Come Internet ha Cambiato le Regole del Gioco: Essere Professionisti Oggi.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 15:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter" src="http://barcamp.org/f/logo250.jpg" alt="" width="250" height="219" /></p>
<p style="text-align: justify">Questo fine settimana si terrà a Parma il <a href="http://barcamp.org/parmaworkcamp" target="_blank">ParmaWorkCamp</a>, organizzato dall&#8217;ottima <a href="http://fran.splinder.com/" target="_blank">Francesca Fiorini</a>. Il tema è proprio quello del lavoro ai tempi del web, personalmente spero di riuscire a tenere uno speech, sulla mia esperienza. In questo post riassumerò i punti che questo speech toccherà (in bold). <span id="more-309"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Dualismi Paradossali</h3>
<p style="text-align: justify">In questa parte parlerò di come il web abbia messo in crisi alcune categorie che tradizionalmente erano concepite come autonome e separate. La <strong>differenza fra sfera personale e professionale</strong> ha perso di senso, il <strong>curriculum vitae è morto</strong> perché il focus adesso non è sul percorso formativo ma sulle <strong>persone</strong>, che non sono solo esperienze lavorative ma che si formano anche in funzione dei loro interessi e degli eventi legati alla loro sfera personale. La distinzione fra <strong>virtuale e reale</strong>, online e offline è solo convenzionale e non ha alcuna capacità di descrivere una realtà fatta di concreta contaminazione. In questo contesto essere professionisti oggi significa saper gestire la propria <strong>web presence e web actorness</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify">Essere un Professionista o un&#8217;Impresa?</h3>
<p style="text-align: justify">Questa domanda sembra fondamentale ma in realtà non ha troppa importanza: il web spazza via tutto. I professionisti sono singoli che lavorano non da dipendenti ma in coordinazione con un&#8217;azienda. Ma <strong>le aziende oggi non esistono più, si stanno trasformando, diventano persone, reti, network</strong>. Altrimenti sono destinate all&#8217;estinzione. La tassonomia tradizionale lascia il tempo che trova: i professionisti del web sono professionisti in quanto singoli, ma possono competere con le aziende perché <strong>hanno in internet una fonte di outsourcing</strong> (quando non di crowdsourcing) che consente loro di competere a qualsiasi livello di scala, con il solo limite delle proprie capacità gestionali.</p>
<h3 style="text-align: justify">Conoscenza è Potere</h3>
<p style="text-align: justify">Internet è l&#8217;emblema dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Era_dell%27informazione" target="_blank">Information Age</a>, un era in cui le forze incontrollate della glocalizzazione rendono tutto fluido ed in perenne trasformazione. Il mutamento di misura in secondi, e le contaminazioni generano infinite opportunità e minacce. In questo panorama <strong>la formazione è un processo continuo che dura tutta la vita</strong>. La risorsa principale di un ottimo lavoratore non è più il solo bagaglio di conoscenze, ma la sua <strong>capacità di riconfigurarsi sempre</strong>, di apprendere sempre. In un mondo ad alta velocità i trend e le novità nascono e muoiono in continuazione, la <strong>capacità di saper valutare</strong> quanto una novità è destinata a cambiare il mondo e quanto una tendenza non sarà solo una meteora, è fondamentale. Capacità di valutazione, talent scounting, trend hunting e capacità di apprendimento costante, non si acquisiscono senza un <strong>costante e quotidiano bagno nei flussi informativi della rete</strong>: navigare l&#8217;onda senza essere travolti dall&#8217;overload informativo.</p>
<h3 style="text-align: justify">Organizzarsi: Le Lezioni del Terrorismo Internazionale</h3>
<p style="text-align: justify">Le strutture organizzative tradizionali sono in crisi, perché sono adatte ad un mondo più lento e meno globale. <strong>Occorre essere piccoli per riuscire ad essere agili, e contemporaneamente essere grandi per non lasciarsi travolgere</strong>. La risposta a queste esigenze è il <strong>modello reticolare</strong>. Le aziende sono costrette ad evolversi in strutture reticolari, la gerarchia strutturale lascia il posto alla diversificazione funzionale, la componente a più alto valore aggiunto non è né il capitale, né il lavoro ma <strong>la conoscenza</strong>. Il capitale umano dell&#8217;individuo ed il capitale sociale di una collettività sono l&#8217;elemento a più alto valore aggiunto nella produzione, e sono elementi che nessuna organizzazone può creare: solo le persone creano la conoscenza e questa viene creata solo per contaminazione. Le organizzazioni agiscono come enzimi per i processi cognitivi, facilitandoli o ostacolandoli, conservando o perdendo informazioni. Ma solo l&#8217;individuo detiene la capacità di trasformare dati ed informazioni in conoscenza utilizzabile.</p>
<p style="text-align: justify">La gerarchia non riflette più importanza, il lavoratore subordinato non è un investimento a priori redditizio: <strong>i dipendenti diventano sempre più partner, l&#8217;azienda sempre più una community di peers</strong>. Flessibilità e produttività dipendono dalla condivisione di valori e obiettivi e dalla conoscenza e valorizzazione completa dei nodi della rete aziendale che sono i suoi membri. L&#8217;obiettivo è <strong>diventare come un&#8217;organizzazione terroristica</strong>: senza forma, scalabile, veloce, flessibile, sovranazionale, precisa e totalmente integrata con la realtà in continuo mutamento.</p>
<h3 style="text-align: justify">I Clienti: da Acquirenti di un Prodotto a Partner di un Processo.</h3>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;ottica tradizionale il rapporto con il cliente è molto lineare: il professionista ed il cliente si scambiano prestazioni contro denaro. <strong>Il denaro è importante, ma non è l&#8217;unico varore generato dal rapporto professionista-cliente</strong>. Ci sono prestazioni costruite attorno al valore economico, e quindi che puntano a minimizzare i costi, ma ci sono relazioni in cui il valore economico generato copre appena i costi della prestazione o addirittura la prestazione non è retribuita. Questo perché in un&#8217;economia della relazione e della conoscenza, essere parte di un progetto o di una relazione genera dei valori non monetizzabili ma importanti per l&#8217;ecosistema del professionista. <strong>Genera competenze</strong>, nel momento in cui il professionista ha modo di impegnarsi in un progetto di un campo in cui intende rafforzare il proprio know-how. <strong>Genera relazioni e fiducia</strong>, in un mondo dove le prestazioni non sono più scelte solo in funzione del dato economico (quantitativo) ma anche del valore cognitivo (qualitativo) del professionista e della prestazione: farsi conoscere e costruire una relazione è un&#8217;azione ad alti costi iniziali ma a benefici duraturi e di lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify">In questa ottica <strong>anche i clienti diventano partners, e le relazioni si svolgono all&#8217;interno di una community reputazionale</strong> che genera valore cognitivo e relazionale. Fondamentale diventa quindi saper comunicare, parlare la lingua del cliente, che non è e non può essere un&#8217;entità metafisica omogenea, ma è una persona in carne ed ossa, differente dagli altri tuoi clienti. <strong>Investire nelle relazioni con i clienti </strong>diventa la chiave. Ciò può significare lavorare senza compenso, ma non è necessariamente rimetterci dei soldi, deve diventare investire nella costruzione del proprio network reputazionale, sacrificarsi nel breve termine per i benefici nel lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Cosa Penso delle Polemiche sulla Nuova Interfaccia di Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 02:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Come spesso accade in questi frangenti, la nuova interfaccia di Facebook ha subito diviso: da un lato la maggioranza di scontenti, dall&#8217;altra la minoranza di soddisfatti. Non si registrano neutrali. Ma la nuova interfaccia è davvero così male? Hanno ragione gli utenti a dire che è male perché a loro non piace? Disegnare un&#8217;interfaccia Un&#8217;interfaccia [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/jelene/2715774596/sizes/m/"><img class="aligncenter size-full wp-image-307" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/03/2715774596_6b0e8deb4b.jpg" alt="facebook" width="470" height="396" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Come spesso accade in questi frangenti, la nuova interfaccia di Facebook ha subito diviso: da un lato la maggioranza di scontenti, dall&#8217;altra la minoranza di soddisfatti. Non si registrano neutrali. Ma la nuova interfaccia è davvero così male? Hanno ragione gli utenti a dire che è male perché a loro non piace?<span id="more-306"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Disegnare un&#8217;interfaccia</h3>
<p style="text-align: justify">Un&#8217;interfaccia stabilisce le modalità di interazione fra un sito (con i suoi contenuti) e l&#8217;utente. Sicuramente disegnare un&#8217;interfaccia che sia gradevole per l&#8217;utente ed incontri i suoi gusti estetici e le sue esigenze funzionali, è molto importante. Ma non è tutto. Un&#8217;interfaccia infatti deve anche essere coerente rispetto ai contenuti del sito e a alla sua content strategy. Ma se i due criteri entrano in conflitto, quale prevale?</p>
<p style="text-align: justify">Personalmente ritengo utile osservare quanto segue:</p>
<p style="text-align: justify">1) E&#8217; impossibile creare un&#8217;interfaccia che accontenti tutti gli utenti, soprattutto se il sito ha un target molto eterogeneo come quello di Facebook: pensate a milioni di persone con lingue e culture differenti, un casino.</p>
<p style="text-align: justify">2) E&#8217; possibile però disegnare un&#8217;interfaccia per presentare al meglio i contenuti che vogliamo valorizzare e le operazioni che vogliamo semplificare, e questa è esattamente la strada intrapresa da Facebook che ha modificato l&#8217;interfaccia per renderla coerente con una content strategy che ha virato verso il social rating/sharing di contenuti multimediali (vedi l&#8217;introduzione del like, dei commenti e l&#8217;ampio risalto dato ai contenuti audio/video nella nuova interfaccia).</p>
<h3 style="text-align: justify">Capire i feedback negativi</h3>
<p style="text-align: justify">Le lamentele degli utenti vanno contestualizzate, considerando che:</p>
<p style="text-align: justify">1) Un cambio attira sempre lamentele.</p>
<p style="text-align: justify">2) Quando si introduce una nuova interfaccia in funzione di una nuova content strategy, occorre misurare non l&#8217;indice di gradimento degli utenti, ma la loro curva di apprensimento: in questo caso infatti la nuova interfaccia non serve per allietare l&#8217;utente, ma per &#8220;insegnargli&#8221; ad usare il sito privilegiando alcune operazioni (nel nostro caso la condivisione di contenuti con feedback)</p>
<p style="text-align: justify">3) Il giudizio negativo va sempre ponderato sulla totalità degli utenti del sito/servizio: &#8220;fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce&#8221;, l&#8217;utente soddisfatto spesso è silente, al contrario dell&#8217;insoddisfatto. Occorre contestualizzare e ponderare sempre le critiche, dando loro il giusto peso.</p>
<p style="text-align: justify">La cosa curiosa è che lo stesso vespaio di polemiche si leggeva in giro ai tempi dell&#8217;introduzione di quella che adesso è la vecchia interfaccia di Facebook. Questo tende a confermare che il problema sia in realtà non la nuova interfaccia, ma il cambiamento in sé, che trascina con sé polemiche che scompaiono nel tempo a velocità legata alla curva di apprendimento della nuova interfaccia.</p>
<p style="text-align: justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/jelene/2715774596/sizes/m/" target="_blank">Jelene</a></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Bucce di Banana Istruttive: Wired e Fineco.</title>
		<link>http://webstrategist.it/pensieri/298/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 15:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Wired]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ultimamente vissuto due esperienze interessanti accomunate dalla sfiga, che hanno evidenziato il limite che le aziende vivono quando tentano di sembrare persone, sfruttando il potere del web e della &#8220;umanizzazione&#8221; che l&#8217;onda social ha portato. Fineco: grandi investimenti possono essere vanificati da piccole cose. Fineco si presenta come banca innovativa, una &#8220;banca diretta&#8221;, che [...]
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<h3 style="text-align: justify">Fineco: grandi investimenti possono essere vanificati da piccole cose.</h3>
<p style="text-align: justify">Fineco si presenta come banca innovativa, una &#8220;banca diretta&#8221;, che pur non interfacciandosi con te a mezzo di persone fisiche, dialoga con te senza intermediazioni. Servizio di assistenza telefonico, chat live, interfaccia web. Un <a href="http://www.fineco.it/index_SP.html?SP=Benvenuto" target="_blank">boss figo che ti fa gli onori di casa</a> e un <a href="http://www.fineco.it/index_SP.html?SP=numerouno&amp;area=banking" target="_blank">tasso di soddisfazione dei clienti</a> che ne fa la prima banca d&#8217;Italia (99% di soddisfatti).</p>
<p style="text-align: justify">La presentazione è ineccepibile, il tentativo di comunicarsi quasi come fosse una persona e non un meccanismo automatizzato, riesce bene. I servizi sono disegnati per essere ricettivi e flessibili, l&#8217;organizzazione automatizzata consente di fatto di avere una banca senza orari e senza code. Gli investimenti in questo senso non sono stati pochi.</p>
<p style="text-align: justify">La buccia di banana è stato per me il codice di attivazione: la lettere non è arrivata nelle 48 ore e ha accumulato 20 giorni di ritardo. Questo capita, e non è certo un errore. L&#8217;errore è che la successiva missiva rigenerata perda altre 2 settimane per arrivare, sempre con posta prioritaria.</p>
<p style="text-align: justify">Questo caso è emblematico di come enormi investimenti in immagine possano sfumare per picole cose. La piccola cosa non è il ritardo nella ricezione della lettera contenente il codice di attivazione: una soglia di errore/ritardo è ineliminabile e comprensibile anche nelle migliori organizzazioni. L&#8217;errore è spendere miliardi per fare una banca a misura d&#8217;uomo e non riuscire a fare arrivare neppure la seconda lettera (di riparazione) entro le 48 ore.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; chiaro che un soggetto che decide di scendere al tuo livello, che investe miliardi per annullare la tradizionale distanza fra banca e cliente, che vuole parlarti e che fa sfoggio della soddisfazione dei suoi clienti, perde molto nel momento in cui una lettera da 1 euro non arriva in 48 ore. Per due volte.</p>
<h3 style="text-align: justify">Wired: noi siamo il nuovo</h3>
<p style="text-align: justify">Su Wired sono state scritte molte cose. Lungi da me entrare nella polemica, cito questo esempio perché è emblema di un altro errore che si potrebbe facilmente evitare. Il lancio di Wired Italia è stato bersagliato a mio avviso perché fin dall&#8217;inizio si è cercati di scendere al livello della blogosfera tutta, dialogando. Un tentativo lodevole, ma forse poco pianificato. Wired si è presentato come un grande media (Wired US) che è avanguardia e &#8220;parla&#8221; con i lettori.</p>
<p style="text-align: justify">Mi sono abbonato e non ho ricevuto la copia del numero. Capita. Ho contattato il servizio abbonamenti che dopo pochi giorni mi risponde chiedendomi scusa e dicendomi di essere paziente, la copia risultava regolarmente spedita e se entro fine febbraio non l&#8217;avessi ricevuta, l&#8217;addetta mi pregava di ricontattarla per il reinvio. Siamo al 10 Marzo e non ho ancora ottenuto risposta alla seconda email.</p>
<p style="text-align: justify">Un atteggiamento molto &#8220;tradizionale&#8221;.</p>
<h3 style="text-align: justify">Cosa Insegnano questi due Casi</h3>
<p style="text-align: justify">Da Web Strategist questi due casi sono molto istruttivi. Sicuramente non bisogna dimenticare che un&#8217;organizzazione, soprattutto se grande, non è una persona ma è un&#8217;insieme di persone e sub-organizzazioni che non sempre si interfacciano in modo ottimale. Questo significa che sia nel primo che nel secondo caso, i ritardi sono comprensibili e di per sé non indicano certo qualcosa di negativo (a meno che il ritardo non sia una caratteristica strutturale, e quindi diffusa, del servizio).</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;errore a mio avviso sta nella riparazione: nel primo caso l&#8217;incapacità di una azienda che spende miliardi, di inviare una lettere in 48 ore, nel secondo il non rispondere ad una email, richiesta, in 10 giorni (e oltre&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify">Quello che insegnano questi due casi è semplice: anche se oggi va di moda il &#8220;conversare&#8221; con i clienti/partner, e l&#8217;essere ricettivi e personali, è assolutamente inutile investire in strategie di questo tipo se questa mentalità non permea fin dentro l&#8217;ultima fibra l&#8217;azienda. E&#8217; inutile avere la gestione del cliente, se per i casi di fallimento/emergenza si applica poi il vecchio sistema dell&#8217;inutilità di risolvere un singolo problema con procedure d&#8217;emergenza.</p>
<p style="text-align: justify">Voler essere personali, significa creare un rapporto one-to-one. Significa investire nelle moderne tecnologie per usarle al meglio (un&#8217;email arriva in millisecondi e una risposta anche solo a ricezione del messaggio non può attendere 10 giorni), comprendendo che un solo singolo caso gestito male può distruggere miliardi investiti in reputazione: <em>fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Il problema non è fallire, ma non comunicare (come nel caso delle non risposte) o cercare di nascondere la verità (come nel caso di una lettera che viene dichiarata come in arrivo entro 48 ore).</p>
<p style="text-align: justify">La regola d&#8217;oro per l&#8217;azienda dovrebbe essere: sii te stessa. Questo implica una strategia che:</p>
<p style="text-align: justify">1) Sia costruita su una reale e onesta conoscenza di sé (del funzionamento interno e dei propri limiti)</p>
<p style="text-align: justify">2) Punti ad acquisire dei risultati considerando gli obiettivi sempre come work-in-progress, mai come acquisiti: al miglioramento non c&#8217;é mai fine</p>
<p style="text-align: justify">3) Non nasconda la polvere sotto al tappeto: un cliente arrabbiato senza risposte è peggio di un cliente arrabbiato perché ha avuto risposte che non gli piacciono. Ammettere i propri errori, quando ci sono, non è debolezza ma onestà.</p>
<p style="text-align: justify">4) Tenere di conto le piccole cose: il mare è formato da gocce ed il deserto da granelli. Nel mondo di oggi, fluido, veloce, globale e individuale, i vecchi calcoli legati alla maggiornaza della massa dei clienti non hanno più valore. Oggi una singola voce può mettere in crisi un sistema. Perché la reputazione conta ed è basata sui fatti non sui consensi aggregati in grafici. Le moderne tecnologie consentono un dialogo diretto ed individuale. Chi non le sfrutta o chi usa risposte preconfezionate e tattiche del temporeggiamento, non riesce più a cavarsela, come un tempo.</p>
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		<title>Conviene Usare Facebook Connect sul Proprio Sito?</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 11:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-295" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/02/facebook.jpg" alt="fb" width="470" height="351" /></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://facebook.com" target="_blank">Facebook</a> è il social network leader al mondo. Con il lancio della sua piattaforma <a href="http://wiki.developers.facebook.com/index.php/Facebook_Connect" target="_blank">Facebook Connect</a> si vuole affermare sempre più come una sorta di anagrafe digitale degli internauti. La promessa di Facebook Connect è quella di portare più <em>engagement</em> degli utenti aggiungendo il tratto &#8220;social&#8221; ai profili degli utenti. La maggior parte dei webmaster è stuzzicata dall&#8217;idea di poter attingere ai dati di Facebook risparmiando all&#8217;utente la registrazione. Ma è davvero così conveniente?<span id="more-294"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Cosa Puoi Fare?</h3>
<p style="text-align: justify">Di certo la possibilità di attingere al profilo Facebook dell&#8217;utente è una gran cosa. Con Facebook Connect si va oltre: puoi ad esempio consentire all&#8217;utente di utilizzare le proprie credenziali facebook per autenticarsi sul tuo blog o forum. Questo rappresenta un vantaggio in termini di tempo per l&#8217;utente, che utilizza credenziali già registrate e quindi è più invogliato ad interagire con le aree/funzioni del sito che richiedono la registrazione.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Puoi sfruttare l&#8217;effetto community sul tuo sito utilizzando il networking già creato dentro Facebook.</em></p>
<p style="text-align: justify">Tralasciando le scontate obiezioni sulla privacy e le possibilità di profilazione, che non mi interessano, vorrei passare a capire meglio quali sono i limiti di questo meccanismo per un webmaster.</p>
<h3 style="text-align: justify">Cosa Devi Sapere</h3>
<p style="text-align: justify">Ma che limiti ha questo sistema? Ecco alcune cose che devi assolutamente tenere a mente:</p>
<p style="text-align: justify">1) <strong>I dati hanno una scadenza:</strong> la maggior parte dei dati del profilo del singolo utente possono essere &#8220;conservati&#8221; solo per 24 ore. A partire dalla richiesta (accesso dell&#8217;utente). Questo significa che se l&#8217;utente è un frequentatore abituale del tuo blog/forum avrai a disposizione l&#8217;accesso ai suoi dati pressoché sempre. Altrimenti quei dati non potrai comunque tenerli.</p>
<p style="text-align: justify">2) <strong>Puoi conservare permanentemente solo alcuni dati:</strong> <a href="http://wiki.developers.facebook.com/index.php/Storable_Information" target="_blank">un ristretto gruppo di informazioni utente</a> possono essere conservati permanentemente. Sono quei dati che servono ad associare un minimo il profilo dell&#8217;utente sul tuo sito ed il profilo dell&#8217;utente su Facebook. Sono però dei dati di poco conto, praticamente le coordinate delle informazioni minime (ID utente, ID foto, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify">3) <strong>Non hai l&#8217;email:</strong> Attenzione, fra i dati conservabili permanentemente non c&#8217;é l&#8217;indirizzo email dell&#8217;utente, ma la <a href="http://wiki.developers.facebook.com/index.php/Proxied_Email" target="_blank">proxied email</a>. Cos&#8217;é? E&#8217; nella pratica una posizione per cui puoi inviare la tua email all&#8217;utente come se fosse un messaggio privato di Facebook. <em>Questo vuol dire che non ti è consentito di conoscere l&#8217;email dell&#8217;utente</em> ma puoi contattarlo con l&#8217;intermediazione di Facebook. A parte l&#8217;ovvia considerazione per cui se Facebook perde l&#8217;utente (disiscrizione) lo hai perso anche tu (a meno che non si registri di nuovo da te, e lì dovrai sincronizzare i due account, vecchio e nuovo), con questo sistema vai incontro a dei limiti specifici tra cui: <em>i destinatari non possono essere messi nel campo &#8220;CC:&#8221;</em> (nessuna parola sul campo &#8220;BCC:&#8221; ed è un punto importante), <em>non si possono includere più di 100 destinatari per invio</em> e <em>niente allegati</em>.</p>
<p style="text-align: justify">4) <strong>Non puoi attingere a tutte le relazioni del tuo utente:</strong> ma solo ai suoi amici che sono loro stessi utilizzatori della tua application (autenticati via Facebook Connect sul tuo sito).</p>
<h3 style="text-align: justify">Considerazioni</h3>
<p style="text-align: justify">Il sistema è interessante per un publisher italiano perché consente all&#8217;utente di fare 3 cose: a) Integrare i due profili, b) condividere azioni/informazioni dal sito su facebook, c) ricreare le relazioni di amicizia con gli amici facebook che utilizzano il sito.</p>
<p style="text-align: justify">Però mi sembra chiaro che Facebook Connect non può sostituire la registrazione al sito. Questo perché: a) un publisher, soprattutto se lavora con gli User Generated Content, deve avere l&#8217;esplicita approvazione dell&#8217;utente circa le varie policies del sito, b) non si può rinunciare a conservare l&#8217;email dell&#8217;utente, c) ci sono delle informazioni importanti che variano da community a community che Facebook non può darti o che magari serve conservare.</p>
<p style="text-align: justify">In realtà Facebook Connect è di dubbia utilità dato che i benefici reali sono limitati all&#8217;integrazione fra i profili (che poteva avvenire via application anche prima di Connect).</p>
<p style="text-align: justify"><em>In definitiva</em>: dato che Facebook è (anche e soprattutto) una moda, <strong>il vantaggio di Facebook Connect è quello di invogliare l&#8217;utente a registrarsi pensando di non doversi registrare</strong>. Cioé si autentica con le credenziali Facebook e poi comunque ha dei campi di registrazione da riempire che grossomodo sono quelli che riempirebbe comunque.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>WordPressMU 2.7: Perché mi ha deluso</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 19:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[CMS]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[WordpressMU]]></category>

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<h3 style="text-align: justify"><span id="more-280"></span>Essere Leader</h3>
<p style="text-align: justify">WordPress è un leader (se ci riferiamo a numero di utenti e numero di blog da top100 che lo usano) nel campo dei CMS per blog. A differenza di <a href="http://movabletype.org/" target="_blank">Movable Type</a> (come ho imparato da <a href="http://robingood.com" target="_blank">Robin</a>), non è multiutente. L&#8217;automattic sviluppa però una versione multiutente (WordPressMU) che è utilizzata da grossi players del settore editoria online (come <a href="http://www.lemonde.fr/web/blogs/0,39-0,48-0,0.html" target="_blank">Le Monde</a> e recentemente la CNN).</p>
<p style="text-align: justify">La vera forza competitiva sul mercato è stata per WP la sua community di sviluppatori. WP ha investito nella sua community, ascoltandola, incoraggiandola e disegnando un prodotto per le esigenze degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi scegliere WP significa scegliere fra 4.000+ possibilità di personalizzazione del CMS (plugins) create dalla community. Significa avere un supporto 24/7 garantito da una community mondiale attraverso un forum di supporto e le community nazionali. Significa avere un prodotto intelligente che viene disegnato pensando sempre all&#8217;utente finale. Queste sono le ragioni per cui principalmente io amo WP</p>
<h3 style="text-align: justify">Dimenticarsi perché si è leader</h3>
<p style="text-align: justify">Ma quando apro WPMU mi viene il magone. E&#8217; sicuramente fra le migliori opzioni disponibili. Ma è così perché sfrutta inerzialmente la forza di WP. WPMU nasce dall&#8217;esperienza di wordpress.com, la versione online di WP. E&#8217; quindi un motore ben disegnato perché ottimizzato sull&#8217;esperienza reale e tangibile di un servizio che ogni giorno tiene su migliaia di blog. Ma la strategia di sviluppo di WPMU è inconsistente. WPMU è ancora la mia scelta perché posso sfruttare il 99% delle personalizzazioni create per WP, è facile da personalizzare e far girare e ha una gestione dei sottodomini intelligente.</p>
<p style="text-align: justify">Ma potrebbe essere migliore, nella stessa maniera che ha reso forte WP: sviluppare una community.</p>
<p style="text-align: justify">Attualmente c&#8217;é un solo sviluppatore che fa tutto il lavoro: Donncha Ocaimh. WPMU segue le release di WP, non ha una linea di sviluppo propria che segue le esigenze degli utenti (di certo differenti rispetto a quelle della community WP), le innovazioni proprie sono frutto del lavoro di una community di certo meno estesa ma soprattutto meno supportata. Nessun investimento diretto su WPMU.</p>
<p style="text-align: justify">Mi aspettavo di più da WPMU 2.7, e invece è solo un WP con funzionalità Multiutente. Cambiano le cose che sono cambiate su WP. Tutto qui. Passi avanti certo ma non nella direzione che mi aspettavo.</p>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 19:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Magpie]]></category>
		<category><![CDATA[Microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono finto qualcuno che che non esiste su twitter al solo fine di guadagnare soldi con magpie. Come tutti ricorderete, l'arrivo di Magpie ha galvanizzato gli animi, facendo sognare qualcuno per qualche momento. In effetti l'idea di un sistema di advertising legato non al criterio di pay-per-click ma a quello di numero di  followers, mi ha stuzzicato non poco. Ma la discussione online ha gelato subito i furori: nessuno vuole seguire qualcuno che dispensi annunci pubblicitari ed il sistema di magpie non sembra funzionare perfettamente. Cosa c'é di vero?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">Step 1: Falsa Identità</h2>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/twitter-_-babyblonde.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-273" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/twitter-_-babyblonde.png" alt="" width="470" height="123" /></a></h3>
<p style="text-align: justify;">Non potevo testare magpie con il mio <a href="http://twiter.com/mushin_" target="_blank">account di twitter mushin</a>, perché altrimenti avrei perso i miei followers che sono prevalentemente amici miei, per cui avrei perso la possibilità di interagire con persone a cui voglio bene o stimo. Inoltre per testare appieno le potenzialità di magpie occorreva rivolgersi ad un&#8217;audience anglofona. Ecco dunque che per prima cosa ho creato un account twitter da utilizzare in inglese. Potevo scegliere il mio nome, ma ho preferito di no: twitter è un mezzo veloce, occorre essere attrattivi, il follow or not dipende dall&#8217;impatto. Ecco dunque come è nata <a href="twitter.com/babyblonde" target="_blank">Regina</a>. L&#8217;immagine, in queste cose, è tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta creata regina su Twitter, occorre crearla anche su Magpie. In pratica si tratta di impostare la login di twitter e personalizzare l&#8217;account principalmente scegliendo a) La frequenza con cui magpie invierà al posto nostro un twit pubblicitario (calcolata su un numero di twit) e b) la dicitura (hashtag) che deve precedere il twit pubblicitario (di default &#8220;#magpie&#8221;, nel mio caso &#8220;#sponsor&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/magpie-twitterer.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-274" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/magpie-twitterer.png" alt="" width="330" height="562" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Step 2: I Contenuti</h2>
<p style="text-align: justify;">Ok, adesso ho una falsa identità. Che ha la faccia (e le tette) di un femminone esagerato. Però cosa ci metto dentro l&#8217;account di twitter? So due cose: 1) <strong>Non ho voglia di scrivere io per riempirlo</strong> e 2) <strong>Devo produrre tanti twit al giorno per vedere se magpie diventa redditizio</strong>. Come fare?</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un po&#8217; di ricerche ho trovato in <a href="http://twitterfeed.com" target="_blank">twitterfeed</a> il complice perfetto: un servizio ottimo che ti consente di inviare il contenuto di più feed RSS sorgente al tuo account twitter. Ok, ma adesso il problema più spinoso: <em>che cosa scegliere come sorgente?</em> In un primo momento avevo pensato di utilizzare gli status di Facebook (prelevandoli dai profili di utenti anglofoni) in modo da simulare al meglio che ci fosse una persona alla tastiera. Il principale ostacolo è che non ho trovato alcun modo per ottenere un feed dagli status di Facebook di altri utenti. Allora ho selezionato dei feed sorgente dai servizi di news americani come yahoo, concentrandomi su gossip, attualità e sport.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/twitterfeedcom-_-feed-your-blog-to-twitter-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-275" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/twitterfeedcom-_-feed-your-blog-to-twitter-1.png" alt="" width="450" height="257" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto occorre selezionare la frequenza con cui si vuole inviare il singolo feed su twitter ed il numero di items. Si registra l&#8217;account twitter e il gioco è fatto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Importante:</em> in un primo momento ho detto a twitterfeed di sparare su twitter solo i titoli delle notizie, senza link, in modo da simulare che fosse una persona a scrivere degli aggiornamenti. Tenetelo a mente.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Step 3: Costruire il Seguito di Followers</h2>
<p style="text-align: justify;">Il criterio in base al quale Magpie mi paga è il numero di followers. Ho dunque bisogno di costruire una community. Come convincere la gente ad addarmi? Su twitter l&#8217;immagine è tutto, se puzzi di bot o spammer, nessuno sconosciuto accetterà la tua richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; fondamentale dunque l&#8217;<em>innesco</em>. Il primo passo è seguire associazioni, servizi e media online. Quasi tutti hanno un account twitter e quasi tutti ricambiano il follow senza chiedersi (e chiederti) chi sei. Costruisci così una bella schiera di followers iniziale con cui presentarti alle persone reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che per essere seguiti occorre farsi conoscere, e per farsi conoscere occorre seguire qualcuno, ho iniziato a seguire io per primo twitters. <em>Chi scegliere?</em> Ecco un metodo infallibile. Basta seguire due criteri: 1) persone che hanno un numero di followers infinitamente più basso del numero di persone di cui sono follower, e 2) maschi. L&#8217;utilità del criterio 1 è intuitiva: se il soggetto ha un numero di followers maggiore del numero di persone che segue, vuol dire che è selettivo (può permetterselo) e difficilmente ricambierà il follow (dato che non l&#8217;ha fatto in passato). Se avete bisogno che vi spieghi il criterio 2, è meglio che spegnete il computer e vi dedicate ad altro.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Step 4: Feedback e Sorprese</h2>
<p style="text-align: justify;">A questo punto dopo un po&#8217; inizio a chiedermi quale sia il livello di engagement dei miei followers: ok, non serve a nulla saperlo, magpie mi paga in base al numero di followers, non in base alla loro soddisfazione. Che ci volete fare, chiamiamola deformazione professionale. Ho quindi cambiato i parametri di twitterfeed in modo da far seguire ai titoli delle notizie, l&#8217;URL (ricordate? Avevo detto di tenere a mente che in una prima fase non ho usato URL). Ma non ho reso il titolo cliccabile, gli ho attaccato un url usando <a href="http://twurl.nl" target="_blank">twurl</a>. Twurl è uno dei servizi per short url che esistono, ma ha la particolarità di tracciare i click e di integrarsi con twitter e friendfeed. E qui la sorpresa: il livello di engagement dei miei utenti era alto!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/tweetburner-track-links-you-share-on-twitter-and-friendfeed-too.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-276" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/tweetburner-track-links-you-share-on-twitter-and-friendfeed-too.png" alt="" width="470" height="46" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo. Inizia a succedere l&#8217;impensabile: <strong>la mia community cresce</strong>. <em>Senza</em> che io continui a propormi come follower in attesa della reciprocità: da spammer sono diventato un utile e seguito servizio di update!</p>
<p style="text-align: justify;">A conferma di ciò, nell&#8217;immagine sotto oltre a vedere i miei guadagni per twit, noterete che dal momento dell&#8217;apertura dell&#8217;account ad oggi, il guadagno per twit è <em>enormemente aumentato</em>. Questo perché è aumentata la mia community di followers, dal lancio. Da sola. Potenza di twitter (e di Regina).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/magpie-twitterer-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-277" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/magpie-twitterer-1.png" alt="" width="500" height="315" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Conclusioni: sono diventato ricco?</h2>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente no. Perché? Il metodo funziona, eccome. <strong>E&#8217; magpie che non funziona</strong>. Magpie non rispetta la ratio per la pubblicazione di annunci: in un mese ho fatto più di 4000 twits, eppure i twit pubblicitari sono stati solo 10. A dispetto del rapporto 5:1 che avevo indicato. Inoltre gli advertisers sono solo per il mercato anglofono. Chiaramente la debolezza di magpie sta nel piccolo bacino di advertisers che ha al momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, Boris Ruf di Magpie mi ha personalmente risposto che non è possibile associare ad un singolo account Paypal più account magpie. Attualmente gli utenti lamentano questo limite (molti chiedono di associare ad un singolo account magpie, più account twitter), e non credo che Magpie in futuro non cambi idea: a loro importa solo del numero di followers. In realtà questo meccanismo stesso mi appare un po&#8217; precario: pagare solo in base al numero di followers è pericoloso perché non offre parametri di ROI affidabili agli advertiser. Ma saranno fatti loro.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera sorpresa è stata l&#8217;essere apprezzato come news updater. Una cosa che non mi aspettavo.</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo due conti: in 2 mesi ho guadagnato 3,91 euro. Un nulla. Ma le potenzialità restano. SE Magpie rispetterà in futuro la twit ratio, SE consentirà di associare più account twitter ad un account magpie ALLORA diventerò ricco <img src='http://webstrategist.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  (e chi avrà letto questo post, probabilmente pure).</p>
<p style="text-align: justify;">Perché ho dedicato il mio tempo a questa cosa? La vera potenzialità di magpie è come potrebbe trasformare il mondo del microblogging, allo stesso modo di come adsense ha cambiato il blogging. In particolare arriverebbe anche su microblogging l&#8217;investimento dei nanopublisher e soprattutto (interessante per me) arriverebbero i primi microblogging network: immaginate di poter moltiplicare gli incassi fatti da Regina per 500-1.000 account twitter. Diventa interessante. Non è una follia:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Gli utenti di twitter ci sono.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Regina guadagna con 380 followers.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Creare BOT come Regina ha costi quasi zero.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;effetto network qui sarebbe redditizio forse più che nel blogging (dove i costi sono al momento più alti, considerando SEO, grafica e manovalanza).</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Very Important Blogospherian 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 00:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Very Important Blogospherian 2008 è la raccolta delle persone che hanno vissuto questo 2008 appena trascorso da protagonisti. Non persone qualunque, ma personaggi che hanno avuto visibilità nella blogosfera. Un pezzo di blogosfera che nel 2008 ha fatto parlare di sé. Ovviamente non si tratta di una classifica, né dell&#8217;assegnazione di un premio, è la [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/vib2008.png"><img class="alignnone size-full wp-image-267" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2009/01/vib2008.png" alt="" width="470" height="300" /></a></p>
<p>Very Important Blogospherian 2008 è la raccolta delle persone che hanno vissuto questo 2008 appena trascorso da protagonisti. Non persone qualunque, ma personaggi che hanno avuto visibilità nella blogosfera. Un pezzo di blogosfera che nel 2008 ha fatto parlare di sé.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-263"></span></p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente non si tratta di una classifica, né dell&#8217;assegnazione di un premio, è la riproposizione di persone che nel 2008 hanno segnato la blogosfera, a diverso titolo. Una raccolta di nomi con cui WebGarden saluta il 2008 e da&#8217; il benvenuto al 2009.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Salvatore Aranzulla</strong></p>
<p style="text-align: justify">Fra i blogger più contestati di sempre, a torto o a ragione nel 2008 ha avuto risultati incredibili per un blogger. Nel 2008 è il più giovane Web Marketing Manager d&#8217;Italia e probabilmente del mondo, su <a href="http://bid8.it" target="_blank">Bid8.it</a>. Che sia per i suoi risultati o per le contestazioni, resta sempre in primo piano. Nel 2008 ha confermato di essere uno degli esempi più riusciti (in termini di guadagni) di come si possa creare business a partire da un blog, che sia fuffa o meno.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://bid8.it" target="_blank">www.bid8.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Andrea De Andreis</strong></p>
<p style="text-align: justify">Uno dei pionieri italiani dell&#8217;editoria online, segna un&#8217;importante fusione nel 2008 con un editore &#8220;tradizionale&#8221;: <a href="http://www.puntoinformatico.it" target="_blank">Punto Informatico</a> quotidiano di riferimento per blogger e non solo, diventa parte del gruppo <a href="http://www.techpro.it" target="_blank">Edizioni Master</a>. L&#8217;acquisizione conferma il valore di quella che nel 1996 era solo una scommessa e fa del 2008 l&#8217;anno del pieno riconoscimento della lungimiranza e della capacità di De Andreis e di come un valido progetto editoriale nato online possa affermarsi anche all&#8217;attenzione dell&#8217;editoria &#8220;tradizionale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.punto-informatico.it" target="_blank">punto-informatico.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Daniele Minotti</strong></p>
<p style="text-align: justify">I valori della rete subiscono attacchi e minacce spesso asimmetrici. Il comune denominatore è l&#8217;estremizzazione del conflitto e delle opzioni. Daniele Minotti ha messo la sua competenza professionale a servizio della rete e della blogosfera, nel 2008 è stato un punto di riferimento per tutti, grazie alle sue risposte competenti, ponderate e fondate. Ha avuto il pregio di mostrare lacune e tendenziosità di tentativi maldestri di legiferare, ma soprattutto ha <a href="http://www.minotti.net/2008/11/09/play-it-again-levi/" target="_blank">vigilato continuamente</a>, permettendo mobilitazioni ed informazione libera e accessibile. Di più: ha messo in <a href="http://www.minotti.net/il-minottino/" target="_blank">condivisione il suo sapere</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.minotti.net" target="_blank">www.minotti.net</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Federico Fasce e Dario Banfi</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/" target="_blank">Knowledge Workers United</a>: Federico e Dario sono stati nel 2008 un punto di riferimento per la massa sempre crescente di professionisti del web, etichetta sotto cui si raccoglie una massa indefinita che va dai blogger ai designer. Hanno <a href="http://www.humanitech.it/?p=1436" target="_blank">aggregato domande e risposte</a> consentendo a questa massa sotto-rappresentata di orientarsi nel labirinto delle leggi e della burocrazia italiana. Le rivendicazioni e lo status dei lavoratori nell&#8217;economia della conoscenza è un punto fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell&#8217;intera Italia nell&#8217;epoca dell&#8217;Information(al) Age. La condivisione di Dario e di Federico aiuta a colmare evidenti e gravi lacune che rendono difficile la vita quotidiana dei professionisti italiani. Ancora una volta, come nel caso di Daniele, la rete unisce, informa, critica costruttivamente e non chiede nulla in cambio.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Dr. Pruno/Rectoverso</strong></p>
<p style="text-align: justify">Oggi alcune persone hanno ottenuto visibilità per meriti oggettivi o anche solo di fatto, grazie al loro essere blogger. Ma la visibilità genera visibilità: questo vuol dire che se anche la fama si raggiunge meritocraticamente, non è detto che la si mantenga altrettanto meritocraticamente: il pericolo di qualsiasi gruppo sociale è quello della chiusura, dell&#8217;autoreferenzialità e della perdita allo slancio creativo e all&#8217;impostazione meritocratica: in sintesi il passaggio da <em>aristoi</em> ad <em>aristocratici</em>. La blogosfera non fa eccezione e la fondamentale funzione di elementi come i Dr. Pruno è quello di ricordarci che spesso il re è nudo. Ogni critica &#8211; fondata anche se dissacrante e massacrante &#8211; ci ricorda che nulla nella realtà (virtuale o meno) è una monade: è sempre una questione di prospettiva, e quindi di senso critico. Dr. Pruno ci aiuta a ribaltare prospettive, ad introdurre la possibilità di una prospettiva diversa anche se estrema, a ricordarci che la realtà non è data ma interpretata. Senza contraddittorio non c&#8217;é verità. Se poi si riesce anche a ridere di gusto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://rectoverso.tumblr.com/" target="_blank">rectoverso.tumblr.com</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>PocaCola</strong></p>
<p style="text-align: justify">Spesso l&#8217;uomo eccelle nel riuscire ad imbellettare la realtà. Il merito di Riccardo è stato quello di chiamare le cose con il proprio nome, per mezzo della sua campagna &#8220;<a href="http://www.pocacola.com/2008/09/26/esperimento-concluso-linkatemi-bastardi/" target="_blank">Linkatemi Bastardi</a>&#8220;, ci ha ricordato che alla fine della giornata i meccanismi di authority/visibilità che regolano la blogosfera non sono perfetti pur essendo i migliori possibili attualmente. Anche qui un utilissimo esercizio di senso critico nella direzione di una minore autoreferenzialità.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://pocacola.com" target="_blank">pocacola.com</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Massimo Mastromarino, Manuel Kanah, Valerio Donati, Gabriele Lunati, Paolo Branca, Roberto La Rocca, Massimo Carro, Roberto Innocenti, Mauro Di Lalla, Paolo Ruscitti</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dei semplici sconosciuti ai più (blogosferiani). Questi signori sono i principali responsabili (<a href="http://www.liquida.it/about.liquida/" target="_blank">ma non gli unici</a>) della creazione di quello che al momento è probabilmente il migliore aggregatore per la blogosfera italiana. Hanno alle spalle un gruppo serio e consolidato che finanzia, e hanno realizzato un prodotto intelligente e funzionale, cosa per nulla scontata nell&#8217;ambito del web italiano. Hanno il merito di aver dimostrato che si possono realizzare progetti innovativi, sostenibili e di valore. Senza creare tutto il frastuono tipico del lancio di simili prodotti (ogni riferimento a Wired Italia non è casuale): hanno confermato che i fatti contano più delle parole.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liquida.it" target="_blank">liquida.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Matteo Flora</strong></p>
<p style="text-align: justify">Un 2008 da protagonista, nel bene o nel male. Prima per aver costretto tutti a ragionare sulle implicazioni etiche dell&#8217;associarsi a determinati valori, tipicamente della rete. Il suo coinvolgimento <a href="http://www.lastknight.com/2008/08/04/the-very-big-faq-of-mediaset-vs-youtube/" target="_blank">nel caso Mediaset vs. YouTube-Google</a> ha posto l&#8217;accento sul fatto che quando girano soldi tutti, nel 1008 come nel 2008, dobbiamo fare i conti fra vantaggi materiali (o professionali che siano) e coerenza etica. Essere blogger, e sentirsi un pionere della rete e dei suoi valori, significa poi fare delle scelte. Matteo ha &#8220;costretto&#8221; tutti a ricordarcelo, a prescindere da quelle che poi sarebbero le scelte personali di ognuno. Poi arriva FoolDNS, il servizio nato contro la censura (durante il caso dell&#8217;<a href="http://www.lastknight.com/2008/08/17/thepiratebay-password-a-rischio/" target="_blank">oscuramento di The Pirate Bay</a>), che si è poi sviluppato fino ad essere un&#8217;<a href="http://www.fooldns.com/webmaster.html" target="_blank">alternativa alla profilazione e al tracciamento</a>. Una iniziativa tutta italiana che consente all&#8217;utente di scegliere. E quindi arricchisce la rete. Un servizio che si dichiara <a href="http://www.fooldns.com/" target="_blank">a forte connotazione etica</a> e che ha fornito il destro per le critiche di incoerenza (nel primo caso i valori del pluralismo della rete sarebbero stati eclissati da scelte di vantaggio personale-professionale). Questo quadro ha fatto di Matteo uno dei blogosferiani più chiaccherati del 2008.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://fooldns.com" target="_blank">fooldns.com</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Black Cat</strong></p>
<p style="text-align: justify">La rete può essere una gogna mediatica. Con effetti anche offline. E&#8217; una sorta di prolungamento della sanzione sociale. Il caso di Black Cat e di suo figlio ha dimostrato la forza della mobilitazione e di come questa si possa costruire velocemente online. Se la rete dimostra di funzionare benissimo nel <a href="http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html" target="_blank">dar voce ed eco all&#8217;indignazione</a> e alle denunce, i risultati in termini di efficacia degli effetti di tale mobilitazione <a href="http://blackcat.bloggy.biz/archive/3287.html" target="_blank">sono controversi</a>. Da un lato pare è certo che la sanzione sociale funziona <a href="http://blackcat.bloggy.biz/archive/3301.html" target="_blank">nel reintegrare l&#8217;offesa</a>, ma riesce poi a cambiare davvero le cose, inibendo ulteriori casi simili?</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://blackcat.bloggy.biz/" target="_blank">blackcat.bloggy.biz</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nicola Mattina</strong></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<a href="http://advcamp.dolmedia.tv/" target="_blank">ADVCamp</a> e il <a href="http://www.clubdeimediasociali.it/about/" target="_blank">Club dei Media Sociali</a> sono due iniziative che Nicola ha portato a compimento nel 2008. Il primo è stato un momento di confronto costruttivo e produttivo, uno spazio che ha aggregato i player italiani dell&#8217;advertising online, generando valore. Il secondo è un&#8217;iniziativa di networking, più concreta di Codice Internet perché si rivolge agli operatori del settore. Un settore che è il traino degli investimenti sul mercato internet e quindi sulle infrastrutture sulla rete internet. Ha colmato un vuoto assoluto in un paese &#8211; l&#8217;Italia &#8211; sempre un passo indietro in quanto ad aggregazione di istanze e rappresentatività, soprattutto su fenomeni ancora purtroppo considerati avanguardia.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://barcamp.org/advcamp" target="_blank">barcamp.org/advcamp</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.clubdeimediasociali.it" target="_blank">clubdeimediasociali.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alex Badalic, Claudio Vaccaro, Leonardo De Leonardis, Camillo Di Tullio</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il Crazy Marketing Network è un&#8217;operazione di networking che mira a fare gruppo nell&#8217;ambito del marketing non convenzionale. La <a href="http://www.crazy-marketing.it/index.php?inc=bloggers" target="_blank">community</a> che ne è venuta fuori genera valore attraverso l&#8217;aggregazione. Anche qui un progetto che si richiama a <a href="http://www.crazy-marketing.it/index.php?inc=manifesto" target="_blank">valori e prospettive condivisi</a>. I fondatori di CMN hanno avuto il merito di aggregare persone generando valore: sia a livello di informazione che a livello di contatti. Un progetto che ha ottenuto un successo precoce e assolutamente meritato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Simone Brunozzi</strong></p>
<p style="text-align: justify">Organizzatore di Nanosocial, una &#8220;cosa&#8221; tutta italiana che è stata pensata e fatta nel 2008. Un evento simpatico e un&#8217;idea che va ad aggiungersi alle diverse forme di incontro per la blogosfera. Il merito di questa pensata è quello di una formula snella, sintetica e non di massa. Un momento di incontro importante per lo scambio soprattutto di idee, ma idee orientate alla realtà che ci circonda.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://nanosocial.org" target="_blank">nanosocial.org</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Luca Conti</strong></p>
<p style="text-align: justify">Oltre che per Nanosocial, Luca è stato protagonista nel 2008 di un altro esperimento innovativo, lo Human Network Life Effect. Luca si è confermato un personaggio in grado di costruire sulla sua attività di blogger un successo che travalica i confini della blogosfera. Sempre attento alle novità e ai trend, ha confermato di aver costruito un&#8217;immagine ed una competenza solida, capitalizzando la passione per il blogging e i media online. La partecipazione all&#8217;HNLE ha confermato la sua crescente popolarità e la sua grande capacità di convertire la visibilità ottenuta online anche offline, e di alimentare i suoi successi attraverso la partecipazione a forme di comunicazione emergenti che vanno oltre il blog.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://nanosocial.org">nanosocial.org</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.hnle.it" target="_blank">hnle.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Paul The Wine Guy</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il suo <a href="http://www.paulthewineguy.com/post/24856006/non-mi-diverto-pi" target="_blank">Understanding Art for Geek</a> ha deliziato tutta la blogosfera. Così ben fatto che è diventato occasione di scontro con i media tradizionali per questioni di copyright. L&#8217;importanza del caso è stata quella di far emergere due grandi temi: il primo è quello del rapporto fra l&#8217;editoria tradizionale e le sue dinamiche (e i suoi limiti) e le forme di comunicazione online nel loro riuscire a superare quei limiti con una semplicità imbarazzante. Uno scontro di civiltà che si alimenta all&#8217;ombra di una legislazione sulla rete in generale, palesemente inadeguata ed obsoleta. Il secondo tema è quello più specificatamente legato alla concezione del diritto d&#8217;autore, concezione obsoleta che la rete ogni giorno semplicemente ignora. La seconda menzione per PTWG è legata al suo conflitto con BB: dalle rivendicazioni che hanno portato alla chiusura, alla creazione di un suo <a href="http://b-trail.com/" target="_blank">aggregatore</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.paulthewineguy.com/" target="_blank">paulthewineguy.com</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://b-trail.com" target="_blank">b-trail.com</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Marco e Francesco Magnocavallo</strong></p>
<p style="text-align: justify">Fra i nanopublishers più influenti d&#8217;Italia, i fratelli Magnocavallo ricorderanno il 2008 come un anno importante. Il loro blog network, blogo.it, gli frutta <a href="http://pandemia.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1960660" target="_blank">milioni di euro</a>. E&#8217; un&#8217;ottima notizia per loro, dato che la partnership con Dada significa anche prospettive di business più estese, ma anche per la blogosfera e i nanopublishers: vivere (e bene) di blog si può.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.blogo.it" target="_blank">blogo.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Gianluca Neri</strong></p>
<p style="text-align: justify">Nello stesso anno oltre i <a href="http://www.macchianera.net/2008/09/16/macchianera-blog-awards-2008-4-i-risultati/" target="_blank">Macchianera Blog Awards</a>, ha deciso di andare ad ingrossare le <a href="http://www.macchianera.net/2008/06/01/wordstress/" target="_blank">fila dei WordPresser</a>, e non pago dello stress che si era gi autoinflitto ha deciso di imbarcarsi nell&#8217;avventura della <a href="http://www.blogfest.it" target="_blank">BlogFest</a>. Al di la delle critiche e dei limiti dei MBA e BlogFest, di certo sono due momenti importanti per la blogosfera. Importanti perché fanno gruppo, e forniscono identificazione. Sono probabilmente le uniche autentiche &#8220;usanze collettive&#8221; della blogosfera italiana, o almeno si candidano ad essere tali (dato la BlogFest era alla sua prima edizione). La BlogFest ha dietro un&#8217;idea molto accattivante: cercare di riunire in un solo luogo allo stesso tempo la blogosfera italiaca. Per quanto mai nessuno potrà dire di essere riuscito nell&#8217;intento, la BlogFest resta il tentativo migliore.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.macchianera.net/" target="_blank">macchianera.net</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Vittorio Di Tomaso, Sacha Monotti, Andrea Toso</strong></p>
<p style="text-align: justify">La scontro tra BlogBabeller ed anti-BB, è stato alla fine solo positivo, in senso di selezione naturale. Memesphere è nato infatti durante il periodo di chiusura temporaneo di BB, ed ha aggiunto una scelta in più nel panorama degli aggregatori. Un prodotto nuovo, intelligente che ha fatto scuola su alcune funzioni di aggregazione. Un aggregatore molto a misura di blogger fatto da professionisti dell&#8217;analisi semantica.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://memesphere.it" target="_blank">memesphere.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sergio Sarnari</strong></p>
<p style="text-align: justify">Un altro caso di mobilitazione che ha tenuto banco nel 2008. Le <a href="http://www.sarnari.net/personale/2008/03/il-mosaico-arredamenti...-che-fregatura/" target="_blank">disavventure di Sergio</a> con la Mosaico Arredamenti hanno confermato che internet può essere un luogo formidabile per reperire informazioni reali, acessibili e con possibilità di contraddittorio. Hanno anche dimostrato che il mezzo da solo non basta: senza una predisposizione culturale al dialogo e al contraddittorio, i benefici teorici del mezzo vengono annichiliti. Così è stato nel caso della Mosaico, che ha reagito in su internet secondo logiche che non tengono conto della particolarità del mezzo. Anche in questo caso, come in quello di Black Cat, il risultato in termini di mobilitazione/protesta è stato rilevante, non altrettanto si può dire dei risultati pratici.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://sarnari.net" target="_blank">sarnari.net</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alberto Falossi</strong></p>
<p style="text-align: justify">Come <a href="http://www.albertofalossi.com/post/Famoso-Passparola-Buzz-Marketing-Traffico.aspx" target="_blank">diventare famosi in tre ore</a>. Questo è quello che Alberto avrà da raccontare di questo 2008. La rete crea visibilità (e quindi celebrità) in un attimo e Alberto passa alla storia per il migliore incremento di utenti giornaliero del 2008, su un blog.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.albertofalossi.com" target="_blank">albertofalossi.com</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tommaso Tessarolo</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ci sono persone che sono degli autentici apripista. Legano quindi il proprio nome ad un intero argomento o settore. Questo è il caso di Tommaso Tessarolo, sinonimo in Italia di Web TV. Il 2008 è stato l&#8217;anno del riconoscimento delle sue qualità e capacità professionali, con il passaggio dalla sua N3t TV a Current_.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://tommaso.tessarolo.it" target="_blank">tommaso.tessarolo.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="text-decoration: line-through">Marco</span> Paolo Valenti, Stefano Aglietti, Carlo Filippo Follis, Francesco Lodolo, Giovanni Barbieri, Francesco Fullone, Claudio Simeone, Andrea Beggi</strong></p>
<p style="text-align: justify">Uno dei migliori barcamp del 2008 è stato senza dubbio l&#8217;iWordCamp. Ha portato in Italia <a href="http://ma.tt" target="_blank">Matt</a>, e riunito blogger di primo piano della scena nazionale, a traino di un fenomeno (wordpress) che nessun blogger può ignorare.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://barcamp.org/iwordcamp" target="_blank">barcamp.org/iwordcamp</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Emanuele Tha, Lisa Di Sevo, Filippo Santoro</strong></p>
<p style="text-align: justify">A questi tre signori si deve l&#8217;organizzazione del Tech Garage italiano. Il motore di qualsiasi progetto sono i soldi e quello che manca in Italia sono spesso i finanziatori in grado di saper scegliere progetti vincenti. Aggregare domanda ed offerta è importantissimo, ed il contributo del Tech Garage è stato importante.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://techgarage.eu" target="_blank">techgarage.eu</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Francesco D&#8217;Orazio, Stefano Mizzella, Antonio Bonanno, Stefano Vitta</strong></p>
<p style="text-align: justify">Un altro evento aggregativo molto importante è stato il minibar organizzato dal <a href="http://www.socialmedialab.net/chi-siamo/" target="_blank">Social Media Lab</a>. L&#8217;importazione della formula londinese e l&#8217;incredibile presenza di sponsor e player importanti del settore, ne fanno un evento da ricordare. E da ripetere.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://socialmedialab.net">socialmedialab.net</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Marco Montemagno</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il 2008 verrà ricordato anche per la superfinanziata iniziativa di sensibilizzazione di Marco Montemagno. Codice Internet è difficile da valutare, ma sicuramente è un grande successo personale di Montemagno. La necessità di portare internet alla massa c&#8217;é, soprattutto in un paese come l&#8217;Italia dove questo è un problema anche culturale, non solo di carenze infrastrutturali. Ma è pur vero che la cultura d&#8217;uso può seguire l&#8217;investimento in infrastrutture, ma viceversa no. Inoltre resta da capire se internet alla massa sarà poi un miglioramento di internet. In ogni caso, a prescindere dai dubbi, il tentativo di fare una cosa così grande e così importante, va supportato: dare alternative e fornire possibilità è sempre un arricchimento per le persone.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.socialmedialab.net/chi-siamo/" target="_blank">codiceinternet.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ludovico Magnocavallo, Enrica Garzilli</strong></p>
<p style="text-align: justify">BlogBabel muore. BlogBabel rinasce. A prescindere dai motivi che hanno portato alla dismissione del primo vero aggregatore italiano, questa dismissione ha fatto un gran bene alla rete. Da un lato perché ha significato la nascita di alternative come memesphere, liquida, b-trail. Dall&#8217;altro perché ha significato il ritorno di un BlogBabel migliore del precedente. Il merito indiscutibile di Ludovico ed Enrica è quello di crederci e di fare quello che fanno sostanzialmente da soli: la mole di lavoro che sta dietro a BB richiederebbe certo qualcosa di più di un contributo volontario. L&#8217;annuncio di funzioni social ha incuriosito tutti, e l&#8217;augurio è di vederle nel 2009: sarebbero la differenza strategica rispetto ai servizi concorrenti.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://it.blogbabel.com" target="_blank">it.blogbabel.com</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Marco Massarotto</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il suo Internet PR ha avuto un successo strepitoso. Soprattutto ha confermato il valore della sinergia blog-libro, confermando ancora una volta la capacità della rete di generare valore anche offline (del resto il confine fra virtuale e reale è convenzionale). Il libro di Marco ha dato uno strumento ai professionisti &#8220;tradizionalisti&#8221; per valutare e considerare la ricchezza del web in termini di strategie di comunicazione e relazione, contribuendo ad un sostanziale incremento dell&#8217;interesse e degli investimenti verso la blogosfera.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://internetpr.it/" target="_blank">internetpr.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Antonio Tombolini</strong></p>
<p style="text-align: justify">Praticamente il suo nome è sinonimo di ebook in Italia. E&#8217; l&#8217;editore più visionario e all&#8217;avanguardia di un paese che avrebbe certo bisogno di leggere di più. Il suo lavoro come <a href="http://store.simplicissimus.it/content/view/161/1/" target="_blank">editore di ebook</a>, come <a href="http://iliad-tour.simplicissimus.it/" target="_blank">ebook evangelist</a>, e come organizzatore del <a href="http://barcamp.org/BookCamp" target="_blank">BookCamp</a>, gli ha regalato un 2008 pieno di riconoscimenti.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://simplicissimus.it" target="_blank">simplicissimus.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Roberto Chibbaro</strong></p>
<p style="text-align: justify">CEO di UMG Media Group, ha messo in piedi dal nulla dei servizi (come quello che mi permette di scrivere) che nel 2008 sono stati scelti da Mediaset, attraverso Moltomedia, per una partnership strategica. Tutto questo senza snaturare il radicamento dell&#8217;azienda in una terra, la Sicilia, troppo spesso teatro di fuga di cervelli. 2008 è stato anche l&#8217;anno di <a href="http://votailprof.it" target="_blank">Votailprof.it</a>, il primo servizio di social rating italiano con oggetto i professori universitari.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://unimagazine.it" target="_blank">unimagazine.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tony Siino, Vincenzo Caico<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify">Altri siciliani che dal nulla hanno creato un business di valore. Il 2008 ha significato per BlogItalia il riconoscimento del suo valore attraverso gli <a href="http://www.vincenzocaico.com/?id=45" target="_blank">investimenti</a> di un gruppo editoriale su BlogItalia. L&#8217;augurio anche per BlogItalia è di rinnovarsi e crescere nel 2009.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.blogitalia.it" target="_blank">blogitalia.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Davide Turi, Fabio Annunziata, Irene Lasta, Mauro Mantovano, Marina Micheli, Manuela Mossa, Vittorio Muratore, Edilio Patrone, Fabrizio Piredda, Alessandra Scuto</strong></p>
<p style="text-align: justify">Moltomedia ha portato nel 2008 a compimento gli investimenti nei primi progetti selezionati. Si è creata visibilità proprio come laboratorio creativo orientato ad offrire investimenti e possibilità di business a progetti che molto spesso riguardano (anche) la blogosfera. Una ulteriore conferma che il 2008 è stato un anno di grandi manovre, dove i gruppi editoriali tradizionali si sono mossi per costruirsi una solida presenza sul web.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.vincenzocaico.com/?id=45" target="_blank">moltomedia.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Robin Good, Giulio Gaudiano, Massimiliano Badolati</strong></p>
<p style="text-align: justify">Master New Media è cresciuto nel 2008 diventando un vero e proprio progetto editoriale completo e soprattutto internazionale. E&#8217; l&#8217;unico gruppo italiano integrato nella blogosfera internazionale e che non ha nulla da invidiare ai soliti noti statunitensi. Il 2008 ha segnato due importantissimi traguardi: il potenziamento dell&#8217;offerta, con la creazione di un <a href="http://forum.masternewmedia.it/" target="_blank">forum</a> e di <a href="http://pop.robingood.com/" target="_blank">POP</a>, e l&#8217;annuncio di altre <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2009/01/05/new_media_previsioni_per_il_2009.htm" target="_blank">novità imminenti</a> sempre legate alla <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2008/09/09/nuova_strategia_editoriale_online_per_masternewmedia_cosa.htm" target="_blank">riorganizzazione strategica</a>. Ma soprattutto nel 2008 è arrivato un enorme riconoscimento con la <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2008/11/25/masternewmedia_entra_nel_network_pubblicitario_di_federated.htm" target="_blank">partnership fra MNM e Federated Media</a>.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>WoW 4</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 09:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La domenica di questa settimana è deliziata da Knef e Remedios-Fatacarabina. Sui professori il primo, sul lavoro la seconda. E come dare torto ad entrambi?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/wow04.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-241" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/wow04.png" alt="" width="470" height="102" /></a></p>
<p><span id="more-240"></span></p>
<p>La domenica di questa settimana è deliziata da <a href="http://dopoknef.org" target="_blank">Knef</a> e <a href="http://hotelushuaia.blogspot.com" target="_blank">Remedios-Fatacarabina</a>. Sui professori il primo, sul lavoro la seconda. E come dare torto ad entrambi?</p>
<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/knef.png"><img class="alignnone size-full wp-image-242" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/knef.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/remedios1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-244" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/remedios1.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/remedios.png"><br />
</a></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>WoW 03</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 18:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Consueto appuntamento con WoW. Oggi tocca all&#8217;ironia sovversiva di Teiluj, e all&#8217;umorismo neologista di Maxime.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/wow03.png"><img class="alignnone size-full wp-image-229" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/wow03.png" alt="" width="470" height="102" /></a></p>
<p><span id="more-228"></span></p>
<p>Consueto appuntamento con WoW. Oggi tocca all&#8217;ironia sovversiva di <a href="http://achiarelettere.com" target="_blank">Teiluj</a>, e all&#8217;umorismo neologista di <a href="http://pensierineccesso.it" target="_blank">Maxime</a>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/teiluj.png"><img class="size-full wp-image-230 aligncenter" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/teiluj.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/maxime.png"><img class="alignnone size-full wp-image-231" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/maxime.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Quiz SEO</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 14:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo questa interessante iniziativa per tutti i SEOists nostrani. Antezeta di Sean Carlos ha infatti creato un quiz per esperti SEO di 15 domande. Il quiz resterà aperto per 5 settimane (fino all&#8217;1 Dicembre) e mette in palio 5 volumi di Internet PR di Marco Massarotto. Le domande sono toste, a risposta multipla e per [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo questa interessante iniziativa per tutti i SEOists nostrani. <a href="http://www.antezeta.it" target="_blank">Antezeta</a> di Sean Carlos ha infatti creato un quiz per esperti SEO di 15 domande. Il quiz resterà aperto per 5 settimane (fino all&#8217;1 Dicembre) e mette in palio 5 volumi di <a href="http://www.internetpr.it/il-primo-quiz-sulla-seo-search-engine-optimization-in-italiano" target="_blank">Internet PR</a> di <a href="http://marcomassarotto.com/" target="_blank">Marco Massarotto</a>.</p>
<p>Le domande sono toste, a risposta multipla e per veri esperti.</p>
<p><a href="http://www.antezeta.it/blog/quiz-seo/" target="_blank">Vedere per credere</a>.</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>WoW &#8211; Web of Wisdom 02</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 06:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Coda Lunga]]></category>
		<category><![CDATA[Friendfeed]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_200" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/wow02.png"><img class="size-full wp-image-200" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/wow02.png" alt="WoW 02" width="470" height="102" /><span id="more-199"></span><!--more--></a><p class="wp-caption-text">WoW 02</p></div>
<p><!--more--></p>
<p>Il WoW di oggi ci è regalato da <a href="http://webeconoscenza.blogspot.com" target="_blank">Gigi Cogo</a> e <a href="http://www.maurogasparini.it" target="_blank">Mauro Gasparini</a>. Entrambi ci regalano due profonde verità su cose attuali: Friedfeed e la Gelmini:</p>
<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/gigicogo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-201" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/gigicogo.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/maurogasparini.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-202" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/11/maurogasparini.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Web of Wisdom 01</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 07:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la prima puntata del finesettimana WoW. Oggi ospito due citazioni, una di Antonio Vergara e l&#8217;altra di Elena. Il primo, sempre sagace, ha la risposta che tutti vorremmo alle odiatissime catene, la seconda ci ricorda una piccola ma per nulla banale verità.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/wow01.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-179" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/wow01.png" alt="" width="470" height="102" /></a></p>
<p><span id="more-178"></span></p>
<p style="text-align: center">Ecco la prima puntata del finesettimana WoW. Oggi ospito due citazioni, una di <a href="http://antoniovergara.wordpress.com" target="_blank">Antonio Vergara</a> e l&#8217;altra di <a href="http://friendfeed.com/3lena" target="_blank">Elena</a>. Il primo, sempre sagace, ha la risposta che tutti vorremmo alle odiatissime catene, la seconda ci ricorda una piccola ma per nulla banale verità.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/elena.png"><img class="size-full wp-image-181 aligncenter" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/elena.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/antonio_vergara.png"><img class="size-full wp-image-180 aligncenter" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/antonio_vergara.png" alt="" width="150" height="350" /></a></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>WoW &#8211; Web of Wisdom</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 19:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Web of Wisdom: WoW! Questo post è la presentazione di una nuova rubrica che conto di pubblicare nel weekend. Solitamente il vostro lettore RSS si riempie di post domenicali che ripropongono il meglio della settimana, e io vi proporrò il Web of Wisdom. La mia proposta frivola, se volete. Cos&#8217;é? Il web è fatto di [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/wow1.png"><img class="size-full wp-image-172" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/wow1.png" alt="WoW!" width="300" height="102" /></a></dt>
<dd>Web of Wisdom: WoW!</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">Questo post è la presentazione di una nuova rubrica che conto di pubblicare nel weekend. Solitamente il vostro lettore RSS si riempie di post domenicali che ripropongono il meglio della settimana, e io vi proporrò il Web of Wisdom. La mia proposta frivola, se volete. Cos&#8217;é?<span id="more-168"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il web è fatto di cervelli sagaci, ironici, perversi. Che ci regalano perle di saggezza, ironia tagliente ed insulti geniali. Perché perdere tutto questo? Ogni domenica ri-proporrò le uscite migliori del Web of Wisdom, per imparare a conoscere qualcuno di nuovo e magari, perché no, qualcuno da seguire.</p>
<p style="text-align: justify">Mi piacerebbe che oltre alle perle che trovo mi segnalaste quelle degne, per questo ho creato un&#8217;apposita <a href="http://friendfeed.com/rooms/web-of-wisdom" target="_blank">stanza su FriendFeed</a>. Le citazioni che includo sono sagaci, irriverenti, sagge, o anche solo per geek.</p>
<p style="text-align: justify">Di seguito un assaggio (il grande Adamo! &#8211; Le immagini sono ottimizzate per sfondo bianco, così se le volete copiare&#8230;):</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://acomeadamo.it/"><img class="size-full wp-image-170" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/10/adamo_lanna1.png" alt="http://acomeadamo.it/" width="150" height="350" /></a></dt>
<dd>(clicca per andare sul blog dell&#8217;autore)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: center">
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Guadagnare con L&#8217;editoria Online (Blog e Forum): Nuove Chances</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 09:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>

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<p style="text-align: justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/kevincollins/" target="_blank">Kevin</a></p>
<p style="text-align: justify">Il numero di quelli che provano a vivere con l&#8217;editoria online, non è per niente esiguo. Hai un blog, un forum, un social-qualcosa, e vuoi guadagnare? Di seguito gli ultimi avvenimenti nell&#8217;ambiente da cui puoi trarre giovamento.<span id="more-162"></span></p>
<h3 style="text-align: justify">Club dei Media Sociali</h3>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.clubdeimediasociali.it" target="_blank">www.clubdeimediasociali.it</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.clubdeimediasociali.it/about/" target="_blank">Questa iniziativa</a> nasce attorno a <a href="http://blog.nicolamattina.it/" target="_blank">Nicola Mattina</a>, e vuole essere <em>un social network che promuove lo studio, la conoscenza e la diffusione delle applicazioni commerciali dei media sociali tra le organizzazioni italiane</em>, articolato in tre direzioni: una <em>comunità pratica</em>, un <em>network di idee</em> ed una <em>rete di affari</em>. Segnalo anche il relativo <a href="http://www.linkedin.com/groups?gid=944177" target="_blank">gruppo su LinkedIn</a>, ottimo per seguire discussioni nate &#8220;dal basso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nell&#8217;iniziativa confluiscono diversi professionisti di successo, ti consiglio di aderire perché da loro, dalle loro discussioni e dall&#8217;opportunità di contatto, puoi trarre molto giovamento.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify">Moltomedia</h3>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.moltomedia.it" target="_blank">www.moltomedia.it</a></p>
<p style="text-align: justify">Il laboratorio creativo sponsorizzato Mediaset <a href="http://moltomedia.it/wpmu/2008/10/16/molti-auguri-a-molto-media/" target="_blank">compie un anno</a>. Attualmente si tratta di una realtà che costituisce per te una gossa chance. Se infatti hai nel cassetto una buona idea o hai implementato un buon progetto, Moltomedia ti da&#8217; l&#8217;opportunità di crescere, investendo risorse e denaro su di te. La conclusione del secondo giro di raccolta progetti si avvia alla conclusione (31 Ottobre), per cui affrettati (ulteriori news <a href="http://www.digital-pr.net/DMNR_Moltomedia_2/news.htm" target="_blank">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Moltomedia ha dato reali opportunità di sviluppo a diverse realtà, anche noi ne abbiamo beneficiato e per esperienza posso dirvi: provateci, ne vale la pena.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify">Master New Media</h3>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.masternewmedia.org">www.masternewmedia.org</a></p>
<p style="text-align: justify">Alzi la mano chi non conosce Robin Good. Se sei fra questi, probabilmente è il momento di documentarti. In fretta. <a href="http://www.masternewmedia.org" target="_blank">Master New Media</a> ha proposto per anni contenuti di alto valore e approfondimenti indispensabili per qualsiasi editore del web. Perché la includo nelle nuove chances? Perché ha appena partorito due iniziative a cui non puoi rinunciare. La prima è il <a href="http://forum.masternewmedia.it/" target="_blank">forum di Master New Media</a>, una community dove la competenza e la professionalità del gruppo di Robin Good incontrano i lettori, sviluppando conversazioni dal basso e permettendoti di chiedere direttamente agli esperti. La seconda iniziativa è <a href="http://pop.robingood.com/">POP che sta per Professional Online Publisher</a>, la serie di video che ti insegnano come fare editoria in modo professionale, a partire dalla grande esperienza e competenza di Master New Media. Formazione in video per te, <a href="http://pop.robingood.com/" target="_blank">qui</a> (c&#8217;é anche <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=30513748204" target="_blank">un gruppo Facebook dedicato</a>).</p>
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		<title>RSS Feed: come ottimizzare la lettura per leggere tanto in poco tempo</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 08:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giorno benedico Ramanathan V. Guha, per il suo apporto al web syndacation: grazie ai moderni protocolli basati su XML, posso tenere d&#8217;occhio e leggere quotidianamente centinaia di siti web utilizzando un Feed Reader. Il mio preferito è Google Reader. Tuttavia il tempo è una risorsa preziosa e finita, mentre la mie passioni e le [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone size-medium wp-image-145" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/09/google-reader.png" alt="" width="470" height="193" /></p>
<p style="text-align: justify">Ogni giorno benedico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ramanathan_V._Guha" target="_blank">Ramanathan V. Guha</a>, per il suo apporto al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_syndication" target="_blank">web syndacation</a>: grazie ai moderni protocolli basati su XML, posso tenere d&#8217;occhio e leggere quotidianamente centinaia di siti web utilizzando un Feed Reader. Il mio preferito è Google Reader. Tuttavia il tempo è una risorsa preziosa e finita, mentre la mie passioni e le mie esigenze professionali mi portano a fare dei feed rss una risorsa preziosa ma con crescita tendente ad infinito. Come fare? Il tempo che posso dedicare alla lettura dei miei feed è arrivato al limite massimo possibile, i miei feeds invece aumentano ancora. Se anche tu sei nella mia condizione ti consiglio di continuare a leggere: ti mostrerò le tecniche che utilizzo per leggere ottimizzando il tempo. <span id="more-144"></span></p>
<p style="text-align: justify">La cosa da tenere in mente è che se un feed è interessante questo non vuol dire che valga la pena di leggere tutti gli articoli che contiene. Quindi in realtà se si potessero filtrare i contenuti selezionando solo gli articoli della giornata che davvero ci interessa leggere, avremmo già fatto un enorme passo avanti. Di seguito ecco le tecniche che consiglio:</p>
<p style="text-align: justify">1) <strong>Dividi i feeds in cartelle che rispecchiano categorie precise e specifiche</strong>. Ad esempio raggruppando i feed che parlano di Web Marketing in una cartella separata dai feed che parlano di Web Design. Opera classificazioni quanto più specifiche possibile: se quasi tutti i tuoi feed parlano di web marketing crea sottocartelle più particolareggiate, suddividendo i feed per focus o importanza. Se un blog non rientra solo in una categoria, inserisci il feed in più cartelle senza timore. Hai comunque ottenuto un grande vantaggio: se hai 500+ articoli da leggere, invece di perdere tempo a scorrerli ad uno ad uno sfoglia le cartelle, iniziando dagli argomenti che ti stanno più a cuore e lasciando il feed della blogstar di turno che leggi per diletto al tasto &#8220;segna tutto come letto&#8221;. Inoltre raggruppando per argomento ti sarà più facile controllare quali siti pubblicano sempre e solo notizie riprese da altri siti che tu leggi già, consentendoti di eliminare inutili ridondanze.</p>
<p style="text-align: justify">2) <strong>Se il tuo lettore consente la condivisione di articoli, seleziona con cura chi autorizzi ad inviarti contenuti</strong>. Autorizza solo utenti responsabili che facciano circolare contenuti davvero interessanti, o ti ritroverai intasato di items che non ti interessa leggere.</p>
<p style="text-align: justify">3) <strong>Utilizza il PostRank.</strong> Il <a href="http://postrank.com/" target="_blank">PostRank</a> è un criterio di ponderazione degli articoli basato sulle volte che un articolo viene commentato, visto e ripreso. Per Google Reader esiste un&#8217;<a href="http://gr.aiderss.com/" target="_blank">apposita estensione di Firefox</a> che integra il postrank automaticamente, senza alcun problema. Altrimenti <a href="http://www.aiderss.com/" target="_blank">AideRSS</a> offre un servizio di filtering restituendo un feed rss a cui abbonarsi per leggere soltanto gli articoli rilevanti di un sito. Come fa?</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter" src="http://blog.aiderss.com/images/help/filter-diagram.png" alt="aiderss" width="440" height="181" /></p>
<p style="text-align: justify">Semplice: tu segnali ad AideRSS un feed, e lui ti restituisce un secondo feed a scelta che contiene soltanti gli articoli del feed padre che abbiano un dato valore di PostRank (eliminando quindi automaticamente gli articoli meno importanti). Provalo: funziona e non soltanto con i siti famosi.</p>
<p style="text-align: justify">4) <strong>Se dedichi un tempo <em>T</em> alla lettura quotidiana dei feed, assicurati di spezzarlo in più riprese <em>n</em> di tempo <em>t</em>, con <em>T = nt</em></strong>. Se dedichi 3 ore al giorno alla lettura dei feed non usarle tutte in una volta, ma fai ad esempio 3 turni da 1 ora, mattina-pomeriggio-sera. Se non cambia nulla nel tuo bilancio di tempo giornaliero, cambia molto in termini di produttività: l&#8217;attenzione cala con il passare del tempo, e così la tua performance di lettura.</p>
<p style="text-align: justify">5) <strong>Se il tuo Feed Reader ha un servizio di statistiche della tua attività, usalo periodicamente.</strong> Se non ce l&#8217;ha forse è meglio che cambi servizio. Infatti grazie alle statistiche puoi scoprire quali sono i feed che leggi di più, quelli che non pubblicano da tanto tempo, le ore del giorno in cui le informazioni tendono ad essere pubblicate. Tutto questo ti è indispensabile per ottimizzare, tagliando le fonti in realtà poco interessanti e gestendo meglio i tuoi orari di lettura.</p>
<p style="text-align: justify">Nota a margine: Google Reader sembra in effetti a buon merito considerato il miglior Feed Reader disponibile oggi, perché implementa delle funzioni molto importanti. Tuttavia i Feed Reader non hanno seguito più di tanto il web sulla strada del social e del mashupping. C&#8217;é ancora spazio per un reader fortemente innovativo e sociale e speriamo di vedere qualcosa in un futuro non troppo lontano.</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Macchianera Blog Awards: Considerazioni sulle Nominations</title>
		<link>http://webstrategist.it/pensieri/macchianera-blog-awards-considerazioni-sulle-nominations/</link>
		<comments>http://webstrategist.it/pensieri/macchianera-blog-awards-considerazioni-sulle-nominations/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 09:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/09/382476374_773e97ac18.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-138" src="http://webstrategist.it/wp-content/uploads/2008/09/382476374_773e97ac18.jpg" alt="" width="472" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Immagine (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/ponchosqueal/" target="_blank">ponchosqueal</a></p>
<p style="text-align: justify">Tornano i <a href="http://www.macchianera.net/2008/09/08/macchianera-blog-awards-2008-3-la-votazione-finale/" target="_blank">Macchianera Blog Awards</a>. Il premio per blog(ger) istituito da <a href="http://www.macchianera.net" target="_blank">Gianluca Neri (Macchianera)</a> è tornato. Ho personalmente sia inviato le mie nomination, sia votato. Condivido con voi alcune riflessioni.<span id="more-137"></span></p>
<p style="text-align: justify">La prima è l&#8217;<strong>importanza dell&#8217;evento</strong>. E&#8217; ben organizzato, ha sponsor di tutto rispetto (Telecom e Microsoft), e secondo me ci vuole. Ci vuole un momento di aggregazione/discussione sui blog, in cui magari scopri qualche blog nuovo che vale la pena di leggere (e di votare). Perciò complimenti a Gianluca e lunga vita ai Macchianera Blog Awards.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda considerazione riguarda <strong>le nominations</strong>. Il meccanismo è aperto e partecipativo, perché nelle settimane precedenti chiunque poteva sottomettere all&#8217;attenzione della giuria i propri candidati per ogni categoria. Un meccanismo interessante ma che andrebbe potenziato con maggiore <em>trasparenza</em>: magari pubblicando tutte le nomination pervenute con il relativo numero di voti. Sempre per aiutare a trovare nuovi blog e &#8220;pesare&#8221; effettivamente la partecipazione della blogosfera al voto.</p>
<p style="text-align: justify">Terza ed ultima considerazione.<strong> Il risultato finale</strong>. I nominati sembrano essere i soliti noti. Persino fra le &#8220;rivelazioni&#8221; nessuna sorpresa. Questo perché il metodo di nomination finisce necessariamente col privilegiare i blog più letti e più seguiti. Secondo me ci vorrebbe una migliore correzione per dare autorevolezza al premio, mi riferisco al fatto che su 5 nominations per categoria massimo 2 le riserverei alla discrezionalità di una commissione apposita che scelga i blog solo fra quelli con meno di 500 lettori al giorno e mai presenti alle passate edizioni di MBA. In questo modo si assicura maggiore pluralità e novità.</p>
<p style="text-align: justify">I criteri andrebbero sistemati anche <em>per categoria</em>: ad esempio nella categoria grafica sono presenti blog che non hanno una grafica originale, ma &#8220;taroccata&#8221; a partire da temi famosi. Sono sicuramente blog bellissimi graficamente anche per via delle modifiche, ma premiare qualcuno per un tema originale (cioé scritto da sé per il 90-100%) mi sembra il minimo per autorevolezza.</p>
<p style="text-align: justify">Questo il mio personalissimo pensiero. Vi <a href="http://www.macchianera.net/2008/09/08/macchianera-blog-awards-2008-3-la-votazione-finale/" target="_blank">invito a votare</a> e godervi lo spettacolo alla <a href="http://www.blogfest.it/" target="_blank">BlogFest</a>.</p>
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		<title>Muore Yahoo! Mash</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 01:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Community]]></category>
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<p style="text-align: justify"><span style="font-size: x-small">Screenshot (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/briansolis/">b_d_solis</a></span></p>
<p style="text-align: justify">Ricevo nella notte il comunicato di Yahoo! che dichiara la volontà di chiudere il suo esperimento di social network. L&#8217;eutanasia avverrà <span style="text-decoration: line-through">oggi (domani per chi come me non è ancora andato a dormire)</span> (edit: si vede che IO non ero ancora andato a dormire) 29 Settembre.</p>
<p style="text-align: justify">Ovvero: a volta dalla Beta si esce dentro una cassa da morto (quelli di Yahoo! sono messi male, spero che il Community Manager che ha introdotto Mash sia già stato segato, e che la firma alla fine sia del CM nuovo).</p>
<p style="text-align: justify">Addio Mash, non mi mancherai.</p>
<p style="text-align: justify">(di seguito il comunicato &#8211; e per una volta arrivo prima di <a href="http://www.mashable.com">Mashable</a>!)<span id="more-87"></span></p>
<p style="text-align: justify"><em>Dear Yahoo! Mash member,</em></p>
<p><em>Thank you for trying out our Mash Beta service. We hope you had fun with it.</em></p>
<p><em><strong>Please note that we will shut down Mash on September 29, 2008.</strong> As a result, your current profile on Mash will no longer be available. We strongly recommend that you return to <a href="http://one.yahoo-email.com/r/xl22309j8ethb7w/456p1002423" target="_blank">http://mash.yahoo.com</a> and copy the content that you wish to save onto a separate document.</em></p>
<p><em>For a list of FAQs, please refer to the <a href="http://one.yahoo-email.com/r/xl22309j8ethb7w/456p1002424" target="_blank">Mash Help Page</a>.</em></p>
<p><em>Thanks for trying out Mash!</em></p>
<p><em>Matt Warburton</em></p>
<p><em>Yahoo! Community Manager</em></p>
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		<title>Generazione B: I Volti / III</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 04:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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<h3 style="text-align: justify">LUCA MARRA</h3>
<p style="text-align: justify">Classe 1985 da Catania. Application Designer con una spiccata curiosità verso i fenomeni del web. Il pregio più grande è senza dubbio la (rara) capacità di produrre idee e visioni originali sul suo lavoro. Senza dubbio la fantasia coniugata alla capacità può portare molto lontano, soprattutto se ci si aggiunge il gusto estetico. Particolarmente indicato per team innovativi che si occupano di progetti sul web, in particolare &#8220;social&#8221;. <strong>Una certezza, per via della sua capacità di vedere quello che ancora non c&#8217;é (funzione di manager solitamente) e di implementare putualmente e con coerenza il lavoro (funzione tipica da programmatore). Un ottimo mix.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Personal: <a href="http://io.facciocose.it/" target="_blank">Blog</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/profile.php?id=698638053">Facebook</a></p>
<p style="text-align: justify">Work: <a href="http://www.facciocose.it/">Official Site</a>//<a href="http://www.linkedin.com/in/lucamarra">LinkedIn</a></p>
<h3 style="text-align: justify">DARIO SALVELLI</h3>
<p style="text-align: justify">Classe 1983, da Caserta. Fra i più famosi della Generazione B, Dario è l&#8217;esempio concreto di come il web dia opportunità di emergere a prescindere dall&#8217;età. Si segnala come Freelance Writer e New Media Consultant, due campi in cui a 25 anni sei ancora considerato alla stregua di un mozzo, Dario ha dimostrato come a contare sia semplicemente il valore. Una speranza per tutti e una certezza per chi lo ingaggia (come hanno scoperto <a href="http://www.hwupgrade.it/">HTML.it</a>, <a href="http://www.hwupgrade.it/">Hardware Upgrade</a> o <a href="http://www.robertosaviano.it">Roberto Saviano</a>). <strong>Assolutamente da coinvolgere in progetti editoriali che riguardino social, web 2.0, comunicazione web. Può essere fondamentale in ruoli di responsabilità e gestione proprio grazie alla grande esperienza maturata in questi anni negli ambienti che contano.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Personal: <a href="http://www.dariosalvelli.com/about/">Bio</a>//<a href="http://www.dariosalvelli.com/">Blog</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=580673476&amp;ref=ts">Facebook</a></p>
<p style="text-align: justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/in/dariosalvelli">LinkedIn</a></p>
<h3 style="text-align: justify">LEANDRO PERROTTA</h3>
<p style="text-align: justify">Classe 1984, catanese. L&#8217;esempio vivente di come oggi gli ordini professionali siano poco credibili nel giornalismo. Da anni, nonostante la giovane età, è attivo online collaborando ad una quantità di progetti editoriali incredibile per quantità e varietà. Vanta una profonda conoscenza ed esperienza nel campo della comunicazione sociale. <strong>Uno stakanovista, sempre disponibile e dotato di spirito critico, è l&#8217;ideale per coordinare progetti editoriali che riguardano il mondo dell&#8217;informazione online. Background umanistico si è fatto un&#8217;esperienza con i CMS e il videoblogging, il suo pregio migliore è la sua capacità di apprendimento elevata.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Personal: <a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1317020113&amp;v=feed&amp;viewas=569665878">Facebook</a></p>
<p style="text-align: justify">Work: <a href="http://www.megaronline.org/">Megaron</a>//<a href="http://www.laperiferica.it/">La Periferica</a>//<a href="http://www.ucuntu.org/">U&#8217;Cuntu</a>//<a href="http://095.bloglist.it/">095</a></p>
<h3 style="text-align: justify">GIULIANO AMBROSIO</h3>
<p style="text-align: justify">Classe 1986, torinese. Web Designer, di quelli tosti. Anche qui la giovane età significa solo potenziale di crescita enorme, coniugato ad una posizione di partenza solida come la sua competenza nel web design e flash development. Il suo blog è un ottimo biglietto da visita, e anche se come blogger si è affacciato relativamente da poco nella blogosfera, dimostra uno stile già maturo. <strong>Ottimo sia come webdesigner (soprattutto se vi interessa il flash) che come blogger/autore per progetti editoriali orientati al design: come dimostra sul suo blog sa bene come capitalizzare in termini di accessi le sue competenze.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Personal: <a href="http://www.juliusdesign.net/about/">Bio</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/profile.php?id=1245864026">Facebook</a></p>
<p style="text-align: justify">Work: <a href="http://www.juliusdesign.net/">Blog</a></p>
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		<title>Generation B: I Volti / II</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 16:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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<p align="justify">
<h3>TANCREDI MATRANGA</h3>
<p align="justify">
<p align="justify">Milanese classe 1987. Non ha ancora un anno e già si segnala per la cura, il suo Hub Blog. Occupa una nicchia di lettori presidiata già da pattuglie storiche e molto esperte (oltre che ben remunerate), tuttavia il settore web&amp;tecnologia non sembra mai essere abbastanza saturo. Si segnala soprattutto la capacità di essere continuo: essendo l&#8217;unico a lavorare sul blog il ritmo e la qualità che riesce a tenere sono molto importanti. Anche qui la segnalazione è indirizzata al mondo del nanopublishing: <strong>in qualsiasi network si punta spesso sugli argomenti che tratta TheNorba, dedicandogli almeno un blog, Tancredi può essere l&#8217;uomo giusto per esperienza e potenziale. </strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Personal: <a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=750080868&amp;ref=ts">Facebook</a></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/in/tancredimatranga">LinkedIn</a>//<a href="http://www.thenorba.com/">Blog</a></p>
<p align="justify">
<h3>CLAUDIO IACCARINO</h3>
<p align="justify">
<p align="justify">Classe 1983, da Catania. Blogger apprezzato dalla comunità Linux/Ubuntu, cura un Authority Blog che si evidenzia per la profondità e l&#8217;originalità dei contenuti (in un settore caratterizzato dalla forte ridondanza di post e argomenti). Appassionato esperto di informatica si è distinto per <a href="http://www.serverless.it/2008/03/04/ho-vinto-qualche-cosa/">la vittoria nel contest</a> per autori indetto dalla rivista <a href="http://www.serverless.it/2008/03/04/ho-vinto-qualche-cosa/">PC Professionale</a> a Febbraio. <strong>Un altro blogger che si segnala per lo stile, stavolta adatto a pubblicazioni orientate verso i contenuti di approfondimento. Grazie alla grande esperienza accumulata, Claudio potrebbe essere anche un valido Web Editor per argomenti relativi a Linux/Ubuntu. </strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Personal: <a href="http://www.new.facebook.com/profile.php?id=666323834">Facebook</a>//<a href="http://www.serverless.it/chi-sono-io/">Bio</a></p>
<p align="justify">Work: <a href="http://www.serverless.it">Blog</a></p>
<p align="justify">
<h3>FRANCESCO GAVELLO</h3>
<p align="justify">
<p align="justify">Classe 1983, torinese. Webdesigner molto versato in HTML/CSS e accessibilità, vanta già diverse interessanti esperienza professionali nonostante i suoi 25 anni. Pur partendo dall&#8217;ottimo lavoro come webdesigner, <strong>Francesco si caratterizza per la sue capacità anche come Project Manager, offrendo una professionalità estesa ad aree fortemente collegate al webdesign, quali sono appunto marketing e project management, questo ne fa un elemento fortemente consigliato sia per attività di web marketing che di consulenza. </strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Personal: <a href="http://francescogavello.it/informazioni">Bio</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=727779361&amp;v=info&amp;viewas=569665878">Facebook</a>//<a href="http://francescogavello.it/">Blog</a></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/in/gavello">LinkedIn</a>//<a href="http://francescogavello.it/portfolio">Portfolio</a></p>
<p align="justify">
<h3>ANNA TORCOLETTI</h3>
<p align="justify">
<p align="justify">Classe 1985, da Senigallia (AN) ma bolognese d&#8217;adozione. Ancora studentessa lavora già nell&#8217;ambito della comunicazione web. In piena coerenza con i talenti importanti espressi da quella che potremmo definire Scuola di Senigallia, si occupa principalmente di comunicazione su web 2.0 e nuovi media. <strong>Estremamente dinamica e curiosa, capitalizza queste sue tendenze naturali attraverso la costanza nel cogliere le occasioni professionali di crescita come Viral Marketer e Web Marketing Manager in generale. Particolarmente consigliata proprio come Viral Marketer.<br />
</strong></p>
<p align="justify">Personal: <a href="http://annatorc.wordpress.com/">Blog</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=569511031&amp;ref=ts">Facebook</a></p>
<p align="justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/in/annatorcoletti">LinkedIn</a>//<a href="http://www.comunitazione.it/profilo.asp?id_user=2263">Comunitàzione</a></p>
<h3>GIOVANNI POLIMENI</h3>
<p align="justify">Classe 1985, catanese. Un intellettuale della rete, ma forse sarebbe meglio definirlo un pensatore. La cosa che salta subito all&#8217;occhio è l&#8217;atipicità (rispetto a quello che la rete ci ha abituati a vedere) del suo background Umanistico-Filosofico. Blogger che non disdegna il webdesign, scrive anche per <a href="http://www.megaronline.org/_Giofilo_.html">Megaron</a> e <a href="http://www.sitosophia.org/author/polimeni-giovanni/">Sitosophia</a> (che ha contribuito a fondare). <strong>Particolarmente consigliato come autore-editorialista per testate che pubblicano sul web ma anche per blogging di contenuti d&#8217;attualità politica, socio-culturali, antropologici e comunicazione sociale. </strong></p>
<p align="justify">Personal: <a href="http://www.giofilo.it/me/">Bio</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/profile.php?id=769658187">Facebook</a>//<a href="http://www.giofilo.it/">Blog</a></p>
<p align="justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/in/giovannipolimeni">LinkedIn</a></p>
<p align="justify">
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		<title>Generation B: I Volti / I</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 04:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">GUIDO ARATA</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Classe 1989 da Chiavari (GE). A soli 19 anni è già pienamente coinvolto nella mischia, oltre a collaborazioni importanti è (co)propietario/fondatore di <em>Delfins Blog</em> e di due aggregatori di notizie monotematici: <em>TechNotizie</em> e <em>DiggitSport</em>. In un paese in cui si è giovani e freschi a 30 anni, Guido incarna le opportunità che il web offre alle nuove generazioni: la possibilità di esprimere il proprio talento e la propria passione senza dover aspettare che qualcun&#8217;altro decida quando sia il momento. I risultati sono quelli che contano. Figura poliedrica a cavallo fra Blog e Social News Aggregator, è un <strong>potenziale ottimo membro per un team al lavoro sui contenuti web, è segnalato oltre che per l&#8217;esperienza acquisita per i suoi margini di crescita</strong>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Personal: <a href="http://guidoarata.blogspot.com/">Blog Personale</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1301981549&amp;ref=ts">Facebook</a></p>
<p align="justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/pub/7/b5b/824">LinkedIn</a>//<a href="http://www.delfinsblog.it/">Delfins Blog</a>//<a href="http://www.technotizie.it/">TechNotizie</a>//<a href="http://www.diggitsport.com/">DiggitSport</a>//</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">SALVATORE ARANZULLA</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Classe 1990 da Mirabella Imbaccari (CT). Soli 18 anni e già centinaia di emulatori (per fini satirici e non). Blogger, divulgatore informatico, Marketing Manager per <a href="http://www.youbid.it">YouBid.it</a> e consulentedi start-up legate al web. Ma prima di tutto questo Salvo Aranzulla è un fenomeno controverso. Molti i detrattori ma tanti anche i successi, ultimo dei quali l&#8217;acquisizione del suo blog da parte di <a href="http://www.virgilio.it">Virgilio</a>. Luci e ombre si mescolano, ma di fronte ai risultati c&#8217;é poco da discutere: il fenomeno Salvo Aranzulla dilaga non solo sul web (vedi TV, libri e riviste). Qualunque sia il fondamento di questo successo, non si può ignorare la posizione di primo piano che a soli 18 anni questo ragazzo della provincia Siciliana abbia assunto nella blogosfera. <strong>Sicuramente la persona più adatta a dispensare consigli su come far diventare oro il piombo</strong>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Personal: <a href="http://aranzulla.tecnologia.alice.it/informazioni-generali-su-salvatore-aranzulla">Bio</a></p>
<p align="justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/in/salvatorearanzulla">LinkedIn</a>//<a href="http://aranzulla.tecnologia.alice.it/">Blog</a>//<a href="http://www.youbid.it">YouBid</a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">DAVIDE FALANGA</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Classe <strike>1990</strike> 1989 da Torre del Greco (NA). Blogger appassionato di Open Source e GNU/Linux, Davide collabora attivamente per queste tematiche su <a href="http://www.html.it/">HTML.it</a> e sul nanopublishing network <a href="http://www.oneblog.it/">OneBlog</a>. <strike>Non ancora maggiorenne</strike> è già un blogger che vanta una grande esperienza nella blogosfera che conta. Mai sopra le righe e sempre preciso è un gran lavoratore a dispetto della giovane età. Particolarmente consigliato come blogger sugli argomenti che padroneggia bene, ha a mio avviso una buona potenzialità di crescita anche come Web Content Manager. <strong>Particolarmente consigliato per pubblicazioni specialistiche afferenti all&#8217;Open Source</strong>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Personal: <a href="http://www.dfalanga.net/about/">Bio</a>//<a href="http://www.dfalanga.net/">Blog Personale</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1407644423&amp;v=feed&amp;viewas=569665878">Facebook</a></p>
<p align="justify">Work:<a href="http://www.linkedin.com/in/dfalanga">LinkedIn</a>//<a href="http://www.oneopensource.it/">OneOpenSource</a>//<a href="http://linux.html.it/">Linux.html.it</a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">DAVIDE DEL MONTE</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Classe 1983 da Reggio Emilia. Web Designer e Web Developer molto apprezzato (il suo blog è un ottimo biglietto da visita), ha un background di ingegneria gestionale. Dimostra grande capacità analitica e di sintesi, il suo è sicuramente un authority blog che vale la pena di seguire. Nonostante sia un ottimo blogger il suo punto di forza è il Web Project Management. In questo campo oltre alla formazione vanta anche la passione. Prossimo alla laurea è senza dubbio un valido (leggi indispensabile) soggetto per qualsiasi start-up: <strong>web designer, web developer e web project manager tutto in un colpo solo. Si può chiedere di più?</strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Personal: <a href="http://www.diplod.it/">Blog Personale</a></p>
<p align="justify">Work:  <a href="http://www.linkedin.com/in/diplod">LinkedIn</a></p>
<h3 align="justify">FRANCESCO COSTA</h3>
<p align="justify">Classe 1984, a Roma ormai da anni. Si occupa principalmente di politica. Comunicazione politica e campagne elettorali sono il suo pane quotidiano, il suo contributo allo svecchiamento della comunicazione politica attraverso il web è stato fondamentale. Coordinatore de iMille, blogger, spin doctor, speech writer e web editor. In un ambiente (la politica) con età media (troppo) alta, la sua esperienza maturata con responsabilità che contano, ne fanno un elemento <strong>consigliato per tutti i progetti che riguardano la comunicazione politica online, settore in cui l&#8217;Italia è fortemente indietro e in cui le persone come Francesco servono tantissimo.</strong></p>
<p align="justify">Personal: <a href="http://www.francescocosta.net/chi-sono/">Bio</a>//<a href="http://www.francescocosta.net/">Blog Personale</a>//<a href="http://www.new.facebook.com/home.php#/profile.php?id=638671634&amp;ref=ts">Facebook</a></p>
<p align="justify">Work: <a href="http://www.linkedin.com/in/francescocosta">LinkedIn</a>//<a href="http://www.imille.org/">iMille</a></p>
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		<title>Generazione Borderline</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 04:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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<h6 align="justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/mathieuduchatel/">CitizenL</a></h6>
<p align="justify">Internet ha cambiato le nostre vite. Qualsiasi sia la prospettiva, non si può che riconoscoere alla rete delle reti un ruolo epocale. Il web in particolare ha consentito frontiere di comunicazione che neppure <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jules_verne">Verne</a> poteva immaginare, i blog hanno dato avvio ad una rivoluzione che ha portato il <a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Prosumer&amp;oldid=230588278">paradigma del prosumer</a> nella nostra quotidianità, incarnandolo nel web 2.0. C&#8217;é quindi un prima e un dopo. E nella fattispecie, riguardo ai blog, c&#8217;é pure un tempo senza blogging ed un tempo con il blogging. Questo post non analizza gli aspetti sociologici della questione, ma a partire da queste riflessioni voglio accendere i riflettori su quella che chiamo la <em>Generazione Borderline</em>. Di cosa parlo?<span id="more-50"></span></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<h3 align="justify">Generazione Borderline</h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Alla fine degli anni novanta nasce il blogging, sicuramente abbastanza diverso da come lo conosciamo. In questo frangente, come è avvenuto con l&#8217;avvento di internet in generale, alcune persone di lungimiranza e grandi capacità di adattamento hanno investito sul nuovo, diventando blogger. Loro c&#8217;erano da prima del blogging, sono cresciuti come generazioni antecedenti al blogging stesso, chiamiamola la <em>Generazione Lungimirante</em>. Dopo il blogging le generazioni cosidette <em>Digital Native</em> fanno lentamente la loro comparsa, e negli anni a venire staremo a vedere come queste generazioni vivranno e cambieranno il web e il blogging, loro che con queste cose ci sono nate. Ma fra la <em>storia</em> (la Generazione Lungimirante) e il <em>futuro</em> (i Digital Native), esiste una terza generazione, una generazione cuscinetto, la linea stessa di confine fra i due mondi. E&#8217; questa che chiamo la <em>Generazione Borderline</em>. Questa generazione raccoglie coloro che pur essendo nati negli anni ottanta (prima del blogging) sono però cresciuti insieme ad esso.</p>
<p align="justify">Mentre la Generazione Lungimirante della blogosfera è cresciuta <em>senza</em> blogging, i Digital Native cresceranno <em>dentro</em> il blogging dandolo per scontato, la Generazione Borderline è cresciuta <em>con</em> il blogging. Abbastanza vecchia da poter scegliere (al contrario delle successive generazioni) se ignorare o meno il blogging, abbastanza giovane da padroneggiarne gli sviluppi senza essere limitata da prospettive in fondo formatesi in ambito pre-blogging e poi travasate nell&#8217;esperienza digitale della comunicazione. Questa generazione va grossomodo dal 1980 al 1993, individuando persone che si aggirano oggi (2008) fra i 28 e i 17 anni. Questa generazione è accomunata dal fatto di essersi formata in un mondo senza blogging (fino all&#8217;adolescenza) ma di aver iniziato a vivere la propria consapevolezza soggettiva in un mondo con il blogging. Le premesse sociali del sistema in cui sono cresciuti non erano ancora quelle attuali (non hanno assorbito acriticamente l&#8217;effetto delle reti) ma hanno dipiegato la loro identità individuale in un sistema profondamente mutato (ormai fondato sulle reti).</p>
<h3 align="justify">Perché Parlare della Generazion B?</h3>
<p align="justify">Questo post inaugura una serie dedicata ai volti della generazione borderline (o Generation B) che troverete su WebGarden al fine di segnalare questi talenti e scommettere insieme sui protagonisti del futuro. Ovviamente l&#8217;inclusione nella lista sarà motivata pubblicamente. Lo scopo ultimo non è una gara né una classifica, ma solo <strong>dare visibilità a chi costruirà la blogosfera (e quindi anche il web) dei prossimi dieci anni</strong>, e facendo un po&#8217; di talent scouting disinteressato (cosa che forse manca un po&#8217; in generale in questo paese).</p>
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		<title>Polemiche Blogosferiche: il caso Last Knight</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 13:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[Youtube]]></category>

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<h6 align="justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/alxb/">alxb</a></h6>
<p align="justify">Ho seguito con molto interesse la questione che ha investito <a href="http://www.lastknight.com">Matteo Flora aka Last Knight</a>, coinvolto in qualità di professionista di Computer Forensics nella questione <a href="http://www.lastknight.com/2008/08/04/the-very-big-faq-of-mediaset-vs-youtube/">Mediaset vs Google</a>. L&#8217;ho seguita con interesse perché ha evidenziato una cosa su cui a mio avviso nessuno ha messo l&#8217;accento.<span id="more-46"></span></p>
<h3 align="justify">La Questione</h3>
<p align="justify">Matteo Flora, oltre ad essere un blogger, si occupa di perizie e consulenze in ambito di Computer Forensics, attività per la quale sembra essere ben apprezzato. E&#8217; stato coinvolto per motivi professionali dalla pretesa di Mediaset di avere un bel po&#8217; di denaro da Google (nello specifico YouTube) per presunte violazioni del diritto d&#8217;autore operate da quest&#8217;ultimo ai suoi danni. La questione ha investito Last Knight con violenza a seguito dell&#8217;anatema lanciato da Beppe Grillo e da altri attivisti della rete, che si sono fatti in un sol colpo difensori di YouTube, accusatori del mostro Mediaset e (soprattutto) giudici ed esecutori. Non sono mancate le lance a favore di Last Knigt, la più valida delle quali mi sembra quella del sempre preciso e gradevole <a href="http://www.minotti.net/2008/08/06/in-difesa-di-lastknight-matteo-flora/">Daniele Minotti</a>.</p>
<h3 align="justify">L&#8217;accusa e La Difesa</h3>
<p align="justify">Le accuse lanciate a Last Knight sono riasumibili come imputazione di <em>aver tradito i valori della rete</em>, rappresentati in questo caso da YouTube, aiutando il mostro cattivo Mediaset (di propietà di un altro Cavaliere, che per certi versi anche sta diventando ultimo pure lui). La difesa invece è sintetizzabile in due considerazioni: <em>Matteo Flora oltre ad essere un blogger è un professionista ed ha agito come tale</em> (per soldi, che di questo campiamo, ma anche per stimolo  professionale) e <em>YouTube è solo un&#8217;altra corporation non certo così virtuosa</em> (cito solo una parola: Cina). Il resto è un contorno ricco: aprioprismo, populismo, invidie e antipatie ma anche simpatie. Insomma: roba che non mi interessa.</p>
<h3 align="justify">Cosa Penso</h3>
<p align="justify">Non conosco Matteo Flora se non per sentito dire, quindi non ho ancora una opinione particolare di lui come persona. Non ho simpatia per Mediaset, a causa dell&#8217;impunità con cui uccide ogni giorno milioni di neuroni, contribuendo a fare di questo paese un regno. Non ho particolare simpatia a priori per YouTube, perché come insegna il vecchio Orwell, finché l&#8217;informazione è monopolio di qualcuno, possiamo solo pregare che sia benevolente.</p>
<p align="justify">Tuttavia ritengo la questione interessante per via del fatto che pone in essere un problema non secondario circa la natura del blogger. Matteo Flora è un perito, ma è <em>anche</em> un blogger. Le accuse che gli sono state mosse partono dall&#8217;associazione a priori blogger = aderente (in generale) ad una visione di valori associati alla rete libera. In quanto tale il dare una mano ad uccidere YouTube non può essere considerabile come cosa neutra. YouTube non sarà il massimo concettualmente, ma sicuramente è il <em>male minore</em>. Il problema non è evitare che Google paghi. Ma è evitare di <em>impoverire la rete</em>. YouTube è nel suo settore un monopolista, se perde lui, cosa farà la galassia dei piccoli (Vimeo, Blip, ecc.)? Semplice: non si farà ripetere due volte l&#8217;avvertimento rimuovendo tutti i possibili video oggetto di conflitto (se ha perso YouTube con gli avvocati di Google, non vale la pena neppure di tentare). <em>Colpirne uno per educarne cento</em>. Non è (solo) una questione di soldi. Sarebbe un danno incalcolabile per la rete (italiana).</p>
<p align="justify">E qui arriviamo al nocciolo della questione: in un mondo di identità multiple, in cui si può essere contemporaneamente Matteo Flora e Last Knight, cosa succede quando le due identità si trovano in conflitto? Semplice. Si sceglie. E qui subentra Daniele Minotti e la sua difesa della scelta di Matteo Flora. Difesa che condivido al 99%. L&#8217;1% che non condivido è la premessa. La premessa implicita è che Matteo Flora non possa essere accusato di nulla perché le scelte che ha operato sono lecite e legittime. Ma in base a quale parametro? E&#8217; qui la confusione. In base ad un parametro <em>legale</em>, sicuramente Matteo ha pienamente ragione. Ma in base ad un parametro <em>etico</em>? Se fosse vero che un blogger non è solo qualcuno che scrive in un dato modo, ma anche e soprattutto un internauta che aderisce ad un certo modo di intendere e vedere la rete (badate: non è qualcosa che do&#8217; per scontato, ma mi sembra significativo che si sia posto il problema!), dal punto di vista etico, Matteo Flora ha sbagliato?</p>
<p align="justify">E&#8217; ovvio che non ho una risposta, anche perché la mia visione dell&#8217;etica (e della morale) è molto inquinata dalla mia prospettiva &#8220;orientaleggiante&#8221;. Il punto è che Matteo ha scelto, era libero di rifiutare la consulenza ma ha scelto di farla come nelle sue prerogative. Facendo ciò secondo me <em>ha scelto in primis fra due identità in conflitto</em> (sempre assumendo che un blogger sia associato ad una serie di valori e che questi valori siano di tipo pluralista).</p>
<p align="justify">Il punto che mi sembra saliente è che si ponga una questione etica. Non perché mi piacciano le dispute teoriche tipiche di questo paese decadente (dove etica e morale sono due parole che si tirano fuori quando si finiscono gli argomenti), ma perché mi affascina il fatto che ad un blogger possa essere associata una pretesa di condotta. <em>Che sia l&#8217;inizio molto embrionale di una appartenenza collettiva?</em> Forse, di certo il problema identitario non è secondario, e non mi stupirebbe che nel futuro il conflitto fra identità si ponesse sempre più spesso. Ma alla fine della giornata è un problema innanzitutto etico. E come tale ogni soluzione sarà sempre fortemente soggetta a critiche. Dunque la difesa di Matteo Flora non regge se si traspone il problema dal campo legale (dove in effetti non esiste) al campo etico (da dove si originano le accuse, seppur viziate da metodi e modi che non condivido). Questo ovviamente non vuol dire che Matteo Flora sia in errore: ha semplicemente scelto, assumendosene le responsabilità. Così come chi lo critica ha il &#8220;diritto&#8221; (etico prima che legale) di criticarlo. L&#8217;importante (e qui le accuse subiscono l&#8217;effetto boomerang) è evitare che la critica diventi un atto di violenza che impedisce il dialogo. Il fatto che io personalmente non avrei fatto la scelta di Matteo Flora (la mia classifica personale sarebbe stata nell&#8217;ordine: valori della rete, soddisfazione professionale, soldi) <em>non può voler dire</em> che Matteo abbia sbagliato.</p>
<p align="justify">La cosa triste è che viviamo in un&#8217;epoca di forte polarizzazione, e polarizzazione è sinonimo di superficialità. La logica degli estremi è pericolosa, perché apre le porte all&#8217;integralismo militante (e ai campi di sterminio).</p>
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		<title>Sweetcron : Life streaming = WordPress : Blogging</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 09:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content Management]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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<p align="justify">Foto (cc-by): <a href="http://www.flickr.com/photos/antigone/">antigone78</a></p>
<p align="justify">In questa ultima settimana è tornata alla ribalta il tema del life streaming come futuro del blogging. Questo grazie ad un post del seguitissimo <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/the_future_of_blogging_reveale.php">Read Write Web</a> (<a href="http://webgarden.bloglist.it/2008/06/21/blogging-e-life-stream/">ne avevo già parlato</a>, ma a me non mi caga nessuno <img src='http://webstrategist.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p align="justify">Ritorno sul tema sinteticamente:<span id="more-44"></span></p>
<p align="justify">a) Anche io sono stra-convinto che il blogging così come lo conosciamo è destinato a rimanere tale solo per qualche istanza di corporate blogging (e anche qui non è detto: vedi l&#8217;apertura al &#8220;social&#8221; networking) e blog multiautore che sono vere e proprie webzine (mi riferisco ad esempio a <a href="http://mashable.com/">Mashable</a>). Il life streaming diventerà sempre più norma e questo significa nuovo spazio per sfidare i monopoli acquisiti dai CMS per blogging più diffusi (ogni riferimento a <a href="http://www.wordpress.org">WordPress</a> non è casuale).</p>
<p align="justify">b) In questa prospettiva sono convinto che <a href="http://www.sweetcron.com">Sweetcron</a> sia la soluzione più interessante in merito. Semplicemente perché al momento è l&#8217;unica compiuta e strutturata. Trovate un esempio di come funziona il CMS sul sito del suo padre-padrone <a href="http://www.yongfook.com/">Yongfook</a>. Pare che quest&#8217;ultimo, latitante da mesi, si sia deciso a dare un&#8217;accelerata al lavoro e ha ufficialmente annunciato (l&#8217;email mi è arrivata stamattina) il lancio di Sweetcron per il 28.08.08. Staremo a vedere.</p>
<p align="justify">c) Quando si parla di life streaming si commente a mio avviso un errore madornale. Si comincia a tirar fuori <a href="http://www.friendfeed.com">FriendFeed</a> e simili (e ancora aspetto che qualcuno mi spieghi cosa abbia inventato FF che <a href="http://www.jaiku.com">Jaiku</a> non avesse). Non confondiamo Sweetcron con FriendFeed. Se il primo è un CMS per il <em>life streaming blogging</em>, il secondo (e i servizi di life streaming attualmente esistenti) sono servizi di <em>life streaming microblogging</em>. Da cui il titolo del post,</p>
<p align="center"><strong>sweetcron:life streaming = wordpress:blogging </strong></p>
<p align="justify">In definitiva io continuo a pensare che Sweetcron abbia le carte in regola per sfondare e creare seri problemi a WordPress (a meno che <a href="http://ma.tt">Matt</a> non si faccia dare qualche consiglio da <a href="http://lushanoperera.netsons.org/">Lushano</a> che ha realizzato un <em>Sweetcron-like blog running on wordpress</em>). A patto di riuscire ad emanciparsi dal one-man-business Yongfook e costruire dietro una solida community.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Quelli di Nova100&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 14:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Nanopublishing]]></category>

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